Seguici su

Economia & LavoroRegione FVG

In Friuli-Venezia Giulia quasi 20 mila lavoratori domestici regolari

Il Friuli-Venezia Giulia registra una crescita dei lavoratori domestici regolari, passando da 16.425 a 19.444 in dieci anni. Investiti 3,9 milioni per sostenere famiglie, badanti e assistenti familiari

Avatar

Pubblicato

il

Assistente domiciliare
Assistente domiciliare (© Redazione / AI)

Mentre a livello nazionale il numero dei lavoratori domestici regolarmente assunti continua a diminuire, il Friuli-Venezia Giulia si conferma tra le realtà più virtuose del Paese, registrando una crescita significativa dei contratti regolari nel settore dell’assistenza familiare e del lavoro di cura.

È quanto emerso dal convegno “Vivere più a lungo, vivere meglio: scenari attuali e nuove strategie per l’abitare e per i servizi di comunità”, svoltosi ieri a Trieste nella sala Tessitori del Consiglio regionale e organizzato insieme ad Assindatcolf.

A evidenziare il risultato è stata l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, che ha sottolineato come questo andamento positivo sia il frutto di una strategia costruita nel tempo per sostenere la regolarizzazione del lavoro domestico, la qualificazione professionale degli operatori e il supporto alle famiglie.

“La domiciliarità rappresenta una delle direttrici fondamentali del nostro welfare e il lavoro domestico ne è una componente essenziale”, ha affermato l’assessore.

In dieci anni il FVG cresce mentre l’Italia arretra

I dati Inps presentati durante l’incontro mostrano con chiarezza il divario tra la situazione nazionale e quella regionale.

In Italia, gli addetti al lavoro domestico sono passati da 906 mila nel 2015 a 817 mila nel 2025, con una riduzione vicina al 10%.

Nel medesimo periodo, invece, il Friuli-Venezia Giulia è passato da 16.425 a 19.444 lavoratori domestici regolarmente contrattualizzati, registrando una crescita significativa che lo colloca tra le regioni più dinamiche nel settore.

Secondo Rosolen, questo risultato non deriva soltanto dall’aumento della domanda di assistenza, ma anche da una maggiore emersione del lavoro irregolare e dalle politiche regionali finalizzate alla regolarizzazione e alla formazione professionale.

Nel 2080 gli over 65 saranno il 35%

Il tema del lavoro domestico è strettamente collegato all’evoluzione demografica del territorio regionale.

Le proiezioni illustrate durante il convegno indicano infatti che entro il 2080 gli over 65 rappresenteranno il 35% della popolazione del Friuli-Venezia Giulia. Parallelamente aumenterà anche il numero dei cosiddetti “grandi anziani”, con una crescita delle fasce over 75 e over 85. Uno scenario che rende sempre più centrale il ruolo delle assistenti familiari e dei servizi di supporto domiciliare.

“Di fronte a questa trasformazione demografica il lavoro domestico non può più essere considerato un ambito marginale. È uno dei pilastri del welfare territoriale perché garantisce assistenza alle persone fragili, sostiene le famiglie e contribuisce alla qualità della vita delle comunità”, ha osservato Rosolen.

Sempre più badanti e assistenti familiari

La trasformazione del settore emerge anche dall’analisi delle nuove assunzioni. Nel 2025 quasi nove nuovi contratti su dieci riguardano assistenti familiari e badanti, mentre continua a diminuire il peso delle tradizionali attività di collaborazione domestica.

Si tratta di un cambiamento che riflette l’aumento dei bisogni assistenziali legati all’invecchiamento della popolazione e alla volontà di mantenere le persone fragili all’interno del proprio contesto abitativo.

Investimenti regionali: 3,9 milioni per gli sportelli Si.Con.Te

Per accompagnare questa crescita la Regione ha rafforzato negli anni gli strumenti di supporto alle famiglie e ai lavoratori.

Tra le iniziative più rilevanti figura la rete dei 17 sportelli Si.Con.Te, finanziata con 3,9 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo Plus 2021-2027.

Nati nel 2006 per favorire l’emersione del lavoro irregolare, oggi gli sportelli rappresentano un punto di riferimento per chi cerca assistenti familiari, colf o baby sitter e per i lavoratori interessati a inserirsi nel settore.

I servizi offrono attività di orientamento, consulenza e accompagnamento, favorendo l’incontro tra domanda e offerta in un quadro di piena regolarità contrattuale.

Formazione e qualificazione professionale

Accanto agli sportelli, la Regione continua a investire nella formazione degli operatori.

Sono attivi infatti corsi professionalizzanti, percorsi per il conseguimento della qualifica regionale, certificazioni delle competenze e attività di aggiornamento professionale dedicate agli assistenti familiari.

Nel solo 2025 i laboratori informativi sul contratto collettivo nazionale del lavoro domestico e sui temi della conciliazione vita-lavoro hanno coinvolto 426 lavoratori, 56 famiglie datrici di lavoro e 715 partecipanti nei percorsi dedicati alla conciliazione.

Casa e domiciliarità al centro del welfare regionale

Tra gli strumenti richiamati dall’assessore figura anche la Rete famiglia, che mette in collegamento amministrazioni pubbliche, enti del Terzo settore e soggetti privati per promuovere politiche a sostegno delle famiglie.

Un ruolo importante è svolto inoltre dal Fondo per l’autonomia possibile (Fap), la misura regionale che sostiene la permanenza delle persone non autosufficienti nella propria abitazione.

L’obiettivo è chiaro: fare della casa il principale luogo di cura e assistenza, riducendo il ricorso alle strutture residenziali quando possibile e favorendo percorsi di vita autonoma e dignitosa.

Servono nuovi modelli di assistenza

Nel corso del convegno, Assindatcolf ha evidenziato come i profondi cambiamenti demografici stiano rendendo sempre più centrale il lavoro domestico e di cura.

Secondo l’associazione, il tradizionale modello che affidava quasi esclusivamente alle famiglie il compito dell’assistenza non è più sostenibile, sia per i costi crescenti sia per l’evoluzione delle stesse strutture familiari.

Per questo motivo diventa necessario sviluppare una pluralità di soluzioni assistenziali, mantenendo però la casa come luogo privilegiato in cui le persone desiderano vivere la propria terza età.

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di Diario FVG e segui la nostra pagina Facebook

Clicca per commentare

You must be logged in to post a comment Login

Tu cosa ne pensi?