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Rosolen rilancia la bilateralità: “Modello Fvg alternativa al salario minimo”

La Regione punta sulla collaborazione tra parti sociali per rafforzare lavoro e welfare territoriale

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L'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen nel suo intervento al convegno dell'Ebiart a Udine
L'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen nel suo intervento al convegno dell'Ebiart a Udine

La bilateralità si conferma un elemento centrale nelle politiche del lavoro del Friuli-Venezia Giulia. A ribadirlo è stata l’assessore regionale Alessia Rosolen, intervenuta a Udine al convegno di Ebiart Fvg dedicato al ruolo degli enti bilaterali nell’artigianato.

Secondo l’assessore, si tratta di un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e lavoratori, capace di produrre risultati concreti e duraturi. La recente legge regionale sull’innovazione sociale ha rafforzato ulteriormente questo approccio, integrando strumenti di welfare territoriale, politiche attive del lavoro e sostegno alle famiglie.

L’obiettivo è chiaro: migliorare il potere d’acquisto, aumentare la qualità dell’occupazione e contrastare la precarietà, con un’attenzione particolare a giovani e donne.

Un modello consolidato anche nelle crisi

Rosolen ha ricordato come il rapporto tra Regione e sistema della bilateralità sia storicamente basato su confronto e cooperazione. Un legame che ha dimostrato la propria efficacia anche nei momenti più difficili, come durante le crisi economiche e la pandemia.

In quelle fasi, ha sottolineato l’assessore, è stato possibile costruire soluzioni innovative, accompagnando sia le difficoltà sia la ripresa economica. Questo percorso ha portato alla definizione di un modello regionale capace di coniugare competitività delle imprese e tutela dei lavoratori, diventando un punto di riferimento nel panorama nazionale.

Politiche integrate tra lavoro, famiglia e formazione

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati riguarda l’importanza delle politiche integrate. La normativa regionale sull’innovazione sociale punta infatti a collegare interventi su più fronti: lavoro, famiglia e abitare sociale.

Tra le priorità emergono il diritto allo studio, la formazione continua e l’accompagnamento al lavoro, strumenti fondamentali per sostenere l’occupazione e favorire l’inclusione.

Particolare attenzione è riservata ancora una volta a giovani e donne, con l’obiettivo di contrastare fenomeni come il calo demografico e la fuga di talenti qualificati dal territorio.

Salario minimo, la posizione della Regione

Sul tema del salario minimo, Rosolen ha ribadito una posizione netta: meglio puntare sulla contrattazione collettiva piuttosto che su una soglia fissata per legge.

Secondo l’assessore, il rischio è che il salario minimo si trasformi in un “salario massimo”, limitando la capacità di valorizzare le specificità territoriali e settoriali. La bilateralità, invece, permette una partecipazione diretta delle parti sociali e una maggiore flessibilità nelle soluzioni.

Contratti e tutela dei lavoratori

Nel sistema italiano, ha ricordato Rosolen, i 99 contratti collettivi più rappresentativi coprono circa il 97% dei lavoratori. Per questo la Regione continua a sostenere la contrattazione territoriale di secondo livello, considerata uno strumento fondamentale per migliorare condizioni e salari.

Allo stesso tempo, viene ribadito l’impegno nel contrasto ai contratti pirata, valorizzando invece le esperienze virtuose già presenti sul territorio regionale.

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