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Cronaca & Attualità

Palmanova e Jalmicco, compatte, dicono no all’hotspot

Com’è stato rilevato, il rischio è una escalation delle tensioni sociali

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PALMANOVA – Oltre 500 persone hanno preso parte alla manifestazione di protesta contro la realizzazione di un centro accoglienza migranti nella ex caserma Lago di Jalmicco, organizzata dal Comune con la partecipazione di tutto il Consiglio comunale, del Comitato cittadini Jalmicco, dei rappresentanti dei Comuni limitrofi. Lo fa sapere, in una nota, il consigliere regionale del Pd Francesco Martines.
Oltre a Martines, erano presenti i consiglieri regionali Enrico Bullian (Patto-Civica) e Laura Fasiolo (Pd), tutti concordi nel ritenere il sito non idoneo in quanto la comunità non è in grado di reggerlo. Da tutti e tre è stata ribadita l’utilità di tornare al sistema dell’accoglienza diffusa, “evitando di ripetete gli esempi di Gradisca e della caserma Caverzerani di Udine”. I consiglieri hanno lanciato un appello al Commissario straordinario e alla Regione “che ha poteri decisionali in merito, affinché ascoltino il territorio: il rischio è infatti una escalation delle tensioni sociali”. “Il presidente Fedriga e l’assessore Roberti – aggiunge Martines – dicano la verità, non si nascondano dietro le parole ‘decidono i prefetti’, perché questo non è assolutamente vero. Regione e Governo hanno lo stesso colore politico e quindi le scelte romane vengono sempre condivise con i vertici della regione. Non si può essere autonomisti solo quando conviene”.

Ad aprire il corteo sono stati i trattori degli agricoltori della zona e subito dietro il sindaco di Palmanova Giuseppe Tellini, che ha spiegato i motivi del no a quel sito in una realtà come quella di Jalmicco: una struttura fatiscente in una comunità di 700 persone con pochissimi servizi. Il corteo si è mosso dalla piazza di Jalmicco, subito dopo la messa “durante la quale – si legge ancora nel comunicato – è stato letto anche un messaggio di monsignor Angelo Del Zotto, solidale con le preoccupazioni della popolazione. Avviata anche una raccolta firme. Sono state già annunciate ulteriori iniziative”. “La ventilata possibilità di realizzare un nuovo centro per identificazione o trattenimento di migranti nell’ex caserma Lago di Jalmicco, in comune di Palmanova – spiega ancora Martines – è una scelta estremamente sbagliata e non percorribile per diversi motivi: il sito non è idoneo perché fatiscente, costituito da edifici pericolanti, con coperture e parti in amianto, privo di qualsivoglia condizione igienica, privo delle infrastrutture primarie di luce, acqua e, elemento ancor più pericoloso, privo di rete fognaria. Il sito non è dignitoso per ospitare nessuna persona, soprattutto se fragile”.
“Il sito è inserito nel cuore di una comunità coesa di poco più di 700 persone – aggiunge il consigliere dem – che non è in grado di sostenere un tale impatto tanto da alterare irrimediabilmente la storia di borgo millenario e le occasioni di ritrovo. Il sito non è servito da nessuna infrastruttura, non ci sono trasporti pubblici, collegamenti né altri tipi di servizi se non a chilometri di distanza, negando di fatto qualsiasi tipo di integrazione come previsto dalla legge”.

“Il sito inoltre – aggiunge il consigliere di Opposizione – è vicino al Monumento nazionale e sito Unesco di Palmanova, città che sta cercando dignitosamente e con successo un percorso nel settore del turismo culturale e legato al territorio. II borgo di Jalmicco ha già visto, ultimamente, il proprio territorio attraversato da impattanti infrastrutture sovracomunali (elettrodotto a 380 kV in doppia terna, canale scolmatore, bretelle stradali) e non ha più ‘capacità’ di assorbire modifiche e alterazioni del territorio”.
“Questo territorio, costituito da piccoli paesi – conclude Martines – non può sopportare un centro con centinaia di migranti, con una decisione imposta, calata dall’alto e senza alcun confronto con le Amministrazioni e le comunità locali”.

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