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Politica

Sono cinque i candidati alla poltrona di sindaco a Udine

L’uscente Pietro Fontanini, appoggiato dal centrodestra, l’ex rettore Alberto Felice De Toni, sostenuto dal centrosinistra, Ivano Marchiol, espressione di Movimento 5 Stelle e forze di Sinistra, Stefano Salmè, sorretto da Io amo Udine-Liberi elettori, e Mauro Tonino di Blocco civico

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UDINE – Si è chiarito il quadro in vista delle elezioni amministrative del 2 e 3 aprile. In città saranno cinque i candidati a sindaco: l’uscente Pietro Fontanini, appoggiato dal centrodestra, l’ex rettore Alberto Felice De Toni, sostenuto dal centrosinistra, Ivano Marchiol, espressione di Movimento 5 Stelle e forze di Sinistra, Stefano Salmè, sorretto da Io amo Udine-Liberi elettori, e Mauro Tonino di Blocco civico. 

Per quanto riguarda Fontanini, punta al bis forte delle molte cose fatte per Udine, dalla pedonalizzazione di via Mercatovecchio all’introduzione del porta a porta per la raccolta dei rifiuti, dalla riduzione del debito del Comune fino alla nascita di due (il terzo è già in programma) boschi urbani. Sarà sostenuto da sei liste civiche: oltre ai consueti partiti di centrodestra (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc) ci sarà la lista del sindaco e quella di Identità civica.
Lo sfidante principale sarà De Toni, che dalla sua avrà le forze di centrosinistra, a cominciare dal Pd per proseguire con il Terzo polo, il Patto per l’Autonomia, Progetto Innovare, Siamo Udine, i Cittadini e altre realtà civiche. Se Fontanini baserà la sua campagna elettorale sulla continuità, De Toni, al contrario, punta tutto sulla discontinuità, con l’obiettivo di dare una visione a medio-lungo termine alla città, nel tentativo di ridare centralità a Udine in quanto capitale del Friuli.
Un po’ a sorpresa, della partita sarà anche Marchiol, già leader degli Autostoppisti e oggi alla guida della civica Spazio Udine. Non condividendo la proposta di De Toni, ha preferito andare per conto proprio, raccogliendo gli scontenti alternativi al centrodestra, e cioè il Movimento 5 Stelle, Open Fvg e altre realtà progressiste. Nella sua concezione di città, pedoni e ciclisti devono avere sempre più spazio a scapito delle automobili.
Salmè riprova a diventare sindaco dopo il tentativo fallito di cinque anni fa. Questa volta, scrollatosi di dosso l’etichetta di destra sociale, ha raccolto attorno a sé tutto quel mondo che la pandemia ha fatto emergere, tra no vax e no mask. Nella sua squadra, già comunicata, ci sono professionisti che in più settori ci sono sentiti penalizzati dalle restrizioni anti Covid, che puntano a raccogliere consenso dando priorità alle attività locali e alla circolazione di una moneta pensata per favorire il commercio di prossimità.
Infine Tonino, candidato per il Blocco Civico (realtà costituita dal blogger Marco Belviso) che vuole dare voce all’elettorato di destra che si sente tradito dai partiti e dai movimenti tradizionali. Tra le sue priorità, ci sono il fatto di riuscire a ridare slancio alla città, anche attraverso i grandi eventi.

Grande assente dalla competizione elettorale sarà Enrico Bertossi e la sua Prima Udine. Dopo cinque anni in cui ha attaccato, spesso con veemenza, Fontanini e la sua amministrazione, non essendo riuscito a entrare nella compagine di De Toni da protagonista (aveva puntato sul candidatura Alessandro Venanzi sperando in un posto da vicesindaco), ha preferito stare fuori da tutto, annunciando pubblicamente il suo mancato sostegno allo stesso De Toni. Allo stesso tempo ha dichiarato il suo appoggio al governatore Massimiliano Fedriga per le Regionali. Un’ammiccamento che fa pensare a qualche ruolo di livello sovracomunale in arrivo per “premiare” la tregua nei confronti di Fontanini. Una teoria che potrebbe trovare attuazione nel momento in cui qualche uomo o donna di Prima Udine venisse candidato/a tra le file del centrodestra. 

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