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Cronaca & Attualità

Taglio del nastro a Tavagnacco per un nuovo tratto di pista ciclabile

L’assessore Amirante: “Un’opera importante per una zona altrettanto strategica alle porte di Udine, che tutela non solo l’incolumità dei residenti che percorrono questa viabilità, ma anche le persone che utilizzano l’arteria per lavoro”

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TAVAGNACCO – “Più sicurezza per chi transita in questa questa zona dell’hinterland udinese, grazie alla nuova pista ciclabile e al nuovo marciapiede che oggi abbiamo inaugurato lungo via Reana, a Tavagnacco. L’opera, peraltro, favorisce la mobilità lenta: un obiettivo importante cui la Regione guarda con grande attenzione”. Così a Tavagnacco, l’assessore alle Infrastrutture e territorio del Friuli Venezia Giulia Cristina Amirante intervenuta al taglio del nastro di un nuovo tratto di pista ciclabile che si stacca a ridosso della rotonda lungo via Nazionale, al confine con il Comune di Reana del Rojale, per svilupparsi, per circa 800 metri, fino all’area festeggiamenti in prossimità del centro storico di Tavagnacco.  All’evento hanno perso parte anche il sindaco Giovanni Cucci e il suo staff.

“Un’opera importante – ha ribadito l’esponente dell’Esecutivo -, per una zona altrettanto strategica alle porte di Udine, che tutela non solo l’incolumità dei residenti che percorrono questa viabilità, ma anche le persone che utilizzano l’arteria per lavoro”. Sotto il profilo della pratica, il progetto ha preso avvio nel 2019 mentre i cantieri veri e propri, tutti su suolo comunale, sono stati aperti all’inizio di quest’anno; è seguito il collaudo e quindi l’immediata usufruibilità della ciclabile. La progettazione e la realizzazione sono stati curati dall’Edr di Udine; 800.000 euro circa il quadro economico.
Nel ringraziare gli intervenuti e coloro che hanno operato per arrivare oggi al taglio del nastro, Amirante si è soffermata “sull’impegno e sulla volontà della Regione di riqualificare l’asse della Tresemane, di concerto con tutti i sindaci delle municipalità interessate da questa importante via di transito”.

Ha sottolineato, infine, quanto sia importante puntare su opere di questo tipo “per favorire lo sviluppo di una cultura della mobilità lenta, in particolare per le generazioni future, che potranno così vivere in un territorio non solo più sicuro ma che potranno anche fare propri i moderni, e sostenibili, modi di spostarsi”.

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