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Zecche in aumento con la primavera: come rimuoverle e riconoscere i segnali del morbo di Lyme

Zecche e morbo di Lyme: cosa fare dopo un morso, come rimuoverle e quando consultare il medico

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Zecca
Zecca ( © Pexels)

Con l’arrivo della primavera e il risveglio della natura, cresce anche la probabilità di imbattersi nelle zecche durante attività all’aperto come passeggiate nei boschi o momenti in giardino.

Il loro morso può spaventare, ma è fondamentale sapere che la gestione è semplice e sicura, purché si seguano alcune regole precise. La prima cosa da fare, al rientro da ambienti naturali, è una accurata ispezione del corpo, così da individuare tempestivamente eventuali parassiti.

Come rimuovere correttamente una zecca

In caso di morso, è importante agire con rapidità ma senza improvvisare. Il metodo corretto prevede l’utilizzo di una pinzetta da sopracciglia, con cui afferrare la zecca ed estrarla con un movimento delicato e leggermente rotatorio.

Al contrario, vanno assolutamente evitati i cosiddetti “rimedi della nonna”: oli, creme, alcol o fiammiferi sono inutili e potenzialmente pericolosi. Questi metodi possono infatti provocare il rigurgito del parassita, aumentando il rischio di infezione.

Il monitoraggio dopo la puntura

Una volta rimossa la zecca, inizia una fase fondamentale: il monitoraggio della zona interessata, che deve durare circa 30-40 giorni.

Nei primi 1-2 giorni è normale osservare un leggero arrossamento, dovuto alla semplice irritazione della pelle.

Dal quarto giorno in poi, però, è necessario prestare attenzione alla comparsa di una chiazza rossa che si espande verso l’esterno. Questo fenomeno, chiamato eritema, rappresenta il principale segnale da non sottovalutare.

Se la macchia cresce fino a superare i 10 centimetri, è indispensabile rivolgersi al proprio medico.

Morbo di Lyme: diagnosi e cura

In presenza di eritema, il medico può diagnosticare una Borreliosi (malattia di Lyme) in fase precoce e avviare la terapia antibiotica più adeguata.

È importante evitare il “fai da te”:

  • Gli esami del sangue immediati non sono utili, perché il corpo impiega tempo a produrre anticorpi rilevabili.
  • Anche la profilassi antibiotica preventiva non è raccomandata, poiché il rapporto tra rischi e benefici risulta sfavorevole.

Quando rivolgersi a uno specialista

In caso di dubbi o sintomi più complessi, il medico di medicina generale può indirizzare il paziente verso una visita dermatologica con priorità.

Per situazioni più gravi o sintomi importanti, è invece necessario recarsi direttamente in pronto soccorso.

La prevenzione, unita a una corretta informazione, resta lo strumento più efficace per affrontare senza allarmismi il rischio zecche durante la bella stagione.

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