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Trieste, bufera sul parco della Sissa: 98 alberi a rischio per il nuovo edificio

Un progetto edilizio accende il dibattito sul futuro del verde alla Sissa tra timori ambientali e richieste di chiarimenti

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Trieste - parco della Sissa
Trieste ( © Depositphotos)

Tiene banco a Trieste la discussione sulla costruzione di un nuovo edificio all’interno del parco della Sissa, situato sotto via Bonomea. A sollevare preoccupazioni è il gruppo di sostenibilità dell’istituto, Sea, secondo cui il progetto comporterebbe un impatto significativo sull’area verde esistente.

Nel dettaglio, su oltre cento alberi presenti, ben 98 sarebbero a rischio abbattimento, tra cui 41 esemplari classificati “di pregio” e diverse querce ultrasettantenni. Un intervento che, secondo i promotori delle critiche, andrebbe a compromettere in maniera rilevante il patrimonio naturale del parco.

Le critiche: “Compensazioni insufficienti”

Tra gli elementi più contestati c’è anche la strategia prevista per compensare la perdita del verde. Il progetto include infatti l’installazione di tetti verdi, una soluzione che però viene giudicata da Sea come “non efficace” nel riequilibrare l’impatto ambientale causato dall’abbattimento degli alberi.

Oltre alla rimozione delle piante, il piano prevederebbe anche lo scavo dell’intero declivio, aumentando ulteriormente le preoccupazioni legate alla trasformazione dell’area.

Il valore del parco per la comunità

Dalla Sissa sottolineano come il patrimonio naturale rappresenti un elemento centrale per il benessere di studenti e lavoratori. A confermarlo sarebbe anche un sondaggio promosso dal gruppo Sea, che evidenzia l’importanza dell’area verde per chi frequenta quotidianamente l’istituto.

Il nodo principale riguarda anche l’evoluzione del progetto: rispetto alla versione iniziale del 2022, l’attuale piano prevede un abbattimento molto più esteso, soprattutto per quanto riguarda gli alberi di pregio.

Il nodo delle tutele ambientali

Sul piano normativo, la situazione appare complessa. Secondo quanto emerso, si sarebbe creato un rimpallo di competenze tra il Corpo forestale regionale e l’ufficio Verde del Comune.

In particolare, il piano di zonizzazione comunale indicherebbe che l’area non è soggetta alle principali normative di tutela naturalistica, inclusi i regolamenti sul verde urbano. Un aspetto che alimenta ulteriormente le polemiche.

Nel frattempo, la direzione dell’istituto ha dato disponibilità a coinvolgere ecologi dell’Università di Trieste, nel tentativo di approfondire gli impatti ambientali dell’intervento.

Il caso approda in consiglio comunale

La questione è destinata a diventare anche un tema politico. Il consigliere Riccardo Laterza (Adesso Trieste) ha infatti presentato un’interrogazione per fare chiarezza sul progetto.

Tra i punti sollevati, la richiesta di sapere quali procedure siano state seguite e se l’eventuale analisi costi-benefici abbia considerato il valore ecologico e sociale del parco.

Il dibattito resta aperto, tra esigenze di sviluppo infrastrutturale e la necessità di tutelare un’area verde considerata strategica per la comunità scientifica e cittadina.

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