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Demanio: Callari, firmate concessioni tre darsene Aprilia Marittima

Riguardano l’utilizzo di acqua marina negli invasi. “Premiata la creazione di sviluppo”

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FVG – “La giornata di oggi segna una data importante per Aprilia Marittima e per l’impresa e il turismo regionale: la firma delle concessioni per l’utilizzo di acqua marina in tre darsene risolve una questione annosa che aveva creato a lungo disagio all’amministrazione pubblica e ai privati”. Con queste parole l’assessore regionale al Demanio Sebastiano Callari ha introdotto la sigla di atti che sanciscono una concessione di nove anni al Complesso Darsena Aprilia Marittima, al Complesso Terra Mare Canal di Ponente e al Condominio Marina Capo Nord, con annessa transazione sul dovuto pregresso.

Negli anni Settanta alcuni privati di Aprilia Marittima scavarono nei propri compendi e rompendo gli argini trasformarono i terreni, grazie agli invasi di acqua di mare, in darsene. Nel 2001 la laguna di Marano e Grado era stata trasferita dallo Stato al demanio marittimo regionale. Dopo una lunga serie di contenziosi, con gli atti sottoscritti oggi dall’assessore Callari e dai concessionari la partita si chiude: il canone annuo globale per le tre darsene è stato fissato in 123.321 euro, mentre per l’utilizzo pregresso della acque marine i gestori pagheranno alla Regione un’indennità di 578.600 euro. “A questo punto ci sono tutti i requisiti legali per poter proseguire in un’attività che la Regione reputa strategica – ha commentato Callari -. Lo specchio d’acqua di Aprilia Marittima è di assoluto valore e crea attrazione e impresa: basti pensare che dei 1.533 posti barca il 20 per cento è utilizzato da stranieri e un altro 40 per cento da residenti extra Friuli Venezia Giulia”.

Secondo l’assessore, “troppo spesso chi utilizza un bene pubblico come l’acqua marina in Italia viene additato all’opinione pubblica come profittatore, dimenticando che ci sono persone e imprenditori che creano lavoro e ricchezza e che meritano di essere riconosciuti”. Soddisfazione è stata espressa in sede di firma nel Palazzo della Regione anche dai concessionari.
Se a giudizio di Callari “proprio l’alleanza, la rete tra pubblico e privato rappresenta la carta vincente dello sviluppo”, è dalla stessa soluzione del caso del bacino di Aprilia Marittima che si può trarre un’indicazione generale a proposito dello scottante tema nazionale delle concessioni balneari, le quali, ha detto l’assessore regionale al Demanio, “vanno agganciate alla progettualità del territorio e agli investimenti, a discapito degli sfruttamenti passivi e improduttivi. In altre parole – ha concluso Callari – si trova il bandolo della matassa se passa il principio che le concessioni premiano la buona impresa che soddisfa l’obiettivo e il requisito di valorizzare il bene pubblico”.

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