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Trieste, Roberti: “Grazie alle divise per la sicurezza”, focus anche sul controllo di vicinato
Trieste, il Precetto pasquale diventa occasione per rendere omaggio a Forze armate e divise impegnate nella sicurezza
Si è svolta nella cattedrale di San Giusto a Trieste la celebrazione del Precetto pasquale dedicato alle Forze armate, ai Corpi dello Stato e ai Corpi ausiliari, un momento solenne che ha riunito autorità civili e militari del territorio.
All’evento, officiato dal vescovo monsignor Enrico Trevisi, ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha voluto esprimere un “sentito e profondo ringraziamento” a tutti coloro che indossano la divisa.
Presenti anche il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il prefetto Giuseppe Petronzi e il questore Lilia Fredella, a testimonianza dell’importanza istituzionale della cerimonia.
“Un impegno fondamentale per la sicurezza”
Nel suo intervento, Roberti ha sottolineato il valore del lavoro svolto quotidianamente da Forze armate e Forze dell’ordine, evidenziando come il loro contributo sia essenziale per “difendere le nostre libertà e garantire sicurezza sul territorio nazionale e nelle comunità”.
Un impegno che, ha aggiunto l’assessore, assume un significato ancora più rilevante nel contesto attuale, segnato da conflitti internazionali complessi. In particolare, Roberti ha richiamato gli scenari recenti in Medio Oriente, ricordando come anche le Forze armate italiane siano state bersaglio di attacchi.
Un passaggio che rafforza il riconoscimento del ruolo strategico delle divise non solo in ambito nazionale, ma anche nelle missioni internazionali.
Il ruolo del controllo di vicinato
Nel corso dell’intervento, Roberti ha affrontato anche il tema del controllo di vicinato, chiarendo la posizione della Regione su questo strumento.
Secondo l’assessore, non si tratta in alcun modo di una sostituzione delle competenze delle Forze dell’ordine, ma piuttosto di un “elemento aggiuntivo” che nasce dal volontariato civico.
Un modello che si inserisce in una tradizione più ampia di partecipazione attiva dei cittadini, già presente in ambiti come sanità e protezione civile, e che rappresenta una risorsa importante per il territorio.
Una regolamentazione per un fenomeno già diffuso
Roberti ha inoltre precisato che l’intervento normativo della Regione ha avuto l’obiettivo di organizzare e disciplinare un fenomeno spontaneo, già diffuso nelle comunità locali.
La normativa, infatti, mira a garantire regole chiare e un coordinamento efficace, valorizzando il contributo dei cittadini senza sovrapporsi alle responsabilità istituzionali in materia di sicurezza.
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