Economia & LavoroRegione FVG
Terme di Arta, firmato il contratto: riapertura prevista entro giugno
Firmato il contratto per il passaggio delle Terme di Arta a PromoTurismoFVG. Da oggi manutenzioni e call center, wellness operativo da metà giugno e piena riapertura prevista entro fine mese
Con la firma del contratto tra Comune di Arta Terme e PromoTurismoFVG si apre ufficialmente una nuova fase per le Terme di Arta, storico presidio turistico e sanitario della Carnia. Dopo mesi di attesa, prende forma il percorso che porterà alla riapertura del centro termale già nelle prossime settimane, con l’obiettivo di tornare pienamente operativo entro la fine di giugno, in tempo per la stagione estiva.
Le Terme di Arta ripartono, gestione affidata a PromoTurismoFVG
L’accordo siglato ieri, 27 maggio, sancisce il passaggio operativo della gestione dello stabilimento termale a PromoTurismoFVG attraverso un contratto di affitto di ramo d’azienda. Una svolta attesa dal territorio, che guarda con attenzione al rilancio di una struttura considerata strategica non solo dal punto di vista turistico, ma anche sanitario ed economico.
A commentare l’intesa è stato l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini, che ha parlato di un risultato frutto di “un lavoro intenso e coordinato” tra PromoTurismoFVG, le direzioni regionali competenti e il Comune di Arta Terme.
“L’impegno comune ci consente di guardare alla stagione estiva con fiducia e di restituire al territorio un presidio termale di grande valore”, ha sottolineato l’assessore.
Al via manutenzioni e call center: wellness aperto da metà giugno
Da oggi, 28 maggio, sono partite le prime attività operative con l’avvio degli interventi di manutenzione e l’attivazione del servizio di call center. Il cronoprogramma prevede una riapertura progressiva dell’impianto.
La prima fase riguarderà l’area wellness, con piscine, saune e palestra che dovrebbero tornare accessibili entro la metà di giugno. Successivamente, entro la fine del mese, è prevista la piena operatività della struttura, comprese le prestazioni in convenzione con il Servizio sanitario regionale, subordinate al completamento delle autorizzazioni sanitarie necessarie.
Un passaggio fondamentale per una realtà che storicamente rappresenta un punto di riferimento sia per il turismo del benessere sia per le cure termali convenzionate.
Salvati posti di lavoro
Importante anche il fronte occupazionale. Circa dodici lavoratori a tempo indeterminato hanno scelto di proseguire il rapporto di lavoro con il nuovo gestore e inizieranno l’attività già nei primi giorni di giugno.
Un segnale di continuità che contribuisce a dare stabilità alla ripartenza della struttura e che rappresenta un elemento significativo per il tessuto economico e sociale della Carnia.
Bini: “Primo passo per il rilancio strutturale”
Nel suo intervento, Bini ha evidenziato la rapidità con cui è stato completato il percorso amministrativo grazie alla collaborazione tra diversi enti regionali e locali.
“Siamo riusciti a comprimere i tempi in modo significativo grazie alla sinergia tra PromoTurismoFVG, la direzione Attività produttive, la direzione Salute e l’amministrazione comunale”, ha dichiarato l’assessore.
La Regione punta ora a un progetto di valorizzazione più ampio. “Le Terme di Arta non sono solo un’attrazione turistica: sono un servizio sanitario, un motore economico per la montagna carnica e un asset che la Regione intende valorizzare con un piano industriale serio”, ha aggiunto Bini, definendo la riapertura estiva “il primo passo concreto di un percorso di rilancio strutturale”.
Un segnale importante per il turismo della Carnia
La riapertura delle Terme di Arta arriva in un momento particolarmente importante per il turismo montano del Friuli-Venezia Giulia. La struttura rappresenta infatti uno degli asset storici della Carnia, capace di attrarre visitatori sia per il benessere sia per le cure termali.
Il ritorno dell’attività potrebbe generare ricadute positive su tutto l’indotto locale, dalle strutture ricettive alla ristorazione, contribuendo a rafforzare l’offerta turistica della montagna friulana in vista dell’estate 2026.
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