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Economia & Lavoro

Terziario FVG, turismo motore della crescita nonostante le tensioni globali

Il terziario del Friuli-Venezia Giulia mantiene livelli di fiducia superiori alla media nazionale. Turismo trainante, ma crescono le preoccupazioni per costi, credito e tensioni geopolitiche

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Terziario FVG, turismo motore della crescita
Terziario FVG, turismo motore della crescita (© Redazione / AI)

Il terziario del Friuli-Venezia Giulia continua a dimostrare una capacità di tenuta superiore rispetto al resto del Paese, nonostante uno scenario economico segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi e maggiori difficoltà nell’accesso al credito. È quanto emerge dall’Osservatorio di Confcommercio Fvg relativo al primo trimestre 2026, realizzato da Format Research su un campione rappresentativo di 1.536 imprese regionali del commercio, del turismo e dei servizi.

L’indagine fotografa una situazione caratterizzata da una fiducia in lieve calo rispetto alla fine del 2025, ma ancora nettamente superiore alla media italiana. A sostenere il sistema economico regionale è soprattutto il turismo, che continua a rappresentare uno dei principali motori della crescita e delle aspettative positive per i mesi estivi.

Fiducia in diminuzione, ma il FVG resta più ottimista del Paese

Secondo il rapporto, il clima di fiducia delle imprese del terziario nei confronti dell’economia italiana ha registrato una flessione nel primo trimestre dell’anno. Tuttavia, il dato regionale rimane stabilmente sopra quello nazionale e le previsioni per il secondo trimestre indicano un leggero recupero.

Anche la fiducia nell’andamento della propria azienda si mantiene su livelli superiori rispetto alla media italiana, con aspettative che migliorano in vista della stagione estiva.

«Le imprese del terziario stanno affrontando un contesto molto complesso con grande senso di responsabilità e capacità di adattamento. Le tensioni internazionali, l’incertezza dei mercati e la pressione sui costi rappresentano elementi di forte preoccupazione, ma il nostro sistema economico continua a dimostrare resilienza e solidità», dichiarano congiuntamente il presidente regionale di Confcommercio Fvg Gianluca Madriz e i presidenti provinciali Fabio Pillon, Antonio Paoletti e Giovanni Da Pozzo.

Il turismo continua a trainare l’economia regionale

Tra gli elementi che alimentano l’ottimismo degli operatori economici c’è soprattutto il comparto turistico, che continua a registrare performance positive e a sostenere indirettamente anche il commercio e i servizi.

Le prospettive per l’estate vengono giudicate incoraggianti dalle imprese, che vedono nel turismo uno dei principali fattori in grado di compensare almeno in parte le criticità legate al contesto internazionale.

«I segnali che arrivano in vista dell’estate sono incoraggianti. Il turismo continua a fare da traino e questo contribuisce a mantenere positiva la fiducia delle imprese del commercio e dei servizi. Fondamentale, in questi anni, è stato anche il sostegno della Regione, che ha accompagnato il sistema produttivo con attenzione e strumenti concreti», evidenziano i vertici di Confcommercio Fvg.

Ricavi ancora positivi, ma aumenta la pressione dei costi

L’indagine evidenzia una lieve flessione dell’indicatore relativo ai ricavi rispetto ai trimestri precedenti, pur mantenendosi ancora sopra la media nazionale, come avvenuto per tutto il 2025.

Le prospettive per il trimestre successivo indicano comunque una moderata crescita, segnale che le imprese non prevedono un peggioramento significativo della domanda nel breve periodo.

Più problematico appare invece il fronte dei costi. In particolare, peggiora l’indicatore relativo ai prezzi praticati dai fornitori, che evidenzia un aumento delle pressioni sui margini aziendali. Si tratta di una delle principali preoccupazioni per gli operatori del settore, costretti a fare i conti con rincari che rischiano di ridurre la redditività delle attività.

Sul piano occupazionale, il dato regionale si allinea a quello nazionale, con un lieve rallentamento delle aspettative rispetto ai mesi precedenti.

Credito più difficile da ottenere

Uno degli aspetti che emergono con maggiore evidenza dall’Osservatorio riguarda il rapporto tra imprese e sistema creditizio.

Nel primo trimestre del 2026 diminuisce sia il numero di aziende che hanno richiesto finanziamenti sia la percentuale di richieste accolte dagli istituti bancari.

Quasi la metà delle imprese del commercio, turismo e servizi del Friuli-Venezia Giulia, pari al 49,7%, ha richiesto credito principalmente per esigenze di liquidità e gestione della cassa. Scende invece al 36% la quota delle imprese che hanno fatto ricorso ai finanziamenti per sostenere investimenti e progetti di sviluppo.

«Si avvertono i primi segnali di irrigidimento del credito. I tassi restano elevati e cresce la prudenza delle imprese. È importante mantenere aperto il dialogo con il sistema bancario per evitare che questa fase rallenti gli investimenti», sottolineano ancora Madriz, Pillon, Paoletti e Da Pozzo.

Crisi internazionale: oltre l’80% delle imprese teme conseguenze negative

L’analisi dedica ampio spazio anche agli effetti delle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare al protrarsi della crisi in Medio Oriente.

L’81,6% delle imprese del terziario regionale ritiene che la situazione internazionale possa avere conseguenze negative sull’economia nel corso del 2026 e all’inizio del 2027. Per quasi un’impresa su quattro gli effetti saranno addirittura fortemente negativi.

Le principali preoccupazioni riguardano il possibile calo dei consumi, indicato dal 52,6% degli intervistati, la riduzione della marginalità aziendale e il permanere di un clima di forte incertezza che rende più difficili le decisioni strategiche.

Le ripercussioni si riflettono soprattutto sugli investimenti: il 46% delle imprese dichiara che potrebbe rinunciare ai progetti programmati, mentre un ulteriore 21% prevede di ridurne l’entità.

Occupazione stabile e imprese resilienti

Nonostante il quadro complesso, il fronte occupazionale appare relativamente stabile. L‘84,2% delle aziende del terziario regionale prevede infatti di mantenere invariato il proprio organico nei prossimi mesi.

Un dato che conferma la volontà delle imprese di preservare i livelli occupazionali nonostante le difficoltà del contesto economico.

«Il quadro resta delicato, ma il terziario del Fvg ha dimostrato in questi anni una capacità di reazione superiore ad altri territori. Le nostre imprese continuano a investire, innovare e mantenere occupazione, sfruttando le opportunità messe in campo dalla Regione. È un patrimonio che va sostenuto con politiche capaci di rafforzare fiducia, consumi e competitività», concludono i presidenti di Confcommercio Fvg.

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