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Cronaca & Attualità

La Quiete costretta ad aumentare le rette per il 2024. Il Pd insorge

Un aumento non dovuto a problematiche gestionale o interne, ma alle nuove norme, nazionali e regionali, sulla tassazione del personale dipendente e sull’esenzione Irap

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UDINE – La retta de La Quiete aumenta di 5,5 euro al giorno per l’anno 2024: da 68,10 a 73,60 euro, circa l’8 per cento in più. La delibera è stata approvata il 30 dicembre dal consiglio di amministrazione della Asp. Un aumento reso necessario da tre specifiche cause, come spiega il presidente Alberto Bertossi: l’aumento dell’inflazione che, su base Istat annuale, è cresciuta nel 2023 fino al 6% circa rispetto all’anno precedente; l’aumento di alcune voci stipendio per il personale dipendente della pubblica amministrazione (D.L. 145/23 del 18.10.2023, convertito in L. 191/23) che comporterà, per il 2024, maggiori spese per circa 170.000 euro e, infine, la legge regionale n.13/2023 che ha modificato il regime di esenzione dal pagamento dell’Irap per le Asp, comportando per La Quiete un aggravio sul bilancio, già a partire dal 2023, di almeno 400.000 euro.

“Abbiamo dovuto prendere atto – afferma Bertossi – di una congiuntura extra aziendale che va ad inficiare pesantemente la politica di razionalizzazione dei costi che l’attuale consiglio di amministrazione ha sempre ricercato sin dal suo insediamento, pur con le notevoli problematiche ereditate, Faggi e Covid in primis”. “Purtroppo – prosegue Bertossi – la normativa statale e quella regionale colpiscono in particolare la nostra struttura che, a differenza di quasi tutte le altre Asp, si è dotata nel tempo di personale proprio sia infermieristico sia, in parte, OOSS, oltre ad avere – caso praticamente unico in Regione – ben 4 medici interni ed un direttore sanitario. Con amarezza, tutto il CdA prende atto che la scelta di fidelizzare il personale al fine di garantire l’ottimale servizio che da sempre ci è riconosciuto, diventa per paradosso controproducente”.

“Ringrazio tutto il CdA e gli uffici – conclude Bertossi – che hanno dimostrato senso di responsabilità ed unitarietà in questa difficile congiuntura, decidendo un aumento particolarmente significativo non dovuto a problematiche gestionale o interne: non posso sottacere che è in corso un dialogo con la Regione per cercare quantomeno di meglio calibrare le modalità applicative della recente normativa, ma nelle more di questa situazione – venuta in essere solo poche settimane fa e dunque senza la possibilità di intervenire altrimenti – non abbiamo potuto far altro che applicare i principi della buona amministrazione”. La retta media, dunque, quest’anno sarà di 73,60 euro giornalieri (nel 2023 erano 68,10) per un totale di circa 2.208 euro al mese, contro i circa 2.043 euro del 2023. La tariffa giornaliera si riduce di 2,5 euro al giorno per la Fascia Isee 1 e di euro 1,5 euro per la Fascia Isee 2.

“Udine è stata punita ancora, questa volta nella sua parte più debole. La Giunta Fedriga doveva conoscere gli effetti dell’assestamento estivo sul bilancio della Quiete e proprio in tempi di vacche grasse ha colpito l’Asp udinese. Riccardi continua a ripetere le cifre delle enormi risorse versate nel sistema sociosanitario ma poi in sede di bilancio non ha fatto quello che serviva per abbattere le rette. Siamo all’assurdo di una Giunta che esibisce successi e opulenza ma che lascia indietro chi ha più bisogno. Bertossi vada a dirlo alle famiglie che sta ‘dialogando’ con la Regione e spieghi perché non lo ha fatto prima o perché non lo hanno ascoltato. La Quiete è un bene pubblico e chiediamo che il prossimo strumento legislativo regionale contenga norme per alleviare le rette come fatto nel 22”. Lo dichiarano il capogruppo consiliare dem e il segretario del Pd di Udine, Iacopo Cainero e Rudi Buset, commentando l’annuncio dell’aumento dell’8 per cento delle rette all’Asp La Quiete di Udine.

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