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Cronaca

Inaugurate le camere bianche e la sala criogenica all’ospedale di Udine

Si tratta di un’area di laboratori a contaminazione controllata che permette la manipolazione cellulare per i trapianti di midollo

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UDINE – “Una storia di successo, frutto di un percorso iniziato più di trent’anni fa e che si pone tra i migliori esempi all’interno del sistema di ricerca del nostro Paese. Per raggiungere traguardi di alto livello sono necessarie risorse umane con elevate competenze, in un sistema professionale e formativo di qualità: il Programma trapianto cellule staminali di Udine rappresenta tutto questo”. Lo ha detto l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi in occasione dell’inaugurazione delle camere bianche e della sala criogenica avvenuta all’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Udine.

Si tratta di un’area di laboratori a contaminazione controllata che permette la manipolazione cellulare per i trapianti di midollo, operazione svolta in sinergia dai dipartimenti di Medicina trasfusionale e di Clinica ematologica. Nella sala criogenica vengono poi conservate le cellule staminali, in attesa della reinfusione. La struttura risponde a requisiti di eccellenza certificati a livello internazionale con attestazioni che consentono di effettuare le manipolazioni anche a livello avanzato.

Riccardi ha sostenuto che “il ruolo della politica in campo sanitario deve essere quello di individuare gli obiettivi di salute fornendo le risorse che il sistema professionale richiede per raggiungere i risultati attesi. In Italia sembra che ciò non avvenga da tempo: è necessario recuperare quel senso civico di responsabilità per cui determinate scelte vengano indirizzate da chi possiede le competenze specifiche. Se oggi inauguriamo questa importante struttura a Udine è perché il sistema professionale ha individuato un percorso preciso da intraprendere e ha ricevuto adeguati strumenti per portarlo a compimento in una condivisione per gli obiettivi da raggiungere”.

Nel corso della conferenza stampa, a cui hanno partecipato tra gli altri anche il direttore di Asufc, Denis Caporale, e i direttori di Medicina trasfusionale e di Clinica ematologica, Giovanni Barillari e Renano Fanin, è stato evidenziato come il taglio del nastro odierno sia una tappa significativa nel perseguimento di un percorso di qualità ed eccellenza, che porta ad un innalzamento degli standard qualitativi in linea con i requisiti europei. Gli scenari futuri, è stato detto, aprono le porte non solo alla possibilità di un maggior numero di terapie cellulari e di trattamenti, ma anche all’avvio di terapie innovative che arriveranno in campo trapiantologico e non solo, come elemento di maggiore qualità e garanzia per i pazienti.

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