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Nuova acciaieria a Porto Nogaro: i Comuni di Lignano, Grado e Marano dicono no

Faccia a faccia tra amministratori locali. referenti di con amministratori di Metinvest e del Gruppo Danieli

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LIGNANO SABBIADORO – Si è svolto nel municipio di Grado un incontro tra i sindaci del comprensorio della Laguna, Laura Giorgi per Lignano Sabbiadoro, Mauro Popesso per Marano Lagunare e Claudio Kovatsch per Grado, al tavolo con amministratori di Metinvest e del Gruppo Danieli. «Un incontro – ha illustrato il sindaco di Grado anche a nome dei colleghi – nato come risposta a un invito per un confronto, promosso da chi vorrebbe realizzare un impianto siderurgico a Porto Nogaro. Un invito comunque arrivato tardi – ha evidenziato – e accolto per il rispetto dovuto allo spirito imprenditoriale che crea economia. Perché di base resta il no fermo a qualsiasi insediamento che possa in qualche modo danneggiare la vocazione turistica dell’area della Laguna».
«Danieli è leader mondiale del settore ed è friulana di nascita, quindi conosce questo territorio e dovrebbe ascoltarne la voce», ha esordito il sindaco Laura Giorgi. «Il Consiglio comunale di Lignano Sabbiadoro si è già espresso con una mozione di fatto di contrarietà all’intervento. Un documento di difesa di quella vocazione turistica che ha permesso a Lignano di vivere e crescere e di essere capofila del PIL regionale. E’ chiaro che la nostra vocazione turistica è in netta contrapposizione con la realizzazione di un’acciaieria in quell’area. La stampa estera ha già iniziato a occuparsi di questo argomento ed è stato un danno di immagine».

Il sindaco di Marano Lagunare, ha ricordato come il 90% del territorio del Comune sia laguna: «siamo preoccupati per gli aspetti ambientali dell’intervento, che non si legano solo alle emissioni, ma anche alla componente infrastrutturale e ai dragaggi, dal momento che si parla di navi da pescaggio importante e il piano di conservazione della laguna pone il limite del pescaggio a 7,5 metri».
«Il Consiglio comunale – ha aggiunto Popesso – si è espresso in maniera forte all’unanimità e con contrarietà al progetto, facendosi portavoce dell’espressione del territorio maranese. Ciò che mettiamo in dubbio non è tanto l’impianto in sé. Contestiamo la scelta del luogo, in una laguna, sito di interesse europeo, all’interno del quale ricadrebbero alcune delle infrastrutture previste».
Fermo nella posizione assunta dal Consiglio comunale anche il sindaco di Grado, «la volontà dell’assemblea cittadina è stata una contrarietà forte», ha ricordato Kovatsch. «Siamo tardi per qualsiasi proposta di valutazione – la risposta dei tre sindaci all’offerta degli investitori di pensarci ancora – perché i consigli comunali si sono già espressi, perché queste comunicazioni dovevano arrivare prima, perché un impianto di quelle dimensioni un impatto ce l’ha sicuramente».

I rappresentanti di Danieli e Metinvest hanno spiegato che il ritardo nella comunicazione è dovuto all’attesa della precisa conferma da parte degli investitori della volontà di realizzare in Italia quello che sarà un impianto propedeutico ad analogo investimento in Ucraina. Già presentato a Roma al Ministro degli esteri che sta seguendo le imprese italiane che vogliono partecipare alla ricostruzione del Paese.
Hanno parlato di un investimento che porterà beneficio al sistema Italia, di un impianto che rappresenta l’eccellenza mondiale di acciaieria, che non avrà impatto visivo e le emissioni saranno entro i limiti di norma. Anticipando comunque che c’è l’interesse su altri tre siti in Italia.

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