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La friulana Paola Giovannini Pasti guiderà Confagricoltura Donna: “Le imprenditrici devono decidere”

Chi è Paola Giovannini Pasti, la nuova presidente nazionale di Confagricoltura Donna?

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Paola Giovannini Pasti, presidente Confagricoltura Donne
Paola Giovannini Pasti, presidente Confagricoltura Donne

C’è anche il Friuli-Venezia Giulia al centro del nuovo corso di Confagricoltura Donna. L’Assemblea nazionale dell’associazione, riunita a Palazzo della Valle a Roma, ha eletto come nuova presidente Paola Giovannini Pasti, imprenditrice friulana e figura da anni impegnata nel mondo agricolo, sociale e associativo.

Fondatrice di Confagricoltura Donna Fvg, classe 1970, Giovannini Pasti rappresenta una delle figure più conosciute dell’imprenditoria agricola femminile del Nord-Est. Socia di cinque aziende agricole di famiglia tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, ha costruito negli anni un percorso che unisce impresa, rappresentanza e impegno sociale.

Con studi giuridici alle spalle e una forte sensibilità verso cultura e comunicazione, è anche fondatrice della Onlus “Un sogno per la vita”, realtà nata per sviluppare percorsi di crescita e inclusione per persone con disabilità intellettiva a eziologia genetica.

“Non partiamo da zero”: il messaggio alle imprenditrici agricole

Nel suo primo discorso da presidente nazionale, Giovannini Pasti ha voluto rendere omaggio alle donne che nel 2012 diedero vita a Confagricoltura Donna insieme a Marina Di Muzio.

«Quelle donne non hanno costruito un’associazione, ma una presenza. Ci stiamo insediando oggi su fondamenta che altre hanno gettato con fatica e visione. Non partiamo da zero».

Parole che segnano la continuità con il lavoro svolto negli ultimi anni ma anche la volontà di imprimere una nuova accelerazione al ruolo delle donne nel settore agricolo italiano.

Il passaggio di consegne è avvenuto dopo due mandati guidati da Alessandra Oddi Baglioni, presidente uscente dal 2018, protagonista di anni complessi segnati anche dalla gestione della pandemia. L’assemblea le ha tributato un lungo riconoscimento istituzionale, accompagnato dagli interventi di saluto e congratulazioni, tra cui quello di Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi.

Sei linee strategiche per cambiare il ruolo delle donne in agricoltura

La nuova presidente ha presentato un programma chiaro e fortemente operativo, costruito attorno a sei grandi direttrici strategiche.

Tra le priorità emerge il rafforzamento della presenza territoriale di Confagricoltura Donna: entro il quadriennio nessuna regione dovrà restare priva di un presidio attivo. L’obiettivo è costruire una rete stabile con ordini professionali, organizzazioni femminili e associazioni scientifiche.

Grande attenzione anche alla crescita professionale delle imprenditrici agricole, attraverso percorsi di formazione dedicati a:

  • fiscalità;
  • marketing;
  • transizione digitale;
  • innovazione aziendale.

Prevista inoltre la volontà di attivare convenzioni specifiche con istituti bancari e di rafforzare il dialogo politico affinché nei fondi del Psr, del Pnrr e nella futura Pac trovino spazio misure concrete dedicate alle imprese agricole femminili.

Fare rete per contare di più sul mercato

Uno dei punti più innovativi del programma riguarda la creazione di una vera rete produttiva nazionale tra imprenditrici agricole.

L’obiettivo dichiarato è costruire aggregazioni capaci di dialogare direttamente con:

  • grande distribuzione organizzata;
  • ristorazione;
  • mercati della filiera corta.

L’idea è quella di creare un “polo produttivo femminile riconoscibile”, con una propria identità commerciale e maggiore forza contrattuale.

Secondo Giovannini Pasti, infatti, la presenza femminile nel settore deve evolversi da semplice partecipazione a reale capacità decisionale.

«La donna in agricoltura non deve esserci, ma decidere di rappresentare».

Per questo il programma punta anche su formazione sindacale e mentoring, strumenti ritenuti essenziali per preparare nuove figure femminili nella rappresentanza agricola nazionale.

Innovazione e STEM: la sfida del futuro

Nel progetto della nuova presidente un ruolo centrale è occupato dall’innovazione tecnologica. Droni, agricoltura di precisione, TEA e biologico vengono indicati come strumenti indispensabili per garantire competitività e sostenibilità economica alle aziende agricole.

«Ogni stagione persa è un vantaggio competitivo regalato agli altri».

Tra le iniziative da ampliare a livello nazionale anche il 63, già sperimentato in Friuli-Venezia Giulia e Lazio, con l’obiettivo di creare collegamenti strutturati tra università e future imprenditrici agricole.

La nuova squadra nazionale

Accanto a Paola Giovannini Pasti sono state elette vicepresidenti: Elisa Aquilano (Confagricoltura Donna Puglia) e Orsola Balducci (Confagricoltura Donna Lazio).

Nel direttivo nazionale entrano anche: Diana Bortoli per il Nord Italia, Maria Grazia Maccherani per il Centro, Lucia Rinaldi per il Sud Italia.

Una squadra che accompagnerà il nuovo mandato con l’obiettivo di rafforzare il peso dell’imprenditoria agricola femminile nel sistema economico nazionale.

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