Economia & LavoroTrieste
Trieste da record: 1,7 milioni di turisti nel 2024, ma la Cgil denuncia salari bassi e precarietà
Turismo a Trieste in forte crescita: oltre 1,7 milioni di presenze nel 2024, ma la Cgil denuncia precarietà e lavoro sommerso.
Trieste continua a consolidarsi come una delle principali destinazioni turistiche del Friuli-Venezia Giulia. Nel 2024 la città ha registrato oltre 1 milione e 700 mila presenze, pari a circa il 17% dell’intero movimento turistico regionale, confermando una crescita costante che non si è fermata nemmeno dopo la parentesi della pandemia.
I numeri sono stati illustrati nel corso della tavola rotonda “Quale turismo per Trieste?”, organizzata dalla Cgil. A presentare i dati è stato il ricercatore dell’Ires Alessandro Russo, che ha analizzato l’andamento del settore negli ultimi vent’anni.
L’evoluzione appare evidente: nel 2008 le presenze triestine rappresentavano appena il 9% del totale regionale, mentre oggi il peso della città sul turismo del Friuli Venezia Giulia è quasi raddoppiato.
Sempre più visitatori, ma soggiorni brevi
Nonostante l’aumento continuo degli arrivi, emerge una criticità significativa. Trieste non riesce ancora a trattenere i turisti per lunghi periodi. La permanenza media si ferma infatti a circa due giorni e mezzo, il dato più basso dell’intera regione.
Il confronto con Gorizia è emblematico: nella provincia isontina i visitatori restano mediamente quasi quattro giorni, pur registrando numeri complessivamente inferiori.
Secondo Russo, il fenomeno conferma come Trieste sia diventata una destinazione sempre più attrattiva, ma ancora fortemente caratterizzata da un turismo breve e concentrato.
Austriaci, tedeschi e americani guidano la crescita
A trainare il boom turistico sono soprattutto gli stranieri. Nel 2024 le presenze internazionali hanno raggiunto quota 441 mila.
Tra i mercati più importanti spiccano Austria, Germania e Stati Uniti, mentre continuano a crescere anche visitatori provenienti da Ungheria, Regno Unito e Francia.
Particolarmente interessante il dato relativo alla Polonia. Tra il 2008 e il 2024 le presenze polacche sono aumentate di oltre il 600%, raggiungendo più di 37 mila pernottamenti.
I turisti di lingua tedesca restano comunque il gruppo più consistente: oltre 330 mila visitatori tra tedeschi e austriaci hanno soggiornato a Trieste nell’ultimo anno analizzato.
«Trieste cresce molto di più rispetto al resto della regione», ha sottolineato Russo durante il suo intervento.
Esplode il fenomeno delle case vacanza
La crescita del turismo ha avuto effetti significativi anche sul comparto dell’ospitalità.
Tra il 2008 e il 2024 le case vacanza hanno registrato un incremento superiore al 400%. Solo nel 2024 questo tipo di strutture ha totalizzato 533 mila presenze, diventando una componente sempre più rilevante dell’offerta ricettiva cittadina.
Un fenomeno che contribuisce alla capacità di accoglienza del territorio ma che, secondo il sindacato, pone anche nuove sfide dal punto di vista sociale ed economico.
La Cgil: «Troppo lavoro sommerso e precario»
Accanto ai numeri positivi del turismo, la Cgil ha evidenziato le criticità che riguardano il mondo del lavoro.
La segretaria generale della Filcams Cgil Trieste, Chiara Coletti, ha parlato apertamente di una situazione preoccupante.
«Ci vantiamo del sold out, ma c’è troppo lavoro sommerso, un’emergenza non più tollerabile», ha dichiarato. Secondo il sindacato, il settore è caratterizzato da una forte precarietà, salari inferiori rispetto a quelli del commercio e una frammentazione contrattuale che penalizza migliaia di lavoratori.
Coletti ha definito il sistema una vera e propria “jungla contrattuale”, alimentata da un turismo mordi e fuggi che genera picchi di lavoro intensi senza produrre benefici proporzionati per chi opera nel comparto.
La richiesta di una cabina di regia permanente
Per affrontare le criticità emerse, la Cgil propone la creazione di una cabina di regia permanente che coinvolga Comune, Regione, associazioni datoriali e parti sociali.
L’obiettivo è trasformare la crescita quantitativa del turismo in uno sviluppo più equilibrato e sostenibile.
Sulla stessa linea anche Monja Caiolo, rappresentante nazionale Filcams, secondo cui il turismo rappresenta una risorsa fondamentale per l’economia ma necessita di un cambiamento culturale.
«Il lavoro nel turismo merita dignità e riconoscimento: servono turni sostenibili, una reale conciliazione tra vita e lavoro e retribuzioni adeguate al costo della vita», ha affermato.
Per il sindacato la sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: fare in modo che il successo turistico di Trieste si traduca non solo in maggiori presenze e ricchezza economica, ma anche in condizioni di lavoro più eque e stabili.
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