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Cronaca & Attualità

Bilancio sociale della Caritas diocesana di Udine: tante povertà, ma anche tante risposte

Il direttore, don Luigi Gloazzo: «Sempre più poveri anziani e italiani»

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UDINE – Quasi centomila pasti erogati dalla mensa diocesana “La Gracie di Diu”, ottocento richiedenti asilo e rifugiati accolti, compresi numerosissimi ucraini in fuga dal conflitto, quattrocento volontari impegnati nelle varie opere, centotrentadue impiegati. Sono solo alcuni dei numeri che definiscono l’attività del Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine – il “braccio operativo” della Chiesa udinese sul versante della carità – pubblicati nel bilancio sociale 2022 dell’organizzazione di volontariato e presentati martedì 4 luglio a Udine. Contestualmente alla presentazione del bilancio del Centro Caritas sono stati presentati anche i bilanci sociali di Missiòn ODV (l’organismo operativo a supporto del Centro missionario diocesano) e dell’Opera diocesana Betania (una rete di cinque strutture di accoglienza per persone, anche molto giovani, in situazione di disagio sociale).

«Si tratta di realtà caritative fondamentali per la nostra Arcidiocesi» ha affermato l’arcivescovo, mons. Andrea Bruno Mazzocato, nel corso della presentazione. «Tali attività – ha proseguito – hanno un certo peso e un significato particolare per tanti aspetti, accomunati dall’attenzione alle povertà e fragilità. La Caritas è una delle dimensioni della pastorale diocesana. Ma non solo: per certi versi quello della Caritas è un compito sussidiario rispetto all’amministrazione pubblica, con un grosso contributo offerto in maniera quasi sempre riservata». Più che il capitolo economico, nel bilancio sociale del Centro Caritas balza all’occhio l’ampiezza sempre maggiore assunta dallo “spettro” delle povertà: si va da situazioni di disagio economico e lavorativo a nuove forme di povertà, di tipo giovanile, psicologico, di reinserimento nella società. Conun’incidenza sempre maggiore di persone bisognose di origine italiana e di età ultrasessantacinquenne. Situazioni a cui il Centro Caritas fa fronte con ben ventinove progetti e servizi, molti dei quali dislocati in più sedi sul territorio diocesano. «La documentazione del percorso svolto nel 2022 ha sempre una dimensione quantitativa e una qualitativa più incisiva, che spesso è nascosta, ma è fondante», spiega don Luigi Gloazzo, direttore della Caritas diocesana di Udine. «Lo sforzo costante del Centro Caritas – prosegue – è quello di abilitare gli operatori a una funzione sempre più urgente di animazione delle comunità dove sono presenti le opere-segno, come i centri di ascolto, la mensa diocesana, le strutture di accoglienza». I dati del bilancio sociale, insomma, descrivono non soltanto un impegno quantitativo, ma raccontano soprattutto storie, volti, incontri di una povertà sempre più sfaccettata e a cui le comunità – cristiane e civili – sono chiamate ad andare incontro. A questo proposito, infatti, il direttore della Caritas udinese rivolge un’esortazione a chi ha il compito di definire le politiche sociali: «L’accoglienza fraterna delle persone povere e impoverite è la cartina di tornasole che evidenzia la salute e la malattia della comunità cristiana, come le politiche sociali rivelano la giustizia sostanziale (o solo proclamata) di una società civile».

I ventinove progetti e servizi censiti nel bilancio sociale del Centro Caritas sono raggruppati negli ambiti dell’accoglienza, del supporto nell’emarginazione, della promozione e del servizio giovanile, senza dimenticare lo sviluppo di progettualità specifiche. A essi si aggiunge il servizio di osservatorio sulle povertà, in rete con le altre Diocesi della regione. Di particolare rilievo sono i dati della rete dei dodici centri di ascolto dislocati in tutto il territorio diocesano, che nel 2022 hanno registrato 2.175 accessi, con un aumento considerevole – in percentuale – di anziani ultrasessantacinquenni. Nel solo centro di ascolto di via Treppo, a Udine, si sono contati 868 accessi, il 54% dei quali nel 2022 ne ha varcato la soglia per la prima volta. A essere sostenute – talvolta con sussidi, altre volte con consulenze o il semplice ma prezioso ascolto – sono prevalentemente donne (60% a Udine, 64% nell’intero territorio dell’Arcidiocesi) e persone non italiane (79% a Udine). Colpiscono anche i dati della Mensa diocesana di via Ronchi, a Udine, che nel 2022 ha erogato quasi 97 mila pasti a 862 persone, per lo più in condizioni di difficoltà lavorative. Circa 19 mila i pasti destinati a profughi ucraini. Sul versante dell’immigrazione, invece, il Centro Caritas è attivo con due progetti di Sistema di accoglienza e integrazione (SAI), che nel 2022 tra Tolmezzo e Cividale hanno ospitato esattamente 100 richiedenti asilo. Ben 794 le persone accolte nei progetti CAS (Centri di accoglienza straordinaria): Pakistan e Bangladesh sono le provenienze più numerose, se escludiamo la presenza di 372 profughi ucraini ospitati in 35 unità abitative.

La trentina di servizi è sostenuta da un’importante struttura finanziaria che nel 2022 è costata oltre 7 milioni e 200 mila Euro, coperti per lo più concontributi da enti pubblici e soggetti privati tra i quali figura anche l’8xmille alla Chiesa Cattolica. «La nostra Diocesi investe in queste opere la maggior parte dei fondi 8xmille destinati alla carità», ha affermato l’Arcivescovo. «Senza questi fondi probabilmente non riusciremo a tenere aperta la mensa». All’Arcivescovo fa eco il direttore della Caritas diocesana, don Luigi Gloazzo, il quale afferma che «I fondi 8xmille permettono sia lo sviluppo delle diverse progettualità, sia l’attività dell’osservatorio sulle povertà, una fondamentale finestra sulla realtà tenuta aperta da persone con una professionalità che non va improvvisata».
Martedì 4 luglio anche l’Associazione Opera diocesana Betania onlus ha presentato il proprio bilancio sociale. Si tratta di una realtà che nel 2022 ha ospitato 87 persone nelle cinque sedi di Paderno, Beivars, Caneva di Tolmezzo, Trivignano e Zompicchia. Persone per lo più in cammino di contrasto alla dipendenza da sostanze stupefacenti, ma ci sono anche ospiti in condizione di disagio psichico o disabilità. Non mancano, tra le accoglienze, migranti e persone in condizioni di esclusione sociale.
Particolarmente significativa, infine, è la rete che ha consentito a Missiòn ODV – organismo a servizio del Centro missionario dell’Arcidiocesi di Udine – di mantenere e attivare progetti di cooperazione con Chiese sparse nei diversi continenti, operanti talvolta in aree di conflitto. Ben venti i “nodi” di una rete centrata su Udine e che comprende realtà civili e soprattutto ecclesiali in Etiopia, Argentina, Grecia, Brasile, Costa d’Avorio, India, Libano, Perù e Thailandia. Tra i numerosi progetti sostenuti nel 2022 figurano 16 adozioni a distanza, gemellaggi in Argentina, Georgia, Etiopia e Grecia (culminati in progetti di Servizio Civile per cinque giovani italiani), la campagna di contrasto alla povertà nella Diocesi di San Martin, in Argentina, e infine i progetti di avvio all’istruzione scolastica nella città di Taunggy, in Myanmar. Il tutto supportato da fondi per un totale di 159 mila Euro, ma anche da una capillare rete di promozione e animazione missionaria nelle Parrocchie del territorio diocesano.

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