Seguici su

Cultura

«Il concerto è un’energia circolare!»

Si è chiusa con lo straordinario concerto di Hamid Drake e Pasquale Mirra la seconda edizione di Polcenigo Jazz River: la soddisfazione della presidente di Controtempo Paola Martini

Pubblicato

il

foto: Drake e Mirra a Polcenigo Jazz River / Edoardo Magrini

POLCENIGO – Il concerto non è un’esperienza monodirezionale dove c’è chi produce la musica e chi ne fruisce bensì un’energia circolare nella quale gli strumentisti creano, il pubblico riceve, elabora e restituisce un qualchecosa che i primi traducono nuovamente in note, ritmo, armonia, pause, silenzi, energia, in un moto perpetuo. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma: o almeno così dovrebbe essere secondo Hamid Drake che, con il suo drumming dai mille colori incanta, riceve e rigenera ad ogni apparizione. Le parole all’occasione sono quelle tradotte e pronunciate da Pasquale Mirra, straordinario interprete del vibrafono, magia percussiva per eccellenza, partner di una serata fuori dal tempo. A brother of a different mother, come lo definisce spiritualmente il compagno di viaggio.

Si conclude su queste vibrazioni la seconda edizione di Polcenigo Jazz River, là dove l’arte urbana per antonomasia scappa dal frastuono cittadino per rifugiarsi nel silenzio ristoratore dei borghi. «E’ proprio così, è proprio vero: il futuro è il jazz dei borghi!» ci accoglie con queste parole in quel di Polcenigo la presidente di Controtempo Paola Martini «perchè questi piccoli borghi, questi piccoli grandi gioielli che abbiamo la fortuna di avere nella nostra regione, si prestano a diventare dei veri e propri jazz club che valorizzano tutto il territorio circostante.»

«Uscendo dai centri culturali dove la proposta artistica è già consolidata, Jazz River è stato davvero un laboratorio artistico a tutto tondo,» prosegue la presidente non nascondendo una certa soddisfazione «musicale in primis, ma anche visivo-immaginale attraverso il progetto River Reportage by Alberto Della Libera e Edoardo Magrini, studenti con la passione del disegno e della fotografia che hanno immortalato in diretta le più intense suggestioni di questa edizione.»

Il valore aggiunto: «a qualche decina di minuti dal centro storico c’è una malga» intercala ancora PM «dove abbiamo tenuto uno degli eventi del calendario, arrivandoci a piedi a ben 1300 metri di altitudine!» Jazz River philosophy, se mi si passa la locuzione: tuffarsi nello spazio aperto attraverso le sorgenti del Livenza e del Gorgazzo, non più solo punti di riferimento idrologici e geografici ma vere e proprie condizioni dello spirito che conducono altresì ad uscire dalla caotica vita di tutti i giorni per un’immersione natura-creatività che (probabilmente) è destinata a divenire – e chi vi scrive fa il tifo per questo! – il futuro delle espressioni artistiche.

Ma torniamo al nostro duo: il teatro di Polcenigo appare, di primo acchito, come un non-luogo. Di giorno infatti potrebbe anche non esistere, ma come cala la sera e si prepara il sipario, eccolo materializzarsi in cima ad un viottolo di rara suggestione. Un jazz club all’interno di un jazz club, per parafrasare la definizione della Martini: è qui che alle ore ventuno va in scena la magia dei nostri che ci condurranno in un viaggio aureo, spirituale e percussivo attorno al mondo per ritrovarsi in questo gioiello più eterei di come eravamo partiti, non prima di aver visto smaterializzarsi la cornice di quanto, fino alla prossima esibizione.

A concludere, ancora la nostra interlocutrice: «per me il jazz è la forma espressiva che più di tutte unisce: internazionale ed intima, mette insieme, dà possibilità di esprimersi; e poi crea relazioni, crea collaborazioni, insomma… crea! E partendo proprio dal jazz abbiamo creato un evento che secondo me e secondo soprattutto il responso del pubblico è destinato a durare negli anni!»

Polcenigo arriva un mese prima dell’affermatissimo Jazz & Wine of Peace di Cormons, fiore all’occhiello di Controtempo nonché una delle rassegne del suo genere più importanti d’Italia, e due mesi prima de Il volo del jazz di Sacile. Occhio pertanto alla rassegne stampa perchè si attendono come ogni anno grandissimi ospiti.

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?