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Cronaca & Attualità

Lo squalo elefante fa capolino nel golfo di Trieste

Un raro avvistamento nel golfo di Trieste: lo squalo elefante fa capolino nelle acque adriatiche, suscitando l’interesse della comunità scientifica e dei ricercatori impegnati nel progetto European Sharks. Un’appello alla collaborazione per raccogliere preziose informazioni su questa misteriosa creatura marina

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Pinna dorsale di un grosso squalo elefante
Pinna dorsale di un grosso squalo elefante ( © Depositphotos)

TRIESTE – Lo squalo elefante, una creatura dalle fattezze straordinarie e dal comportamento affascinante, ha recentemente fatto la sua comparsa nelle acque del golfo di Trieste, suscitando grande interesse all’interno della comunità scientifica e tra gli appassionati del mare.

L’avvistamento di questo esemplare, segnalato da un video che circola nelle zone tra Santa Croce e Marina di Aurisina, rappresenta un evento di rilevanza eccezionale. Tuttavia, l’autore del video ha deciso di negare l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini, una scelta rispettabile a livello personale ma che, in un contesto di scarsità di informazioni sulla specie, limita le opportunità di studio e conoscenza.

Il progetto European Sharks

Eleonora de Sabata, portavoce del progetto transnazionale LIFE European Sharks, finanziato dall’Unione Europea e dedicato allo studio degli squali nel mar Mediterraneo, sottolinea l’importanza di raccogliere il maggior numero possibile di informazioni su questi animali. Il progetto, che coinvolge enti pubblici e università di diverse nazioni, mira a salvaguardare una popolazione di squali a rischio estinzione, di cui metà risiede nel Mediterraneo.

Un appello alla collaborazione

De Sabata lancia un appello alla collaborazione di tutti coloro che si trovano nelle vicinanze di uno squalo elefante: scattare foto o registrare video può contribuire a condividere preziose informazioni sulla specie. Nonostante la sua imponenza, lo squalo elefante è innocuo per l’uomo, nutrendosi principalmente di plancton lungo le coste italiane, anche se gli avvistamenti in Adriatico sono meno frequenti rispetto ad altre zone del Mediterraneo.

Comportamenti e misteri

Gli squali elefante sono creature affascinanti ma misteriose: capaci di migrazioni lunghe migliaia di chilometri, poco si sa dei loro luoghi di riproduzione e dei loro comportamenti. De Sabata sottolinea l’importanza di non stressare questi animali, evitando di avvicinarsi troppo con imbarcazioni a motore che potrebbero causare danni. Nonostante gli sforzi per marcarli e studiarli, molti aspetti della loro biologia rimangono ancora avvolti nel mistero.

Possibili comportamenti anomali

Nell’oceano Atlantico sono stati registrati comportamenti anomali, come il salto fuori dall’acqua degli esemplari di squalo elefante. Questi fenomeni, spesso legati al corteggiamento, sono ancora oggetto di studio e interpretazione. In Adriatico, gli avvistamenti di queste maestose creature sono rari e si verificano circa ogni dieci anni, con fluttuazioni imprevedibili.

Prospettive future

Nonostante la rarità degli avvistamenti, il recente caso nel golfo di Trieste indica che altri esemplari potrebbero fare la loro comparsa nelle acque dell’Adriatico. Il lavoro dei ricercatori e il coinvolgimento della comunità sono fondamentali per comprendere meglio la vita e il comportamento degli squali elefante, contribuendo così alla loro conservazione e protezione in un mare che, purtroppo, diventa sempre più minacciato dalle attività umane.

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