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Economia: Regione, nuova centrale termica Ovaro rilevante per montagna

Oggi, la cartiera di ha una capacità produttiva di circa 110.000 tonnellate e impiega oltre 170 persone

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OVARO – L’inaugurazione odierna della nuova centrale termica dello stabilimento di Ovaro rappresenta di per sé un importante investimento per il territorio ma lo è ancora di più perché viene attuato in un’area strategica per la Regione che nelle Terre alte ha immesso, e continuerà a farlo, rilevanti risorse e misure specifiche fra cui la riforma dell’Irap che azzera l’aliquota dell’imposta a favore delle imprese operanti nelle zone di svantaggio socio-economico del territorio montano proprio per favorire crescita e sviluppo e attrarre investimenti verso chi sceglie la nostra regione. È una sintesi dell’intervento del governatore del Friuli Venezia Giulia presente oggi all’inaugurazione della nuova centrale termica dello stabilimento di Ovaro di Rdm Group assieme, oltre ai vertici del Gruppo, alla presidente di Friulia, al vicepresidente del Consiglio regionale e al sindaco di Ovaro. Il governatore ha sottolineato l’attenzione concreta della Regione verso chi sceglie di investire sul territorio convinto che investimenti come quello odierno rappresentino un valore aggiunto per il tessuto produttivo, economico e sociale dell’intera regione.In quest’ottica la Regione si avvale anche di Friulia, partner finanziario con cui sviluppa le proprie strategie di crescita. La partecipazione  di Friulia nel capitale di Rdm è la manifestazione concreta del positivo rapporto fra aziende e territorio.

Il governatore ha poi ricordato quanto fatto in Friuli Venezia Giulia con l’istituzione dell’Agenzia Lavoro&SviluppoImpresa, la cui attività di attrazione e promozione di impresa, accanto ai contributi regionali e alla velocità di risposte che il nostro sistema è in grado di garantire, ha contribuito a triplicare gli investimenti esteri in regione. La nuova centrale termica, come emerso nell’incontro, ha previsto un investimento di 9 milioni di euro ed è stata installata per rispondere alle esigenze di ammodernamento delle linee produttive, migliorarne efficienza e affidabilità e, al tempo stesso, ridurre ulteriormente le emissioni di CO2, il consumo di acqua, il rumore e il costo dell’energia. In termini di risultati, il nuovo impianto permetterà una maggiore efficienza impiantistica, l’abbattimento delle emissioni di CO2 di oltre il 30% e una significativa riduzione dei consumi idrici. Un investimento, secondo il governatore, che va nella direzione degli indirizzi regionali rivolti all’ampliamento delle fonti di approvvigionamento energetico, fra queste l’idrogeno che vede il Friuli Venezia Giulia con  Slovenia e Croazia, insieme, sul progetto transfrontaliero North Adriatic Hydrogen Valley. Abbassare l’impatto ambientale, ottimizzare l’utilizzo delle risorse, per il governatore, sono elementi che rendono più competitivo lo stabilimento e ne conferiscono una maggiore garanzia per il futuro.

Durante l’inaugurazione sono intervenuti anche il sindaco di Ovaro che ha ricordato l’importanza della cartiera per la comunità e ne ha ripercorso le vicende dello stabilimento che, quest’anno, festeggerà il centenario dalla fondazione, Attila Secondo Carraro, direttore delle relazioni industriali Italia, Michele Bianchi, Rdm group Ceo, e Paolo Bearzi, direttore dello stabilimento.Lo storico stabilimento di Ovaro ha inaugurato la propria attività nel 1923, quando produceva cartone utilizzando la pasta di legno meccanica, con otto macchine manuali. Nel 1985 lo stabilimento viene acquistato da Cartiere del Reno che presto diventerà Reno De Medici e che, due anni dopo, installa diverse linee di produzione. Negli anni Novanta la produzione di Ovaro si perfeziona nelle cosiddette specialties. Oggi, la cartiera di ha una capacità produttiva di circa 110.000 tonnellate e impiega oltre 170 persone.

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