Economia & Lavoro
Occupazione in lieve calo, ma industria ed export trainano l’economia del FVG
Lieve calo degli occupati in Friuli-Venezia Giulia nei primi 9 mesi del 2025 (-0,3%), soprattutto tra donne e autonomi. Crescono industria ed export (+3 miliardi), diminuisce la cassa integrazione
Il Friuli-Venezia Giulia attraversa una fase di lieve rallentamento occupazionale, ma mostra al contempo solide capacità di tenuta economica, grazie soprattutto alla crescita dell’export e alla buona performance dell’industria. È quanto emerge dall’indagine Ires Fvg su dati Istat, illustrata dal ricercatore Alessandro Russo, che fotografa l’andamento del mercato del lavoro regionale nei primi nove mesi del 2025.
-1.800 unità, calo contenuto ma con forti differenze di genere
Nei primi tre trimestri del 2025 gli occupati in regione sono 525.800, con una diminuzione di 1.800 unità rispetto allo stesso periodo del 2024 (-0,3%). Il calo riguarda quasi esclusivamente la componente femminile, che registra -1.600 occupate (-0,6%), mentre l’occupazione maschile risulta sostanzialmente stabile (-0,1%).
A incidere maggiormente è il ridimensionamento del lavoro indipendente, che perde 5.300 unità (-5,1%), comprendendo autonomi, liberi professionisti, collaboratori e imprenditori. In controtendenza, invece, il lavoro dipendente, che cresce di 3.500 unità (+0,8%), segnalando una maggiore stabilità contrattuale.
Industria in crescita, edilizia in flessione dopo la fine degli incentivi
Dal punto di vista settoriale, il buon andamento dell’industria rappresenta uno dei principali elementi positivi: +7.300 occupati su base annua, un dato che compensa in parte il forte calo dell’edilizia, che perde 5.600 posti di lavoro. Una flessione legata direttamente al ridimensionamento dei generosi incentivi fiscali degli anni precedenti.
In diminuzione anche gli occupati nel settore primario (-1.900 unità), mentre nei servizi i livelli occupazionali restano sostanzialmente in linea con quelli del 2024.
Aumentano disoccupazione e inattività, soprattutto tra gli uomini
Il tasso di occupazione regionale (15-64 anni) nel terzo trimestre 2025 si attesta al 69,5%, confermando un marcato divario di genere:
- 74,4% uomini
- 64,6% donne
Le persone in cerca di occupazione salgono a 25.400, con un aumento di 2.300 unità rispetto all’anno scorso. L’incremento più significativo riguarda la componente maschile (+1.400).
Preoccupa anche la crescita degli inermi inattivi, ovvero chi non lavora e non cerca lavoro: tra gli uomini di età 15-64 anni si registra un aumento del 2,8%, pari a 2.200 persone in più rispetto al 2024.
Meno cassa integrazione: -9,2% di ore autorizzate
Un segnale incoraggiante arriva dal fronte degli ammortizzatori sociali. Tra gennaio e settembre 2025 sono state autorizzate 10,3 milioni di ore di cassa integrazione, contro gli 11,4 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente (-9,2%).
Il calo più netto riguarda la cassa integrazione ordinaria (-12,2%), mentre resta sostanzialmente stabile la cassa integrazione straordinaria (-0,9%), indicando una minore pressione congiunturale sulle imprese.
Partite Iva in diminuzione
Nei primi nove mesi del 2025 in Friuli-Venezia Giulia sono state aperte 6.677 partite Iva, 125 in meno rispetto al 2024 (-1,8%), un dato peggiore rispetto alla media nazionale (-0,4%).
A livello territoriale Udine registra la flessione più marcata (-5,5%), mentre Gorizia è l’unica provincia con un incremento significativo (+7%)
I dati, precisa Ires Fvg, fanno riferimento alle aperture comunicate all’Anagrafe Tributaria, mentre le chiusure non vengono considerate statisticamente significative.
Export in forte crescita: +3 miliardi, anche senza la cantieristica
Nonostante il rallentamento occupazionale, il quadro economico regionale resta solido, come dimostra la forte crescita dell’export, che registra +3 miliardi di euro, pari a +2,6% anche al netto della cantieristica. Un dato che conferma la competitività del sistema produttivo del Friuli-Venezia Giulia sui mercati internazionali.
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