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Trieste accelera sulla transizione energetica: fotovoltaico, idrogeno e industria a emissioni zero

Come può la zona industriale di Trieste diventare un modello di sostenibilità energetica e innovazione?

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Transizione energetica - zona industriale di Trieste
Transizione energetica ( © Depositphotos)

La zona industriale di Trieste guarda al futuro con il progetto “Zona Industriale Net Zero”, un’iniziativa promossa dal Consorzio di sviluppo economico locale dell’Area Giuliana (Coselag) che punta a individuare e valorizzare il potenziale delle fonti rinnovabili sul territorio. Lo studio di fattibilità tecnica ed economica è dedicato a energia, efficientamento e risparmio energetico e rappresenta un passo importante verso una maggiore sostenibilità ambientale e competitività industriale.

Un piano per trasformare il sistema energetico

L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla presenza, tra gli altri, del vicesindaco di Trieste Serena Tonel e della presidente di Coselag Sandra Primiceri. Il progetto prevede un percorso di evoluzione energetica basato sull’integrazione di tecnologie già consolidate, come il fotovoltaico e il teleriscaldamento industriale, con soluzioni innovative di nuova generazione.

Tra queste assume un ruolo centrale l’idrogeno, considerato uno degli strumenti chiave per accompagnare la transizione energetica e favorire la decarbonizzazione dei processi produttivi. L’obiettivo è costruire un modello energetico avanzato, efficiente e sostenibile, capace di ridurre le emissioni e migliorare la competitività delle imprese insediate nell’area.

Il contributo di Comune, Università e partner tecnici

Il piano è stato sviluppato grazie al sostegno del Comune di Trieste e della Fondazione CRTrieste, con il contributo scientifico del Centro interdipartimentale per l’energia, l’ambiente e i trasporti “Giacomo Ciamician” dell’Università di Trieste.

Accanto al mondo accademico hanno lavorato anche importanti realtà specializzate come Capgemini Italia, Hera Servizi Energia e Justonearth, che hanno supportato Coselag nell’analisi del territorio, dei consumi energetici e delle risorse disponibili.

Lo studio ha utilizzato anche innovative tecnologie di rilevazione satellitare, consentendo una mappatura dettagliata delle potenzialità energetiche dell’area. Il programma, in parte già operativo, si articola in una serie di azioni e soluzioni tecnologiche che vedono Coselag nel ruolo di coordinatore tra tutti gli stakeholder coinvolti.

Tonel: “Un progetto nato durante la crisi energetica”

Come ha spiegato il vicesindaco Serena Tonel, il progetto affonda le proprie radici nel 2023, durante la crisi energetica che ha interessato l’Europa.

«La nostra visione strategica parte da una mappatura dettagliata con l’obiettivo di ottimizzare i consumi energetici, focalizzandosi sulla zona industriale per coniugare sostenibilità ambientale e sviluppo economico», ha dichiarato Tonel, sottolineando come il piano sia destinato a integrarsi in un sistema urbano più ampio, coinvolgendo anche il trasporto pubblico locale in una logica di efficienza energetica diffusa.

L’obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2045

A evidenziare il valore strategico del progetto è stato anche il professor Alessandro Massi Pavan, coordinatore del Centro “Giacomo Ciamician” e delegato della rettrice alla sostenibilità e alla transizione energetica.

Secondo il docente, la transizione energetica globale è ormai un processo concreto e irreversibile. Nel 2024 oltre il 90 per cento della nuova capacità elettrica installata nel mondo è stata alimentata da fonti rinnovabili, mentre in Europa più del 50 per cento dell’energia elettrica proviene già da queste fonti.

Massi Pavan ha evidenziato come i settori del calore e dei trasporti abbiano ancora ampi margini di miglioramento. In questo contesto, l’idrogeno verde per l’industria e la mobilità elettrica rappresentano strumenti fondamentali per raggiungere l’obiettivo delle emissioni nette zero entro il 2045, traguardo fissato dalla Regione Friuli Venezia Giulia.

Secondo il professore, Trieste dispone già delle competenze scientifiche, industriali e infrastrutturali necessarie per diventare uno dei territori protagonisti della transizione energetica del futuro.

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