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Aggressioni agli autisti, appello della Cgil a Regione e prefetti: «Il vaso è colmo»

La Filt: «I lavoratori vogliono soluzioni concrete». Chiesto un incontro con il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga

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Autista di bus
Autista di bus

TRIESTE – «Il vaso è colmo. I lavoratori chiedono da tempo azioni forti al sindacato perché sono lasciati a sé stessi e nessuno si assume la responsabilità delle problematiche di questo settore. Ad ognuno la sua. Basta incontri senza alcuna risposta degna di nota: i Prefetti devono assumere una regia unica sulla questione della sicurezza dei lavoratori del trasporto pubblico locale, per arrivare a una soluzione reale dei problemi. E basta con i politici che utilizzano i drammi per i soli scopi di bottega». Sono le parole, forti, con cui la Filt Cgil del Friuli Venezia Giulia, in un comunicato, chiede interventi concreti per tutelare la sicurezza degli autisti e dei lavoratori del trasporto pubblico, di fronte all’intensificarsi e all’aggravarsi dei casi di aggressione.

Destinatari dell’appello, spiega il segretario Saša Čulev a nome dell’intera segreteria regionale e del dipartimento mobilità della Filt, è rivolto non soltanto ai Prefetti e al presidente della Regione, sollecitato a convocare un incontro urgente sul tema sicurezza, ma anche al consorzio regionale delle aziende del trasporto pubblico locale.

Trasporto pubblico locale, chiamata alla responsabilità

«La Scarl Tpl Fvg – si legge nel comunicato della Filt – dovrebbe assumere il ruolo di capofila di tutte e quatto le società provinciali nel trattare gli argomenti specifici del trasporto pubblico locale altrimenti, non si comprende a che titolo esista, se non per poter partecipare alla gara unica regionale. Chiediamo che alcuni argomenti, come sicurezza dei lavoratori, la carenza del personale, gli accordi di secondo livello, vengano trattati sul tavolo regionale. In assenza di tutto ciò rimane il dubbio che esista un disegno per distruggere tutto ciò che è pubblico e privatizzare un servizio essenziale e sociale: il trasposto pubblico regionale non deve essere una società per creare solo profitti e dividendi».

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