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Trieste, scoperto un covo della droga frequentato da minorenni: indagato un 62enne

Trieste, indagato un 62enne: la polizia scopre un covo della droga frequentato da minorenni a Roiano

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Agente di polizia
Agente di polizia ( © Depositphotos)

Un appartamento trasformato in un presunto punto di ritrovo per minorenni dove, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si consumavano quotidianamente sostanze stupefacenti di ogni tipo e sarebbero avvenuti anche episodi di spaccio e violenza sessuale su minori. È quanto emerge dall’inchiesta coordinata dalla Procura di Trieste e condotta dal commissariato di San Sabba, che vede indagato un 62enne triestino per il reato di agevolazione all’uso di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di minori.

La vicenda, risalente allo scorso 25 febbraio ma resa nota soltanto oggi, mercoledì 27 maggio, ruota attorno a un immobile nella zona di Roiano, definito dagli investigatori un vero e proprio “covo” frequentato abitualmente da giovani e giovanissimi.

Droghe consumate giorno e notte

Secondo gli accertamenti investigativi, nell’appartamento si sarebbero consumate regolarmente sostanze come hashish, marijuana, cocaina, eroina e chetamina, assunte fumandole o inalandole anche per intere giornate. I ragazzi, stando alle indagini, si fermavano spesso anche a dormire all’interno dell’abitazione.

La polizia ritiene che il luogo fosse diventato un riferimento stabile per gruppi di minori con problematiche legate alla droga e alla microcriminalità. Le attività investigative avrebbero inoltre fatto emergere la presenza di episodi di spaccio e di presunte violenze sessuali ai danni di minori.

La svolta dopo la scomparsa di una ragazzina

L’inchiesta è partita dalla denuncia di scomparsa presentata dalla madre di una ragazza di meno di 14 anni. Dopo ore di ricerche, la giovane è stata ritrovata insieme a una 14enne.

Le due minorenni, profondamente scosse e in stato confusionale, hanno raccontato agli agenti di essere state avvicinate nella zona di Valmaura da tre cittadini extracomunitari maggiorenni, sconosciuti alle ragazze. Successivamente si sarebbero ritrovate all’interno dell’appartamento senza ricordare con precisione come vi fossero arrivate.

Le minori hanno riferito di essere riuscite ad allontanarsi soltanto dopo diverse ore. Gli investigatori hanno quindi identificato rapidamente il 62enne presente nell’abitazione, ora formalmente indagato.

Collegamenti con rapine e giovani già noti alle forze dell’ordine

L’attività investigativa è proseguita per oltre tre mesi attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche, videoregistrazioni, pedinamenti e sequestri di droga. Gli accertamenti hanno permesso di individuare almeno cinque minorenni frequentatori abituali della casa.

Secondo la polizia, gli stessi giovani sarebbero collegati a due violente rapine commesse il 13 dicembre 2024 a Trieste. In un primo episodio, una giovane donna e altri ragazzi erano stati aggrediti e rapinati tra via Coroneo e via Carducci, riportando anche lesioni fisiche. Poco dopo era stato preso di mira anche il supermercato della stazione ferroviaria.

Le vittime sono state successivamente convocate in Questura e avrebbero riconosciuto, attraverso fotografie, gran parte dei cinque minorenni come autori delle aggressioni.

Dalle indagini sarebbe inoltre emerso che, dopo i colpi, i ragazzi si sarebbero rifugiati proprio nell’appartamento di Roiano, dove il 62enne li avrebbe ospitati.

Un punto di riferimento per tossicodipendenti e persone con precedenti

Secondo quanto raccolto dal commissariato di San Sabba, l’immobile era frequentato abitualmente da persone con gravi precedenti di polizia e dedite al consumo di sostanze stupefacenti. Gli investigatori parlano di un ambiente degradato e particolarmente pericoloso per la presenza di minorenni vulnerabili.

L’inchiesta prosegue ora per chiarire tutti i contorni della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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