Pordenone
Nuovo ospedale di Pordenone, trasferita la Terapia intensiva: più posti letto, tecnologia e servizi per le famiglie
Nuovo ospedale di Pordenone, trasferita la Terapia intensiva: 15 posti letto, tecnologie innovative e spazi dedicati ai familiari.
Il trasferimento della Terapia intensiva nel nuovo ospedale di Pordenone è stato completato con successo, segnando una delle fasi più delicate e strategiche del percorso di attivazione della nuova struttura sanitaria. L’operazione, preparata attraverso settimane di pianificazione e coordinamento, ha consentito di trasferire il reparto garantendo la continuità assistenziale e la massima sicurezza per i pazienti più critici.
Più spazio e cinque posti letto aggiuntivi
La nuova Terapia intensiva dispone di ambienti significativamente più ampi rispetto alla precedente sede. Il reparto può contare ora su 15 posti letto, cinque in più rispetto al passato, oltre a una stanza dedicata alle urgenze e a una sala procedure polivalente.
Una delle principali novità riguarda l’organizzazione degli spazi: tutti i box sono singoli e isolabili, una soluzione progettata per migliorare la privacy dei pazienti, garantire maggiore dignità durante il ricovero e ridurre il rischio di diffusione delle infezioni.
Tecnologia all’avanguardia per le cure intensive
Il trasferimento ha rappresentato anche l’occasione per un importante salto tecnologico. Le postazioni della nuova Terapia intensiva sono state dotate di monitor multiparametrici di ultima generazione, ventilatori avanzati, pompe infusionali e letti ad alta tecnologia.
Particolarmente rilevante è l’integrazione tra le apparecchiature e la cartella clinica informatizzata, che dialoga direttamente con i dispositivi di monitoraggio e terapia. Un sistema che permette una gestione più efficiente dei dati clinici e un controllo costante delle condizioni dei pazienti.
Un reparto più vicino ai pazienti e alle famiglie
Accanto agli aspetti tecnologici, il nuovo reparto punta anche sull’umanizzazione delle cure. All’ingresso sono stati realizzati una sala d’attesa, un front office e ambienti dedicati ai colloqui con i familiari.
Tra gli strumenti pensati per favorire il percorso di cura figura anche il diario del paziente, uno spazio in cui raccogliere pensieri, ricordi e testimonianze durante il ricovero. A completare il modello assistenziale contribuisce inoltre la presenza dei volontari, con l’obiettivo di offrire un supporto ulteriore ai pazienti e ai loro cari.
Attenzione alle malattie infettive e ai casi complessi
Particolare cura è stata dedicata alla gestione delle situazioni cliniche più delicate. Il reparto dispone infatti di un box singolo isolato, utilizzabile anche a pressione negativa, destinato ai pazienti con patologie infettive gravi o condizioni di elevata complessità, come gli immunodepressi.
Questa dotazione consente di affrontare in modo più efficace eventuali emergenze sanitarie e di garantire livelli elevati di sicurezza sia per i pazienti sia per il personale sanitario.
Un nodo strategico nella rete ospedaliera
La nuova collocazione della Terapia intensiva, nel corpo E del nuovo ospedale, favorisce il collegamento diretto con il pronto soccorso, la medicina d’urgenza, l’unità coronarica, la stroke unit e la pediatria.
Una posizione strategica che rafforza il ruolo del reparto come elemento centrale dell’intera rete ospedaliera, facilitando la gestione dei percorsi clinici e delle emergenze.
«Il trasferimento di una Terapia intensiva non è mai un semplice cambio di sede», ha spiegato il direttore Tommaso Pellis, evidenziando il lavoro svolto da medici, infermieri, tecnici, informatici e personale amministrativo. L’obiettivo, ha sottolineato, è quello di offrire cure sempre più sicure, ambienti adeguati alle esigenze assistenziali e una costante attenzione alla dignità dei pazienti e dei loro familiari.
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