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Cronaca & Attualità

Operazione “Nettuno” per la tutela ambientale a Trieste

L’operazione “Nettuno” a Trieste, gestita dalla capitaneria di porto, ha evidenziato gravi problemi ambientali con il sequestro di oltre 300 metri cubi di rifiuti speciali.

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Imbarcazione Guardia costiera Trieste
Imbarcazione Guardia costiera Trieste (© Depositphotos)

TRIESTE – Nel contesto dell’ambiente marino e costiero, l’operazione nazionale complessa, denominata “Nettuno“, ha recentemente concluso le sue fasi. Questa massiccia iniziativa, disposta dal comando generale del corpo delle capitanerie di porto, si è focalizzata sulla prevenzione e sul contrasto delle fonti di inquinamento marino.

Impegno straordinario della capitaneria di porto di Trieste

Dal 15 gennaio al 30 aprile, il personale della capitaneria di porto di Trieste si è dedicato con impegno a una serie di attività di vigilanza. Il loro obiettivo? Proteggere l’ambiente marino e costiero attraverso interventi mirati.

Rifiuti speciali sotto sequestro

Nell’ambito di tali attività di controllo, i militari del nucleo operativo di polizia ambientale hanno scoperto e posto sotto sequestro un considerevole quantitativo di rifiuti speciali eterogenei. Questi rifiuti, pericolosi e non, erano ubicati su tre distinte aree non pavimentate destinate a varie operazioni legate alle unità da diporto.

Complessivamente, sono stati sigillati oltre 300 metri cubi di cumuli di rifiuti derivanti dalle attività svolte all’interno delle aree ispezionate. Questa scoperta evidenzia una grave problematica di gestione dei rifiuti e solleva preoccupazioni ambientali significative.

Sanzioni amministrative e azione penale

Le attività investigative hanno rivelato non solo il deposito incontrollato dei rifiuti, ma anche la mancanza di annotazione sugli appositi registri di carico e scarico. Questo ha portato all’imposizione di cinque sanzioni amministrative, per un totale di 18.266 euro. Inoltre, è stata intrapresa un’azione penale nei confronti dei titolari dell’impresa.

Le indagini hanno portato alla luce altre violazioni. In due aree analoghe sono stati individuati tre scarichi di acque reflue domestiche assimilabili, senza la prescritta autorizzazione. Questo ha comportato una sanzione amministrativa complessiva di 36.000 euro.

Misure correttive necessarie

Sempre nell’ambito delle verifiche, è stata riscontrata la mancata presentazione della dichiarazione annuale dei rifiuti prodotti e conferiti. Questo ha portato all’imposizione di una sanzione amministrativa per un totale di 3.133 euro. Attualmente, sono in corso azioni volte a ripristinare lo stato dei luoghi, mediante il corretto smaltimento e recupero dei rifiuti rinvenuti.

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