Economia & Lavoro
Nuove partite Iva in FVG: -1,5% nel 2025, ma crescono donne e giovani
Nel 2025 in Friuli-Venezia Giulia le nuove partite Iva scendono a 8.134 (-1,5%). Crescono però società di capitali, donne, under 35, over 50 e le aperture nei settori sanità e istruzione
Nel 2025 in Friuli-Venezia Giulia sono state aperte 8.134 nuove partite Iva, con un calo di 120 unità rispetto all’anno precedente, pari a -1,5%. Un dato che si colloca in controtendenza rispetto alla media nazionale, che nello stesso periodo registra invece una lieve crescita dello 0,4%. A fotografare l’andamento è l’Ires FVG, che ha rielaborato i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il dato regionale, pur segnando una flessione, restituisce comunque un quadro più ampio: dopo gli anni eccezionali legati prima alla pandemia e poi alle anomalie statistiche del 2021, il numero delle nuove aperture si è riportato su livelli più vicini a quelli del periodo pre-Covid, in linea con il quinquennio 2015-2019.
Gorizia e Trieste in crescita, pesa il calo di Udine
Guardando ai territori, il calo non è stato uniforme. A trainare il dato regionale al ribasso è soprattutto la provincia di Udine, dove le nuove aperture sono scese del 4,9%, con 179 partite Iva in meno rispetto al 2024. In controtendenza, invece, Gorizia cresce del 4,7% e Trieste dell’1,8%, mentre Pordenone resta sostanzialmente stabile con una lieve flessione dello 0,7%.
Questo significa che, all’interno della regione, convivono dinamiche differenti: da un lato aree che confermano una certa vitalità, dall’altro territori che risentono di un rallentamento più marcato dell’avvio di nuove attività economiche.
Aumentano solo le società di capitali
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’indagine riguarda la natura giuridica delle nuove aperture. Nel 2025 calano quasi tutte le tipologie, ma fanno eccezione le società di capitali, che crescono del 5,7% con 85 aperture in più rispetto all’anno precedente.
Scendono invece in modo sensibile le società di persone, che segnano un netto -22,6%, mentre le aperture riferite alle persone fisiche – che comprendono ditte individuali, lavoratori autonomi e liberi professionisti – diminuiscono dell’1,6%. Nonostante la contrazione, questa categoria continua a rappresentare la fetta dominante del sistema, con il 76% del totale delle nuove partite Iva aperte in regione.
Il dato sulle società di capitali può essere letto come il segnale di una tendenza verso forme organizzative più strutturate, capaci forse di intercettare meglio le esigenze di mercato e di affrontare con maggiore solidità un contesto economico complesso.
Tra le persone fisiche crescono donne e over 50
Se si osservano nel dettaglio le nuove aperture tra le persone fisiche, emergono segnali rilevanti sul piano sociale ed economico. La flessione complessiva riguarda infatti soltanto gli uomini, che registrano un -4,6%, mentre le aperture femminili crescono del 3,2%. Un elemento che conferma una maggiore presenza delle donne nei percorsi di autoimpiego e imprenditorialità.
Anche il dato anagrafico racconta un cambiamento: a diminuire sono soprattutto le aperture nella fascia 36-50 anni (-8,6%), mentre risultano in crescita gli over 50, in linea con l’evoluzione demografica e con l’allungamento della vita lavorativa. In aumento anche gli under 35, che nel 2025 superano il 50% del totale delle nuove aperture tra le persone fisiche. Un andamento che, secondo l’analisi, è stato favorito anche dalla diffusione del regime forfetario, particolarmente attrattivo per chi avvia un’attività autonoma.
Una nuova partita Iva su quattro è avviata da persone nate all’estero
Un altro dato di forte rilievo riguarda la componente straniera. Nel 2025, tra le persone fisiche, una nuova partita Iva su quattro è stata aperta da una persona nata all’estero: si tratta di 1.546 aperture su 6.178.
La quota più consistente arriva da Paesi europei non appartenenti all’Unione europea, anche se proprio questa componente registra una diminuzione rispetto all’anno precedente. In controtendenza, invece, crescono le aperture effettuate da persone nate nel continente americano, che segnano un incremento dell’8,5%.
Il dato conferma come il tessuto economico del Friuli-Venezia Giulia continui a essere alimentato anche dal contributo dell’imprenditoria e del lavoro autonomo di origine straniera, un fattore che incide in maniera concreta sulla vitalità del sistema produttivo regionale.
Professioni tecniche in testa, crollano agricoltura e costruzioni
Dal punto di vista settoriale, il comparto che continua a registrare il maggior numero di nuove aperture è quello delle attività professionali, scientifiche e tecniche, con 1.540 nuove partite Iva nel 2025, pari a quasi un quinto del totale regionale. Si tratta di un insieme molto ampio, che include sia le professioni ordinistiche – come avvocati, commercialisti, architetti e ingegneri – sia attività consulenziali e tecniche non regolamentate da albi.
A preoccupare sono invece i dati di due comparti storicamente importanti. Le costruzioni arretrano del 15,6%, probabilmente per effetto del ridimensionamento degli incentivi fiscali che avevano sostenuto il settore negli anni precedenti. Ancora più netta la contrazione in agricoltura, che perde il 16,5% delle nuove aperture e tocca il livello più basso dal 2011. Una tendenza negativa che, secondo l’analisi, prosegue ormai dal 2022.
Sanità, istruzione e servizi spingono i nuovi ingressi
Accanto ai settori in sofferenza, ce ne sono altri che mostrano segnali di espansione. Crescono in modo deciso le aperture nella sanità e assistenza sociale (+22,7%), nei servizi di informazione e comunicazione (+21,5%), nelle attività immobiliari (+29,2%) e nell’istruzione (+11%).
Proprio l’istruzione si conferma un comparto da osservare con attenzione: nel triennio 2023-2025 le nuove partite Iva del settore sono rimaste costantemente sopra quota 300, segno di una persistente vivacità nell’ambito della formazione, delle lezioni private e dei servizi educativi.
Un termometro dell’economia regionale
Le nuove partite Iva non raccontano da sole tutto il dinamismo economico di un territorio, ma rappresentano comunque un indicatore utile per comprendere la capacità di iniziativa, autoimpiego e organizzazione imprenditoriale. Nel caso del Friuli-Venezia Giulia, il 2025 mostra un sistema che rallenta leggermente sul piano numerico, ma che al tempo stesso evidenzia trasformazioni importanti: la crescita delle società di capitali, il maggiore peso delle donne, il ruolo crescente degli under 35 e degli over 50, oltre al contributo rilevante delle persone nate all’estero.
Più che una semplice frenata, il quadro sembra indicare una ricomposizione del tessuto imprenditoriale regionale, con alcuni settori e categorie che si rafforzano e altri che invece scontano mutamenti strutturali, normativi e demografici.
Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

You must be logged in to post a comment Login