Cronaca & AttualitàRegione FVG
Preone, Fedriga e Riccardi lanciano l’allarme: “Così rischiamo di perdere la Protezione civile”
Condanna per i fatti di Preone, Fedriga e Riccardi: a rischio il sistema della Protezione civile e il volontariato
La condanna in primo grado del sindaco di Preone e del coordinatore comunale della Protezione civile, legata alla morte di un volontario durante un intervento nel luglio 2023, apre un fronte di forte preoccupazione istituzionale. Il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha ribadito il rispetto per la decisione giudiziaria, sottolineando però la necessità di tutelare un sistema considerato d’eccellenza.
“Rispettiamo e non commentiamo la sentenza – ha dichiarato Fedriga – ma abbiamo lavorato anche sul piano legislativo nazionale per affrontare il problema e proteggere la ricchezza del volontariato”. Un impegno condiviso con il ministro Luca Ciriani, l’assessore Riccardo Riccardi e il senatore Marco Dreosto.
Un problema che riguarda tutto il sistema
Secondo il governatore, la questione va ben oltre il singolo caso giudiziario. Il nodo centrale riguarda infatti la responsabilità di sindaci, volontari e organizzazioni che operano in contesti emergenziali spesso complessi e imprevedibili.
“Si tratta di un problema serio – ha evidenziato Fedriga – perché coinvolge chi negli anni ha dimostrato professionalità e competenza nella gestione delle emergenze”. La Regione intende ora approfondire le motivazioni della sentenza per valutare possibili interventi, con l’obiettivo di evitare conseguenze negative sull’intero sistema.
Il rischio, secondo il presidente, è concreto: colpire duramente una realtà che rappresenta un’eccellenza non solo regionale ma nazionale.
Il valore della Protezione civile del Fvg
Fedriga ha voluto ricordare come la Protezione civile del Friuli-Venezia Giulia sia riconosciuta anche a livello internazionale. “È un modello virtuoso anche in Europa – ha sottolineato – e non possiamo permetterci di perderlo o indebolirlo”.
Un patrimonio costruito nel tempo grazie all’impegno di istituzioni e volontari, che rappresenta un punto di riferimento nella gestione delle emergenze.
L’allarme di Riccardi sul volontariato
Ancora più esplicito l’assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, che parla di un possibile colpo durissimo al sistema del volontariato.
“La modifica normativa introdotta dal Parlamento – ha spiegato – non è stata sufficiente. Dobbiamo chiederci se sia corretto applicare gli stessi criteri e le stesse pene in situazioni ordinarie e in contesti emergenziali”.
Riccardi richiama la necessità di una riflessione più ampia, che coinvolga tutti i livelli: magistratura, investigatori e decisori pubblici.
Il rischio di perdere un patrimonio collettivo
Il timore espresso dall’assessore è netto: “Esiste il rischio concreto che la Protezione civile, insieme al mondo del volontariato, non esista più per come l’abbiamo conosciuta”.
Una prospettiva che, secondo Riccardi, non porterebbe benefici al Paese: “Se così fosse, non vivremmo in un Paese migliore”.
La vicenda di Preone diventa quindi un caso emblematico, destinato ad aprire un confronto nazionale su responsabilità, sicurezza e tutela di chi opera per il bene collettivo in situazioni di emergenza.
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