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Note jazz per il quartiere delle magnolie: il riscatto metropolitano di Borgo Stazione

La sesta edizione di Biblioteca in Jazz trasforma lo Spazio 35 di Udine in un club d’altri tempi tra note afroamericane, frammenti di storia e autobiografie terapeutiche ad orario aperitivo tutti i martedì di giugno

Massi Boscarol

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foto: Biblioteca in Jazz allo Spazio 35 di via Percoto

UDINE – Torna la rassegna estiva fortemente voluta da Time for Africa (by Umberto Marin) per dare una nuova narrazione al quartiere delle magnolie – o se preferite il famigerato borgo stazione di Udine. Torna per vincere quel pregiudizio radicato che grava sull’area considerata, a torto o a ragione, la più problematica della città. E soprattutto torna per dimostrare che attraverso la musica, la cultura e la socialità informale, si possono abbattere gli stereotipi più duri, offrendo una visione diversa, profonda e decisamente chic di uno snodo urbano pulsante.

La genesi: il jazz sulla strada. Anzi, sul marciapiede

Borgo Stazione è un palcoscenico a cielo aperto, attraversato giornalmente da migliaia di anime che corrono tra binari, scuole, lavoro, disperazione, incontri. Microcosmo colorato, a tratti scontroso, sicuramente imprevedibile, abitato e percorso da una fiumana di persone provenienti da ogni angolo del mondo, questa straordinaria mescolanza porta con sé abitudini, lingue, cibi e melodie che la città non dovrebbe solo intercettare, ma accogliere come una formidabile opportunità di crescita culturale. E’ questo lo spirito di chi anima la rassegna. Il jazz, del resto, è per definizione una forma musicale aperta, improvvisata e felicemente contaminata, capace di far emergere la bellezza in qualunque condizione sociale. Dalle work songs dei campi di cotone ai postriboli di New Orleans, dai quartieri malfamati di New York ai sofisticati club parigini, il jazz continua a unire l’alto al basso con aristocratica flemma. Ed è esattamente ciò che accade in quella via Percoto che per quattro martedì diventa l’ombelico del mondo musicale friulano.

L’avventura di Biblioteca in Jazz è cominciata con un pizzico di sana follia sul marciapiede di via Battistig, davanti alla Biblioteca dell’Africa, con i musicisti che si esibivano per pochi passanti inizialmente straniti. L’avventura continua oggi nei più ampi e confortevoli ambienti dello Spazio 35, grazie al sostegno di Euritmica e alla raffinata direzione artistica di Simone Serafini, contrabbassista di chiara fama che ha tessuto un programma capace di spaziare tra le declinazioni più affascinanti del genere.

Ogni appuntamento, come da felice tradizione, viene inaugurato dalle “Pillole di Jazz” curate da Flaviano Bosco, che quest’anno esplora il tema dell’autobiografia come cura di sé, celebrando anche i centenari di due giganti inarrivabili: Miles Davis e John Coltrane.

Il calendario dei martedì che aprono l’estate musicale udinese

Martedì 9 giugno

Il battesimo della rassegna è affidato al focus “Miles Davis, lo sciamano elettrico“. A seguire, il palco si accende con “Senza troppo rumore”, un intimo e sentito omaggio a Gianmaria Testa che vede protagonisti Lory Cargnelutti, Nadia Scarpini, Clorindo Bosco, Fiorenzo Gobbo e Giovanni Pezzetta

Martedì 16 giugno

La riflessione si sposta su “John Coltrane: tra misticismo e profezia“, un viaggio nell’universo spirituale del sassofonista. La colonna sonora della serata è affidata alle geometrie sonore e imprevedibili del Bizzarre Trio, siglato da Francesco De Luisa, Giovanni Maier e Jacopo Zanette.

Martedì 23 giugno

Spazio al genio ribelle e spigoloso di “Charles Mingus: Peggio di un bastardo“. Subito dopo, le atmosfere si fanno calde e suggestive con l’esibizione del Desert Trio, formazione di assoluto spessore composta da Flavio Davanzo, Riccardo Morpurgo e Francesco Vattovaz.

Martedì 30 giugno

L’ultimo atto celebra l’eleganza assoluta: “Duke Ellington: La musica è la mia signora“. Il gran finale della rassegna è affidato alle spiccate doti interpretative del Francesca Bertazzo Trio, con la leader affiancata da Simone Serafini e Joe Santoro.

E breve NdR dello scrivente in chiusura: chi conosce la mia visione sa perfettamente quanto io ami i contrasti, quel gioco sottile tra il sacro dell’arte e il profano della strada. Biblioteca in Jazz è una rassegna artistico-sociale nata proprio con l’idea di unire questi due mondi apparentemente distanti. Biblioteca in Jazz è l’essenza stessa della street credibility, dove l’improvvisazione musicale sposa il ritmo quotidiano della città. Biblioteca in Jazz è un porto aperto dove le barriere si dissolvono davanti a un calice e a un accordo ben assestato. Biblioteca in Jazz è dove Udine smette di essere paesone e prova a trasformarsi in città.

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