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Trieste, 20 chili di oppio nascosti in un tir al porto: arrestato camionista, droga da 2 milioni di euro

Sequestrati 20 kg di oppio al porto di Trieste: arrestato autista iraniano, traffico tra Iraq, Turchia e Germania

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Guardia di finanza

Un carico di 20 chilogrammi di oppio è stato sequestrato nei giorni scorsi al porto di Trieste dalla Guardia di Finanza. In manette è finito un camionista iraniano di 44 anni, fermato durante un controllo mentre era alla guida di un tir proveniente dalla Turchia.

Il carico, secondo quanto ricostruito, era partito dall’Iraq ed era destinato a una società di logistica con sede a Colonia, in Germania. Le Fiamme Gialle stanno ora lavorando per ricostruire nel dettaglio l’intera filiera del traffico di stupefacenti.

Valore fino a 2 milioni di euro

Non esistono al momento dati ufficiali sul valore preciso della droga sequestrata. Tuttavia, in base a ricostruzioni non ufficiali, il prezzo dell’oppio – variabile a seconda della purezza – oscillerebbe tra i 30 e i 100 euro al grammo.

Questo significherebbe un valore complessivo compreso tra un minimo di 600 mila euro e un massimo di 2 milioni di euro, cifre che danno la dimensione economica dell’operazione e del traffico internazionale intercettato nello scalo giuliano.

Il percorso del carico e i sospetti dei finanzieri

Al blitz del Comando provinciale della Guardia di Finanza hanno partecipato anche i funzionari dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli. La merce trasportata era partita dall’Iraq, come già avvenuto la scorsa estate, quando sempre nel porto di Trieste erano stati sequestrati 30 chilogrammi di oppio.

Il carico era stato imbarcato nel porto di Pendik, a Istanbul. La Turchia rappresenta infatti uno snodo strategico nel traffico di stupefacenti provenienti dall’Asia e diretti verso l’Europa.

A far scattare i sospetti dei militari è stato un dettaglio apparentemente secondario: “il catalizzatore risultava insolitamente pulito”, privo della consueta polvere che normalmente si accumula durante lunghi percorsi stradali. Un’anomalia che ha spinto i finanzieri ad avviare un’ispezione approfondita.

La scoperta e il tentativo di fuga

L’accurato controllo ha portato alla scoperta di un recipiente cilindrico all’interno del quale era stata nascosta la droga. Una volta individuato l’oppio, il camionista ha tentato la fuga, ma è stato immediatamente fermato e arrestato.

L’operazione conferma l’attenzione delle autorità sul porto di Trieste, crocevia strategico dei traffici commerciali e, purtroppo, anche di quelli illeciti.

Indagini internazionali in corso

“Sono attualmente in corso approfonditi accertamenti investigativi in altri Stati europei anche attraverso il supporto della cooperazione internazionale, con l’obiettivo di individuare i reali mittenti e destinatari della droga”, conclude la nota della Guardia di Finanza.

Le indagini puntano ora a chiarire chi si nasconda dietro il carico e quale fosse la reale destinazione finale dello stupefacente, in un traffico che attraversa più Paesi e coinvolge snodi logistici strategici tra Medio Oriente ed Europa.

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