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Carcere di Udine, detenuto aggredisce tre agenti: ispettore ferito al volto con un oggetto tagliente

Carcere di Udine, detenuto aggredisce tre agenti: il Sappe chiede maggiori tutele e sicurezza per il personale.

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Polizia penitenziaria - Carcere di Udine
Polizia penitenziaria ( © Depositphotos)

Ancora un episodio di violenza all’interno della casa circondariale di Udine, dove un detenuto avrebbe aggredito in due diverse occasioni il personale della Polizia penitenziaria, provocando il ferimento di tre agenti. A denunciare l’accaduto è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che parla di una situazione sempre più difficile e rilancia l’allarme sulle condizioni di sicurezza negli istituti penitenziari.

Due aggressioni in meno di una settimana

Secondo quanto riferito dal sindacato, protagonista degli episodi sarebbe un detenuto tunisino di 40 anni, trasferito dal carcere di Padova per motivi di sicurezza e detenuto in esecuzione di una condanna definitiva per l’omicidio della moglie.

Il primo episodio sarebbe avvenuto lo scorso lunedì. L’uomo avrebbe devastato completamente la propria cella, danneggiando arredi e strutture interne. Durante l’intervento degli agenti per riportare l’ordine, la situazione sarebbe degenerata ulteriormente: un poliziotto sarebbe stato morso a una gamba, mentre un secondo agente avrebbe ricevuto uno sputo al volto.

Entrambi sono stati accompagnati al pronto soccorso e hanno riportato lesioni giudicate guaribili in alcuni giorni. I due risultano ancora in convalescenza.

Colpito un ispettore con un oggetto tagliente

La tensione non si sarebbe però fermata al primo episodio. Nella mattinata di domenica 14 giugno, secondo la ricostruzione fornita dal Sappe, lo stesso detenuto avrebbe nuovamente aggredito il personale.

Mentre rientrava dall’ora d’aria, avrebbe colpito al volto un ispettore utilizzando un oggetto tagliente, presumibilmente una lametta da barba o un frammento metallico. L’agente ha riportato una ferita alla guancia ed è stato trasportato in ospedale, dove i sanitari hanno provveduto alla medicazione applicando diversi punti di sutura.

Il bilancio complessivo dei due episodi è dunque di tre appartenenti alla Polizia penitenziaria feriti, oltre ai danni materiali causati dalla devastazione della cella.

La denuncia del Sappe

Sulla vicenda sono intervenuti Massimo Russo, delegato nazionale del Sappe, e Giovanni Altomare, segretario regionale del sindacato, che hanno espresso vicinanza ai colleghi coinvolti.

Non è più tollerabile che gli agenti continuino a essere bersaglio di aggressioni e violenze mentre svolgono il proprio servizio”, affermano i rappresentanti sindacali, chiedendo interventi concreti per garantire una maggiore tutela del personale impegnato nelle carceri.

Secondo il sindacato, episodi di questo tipo stanno diventando sempre più frequenti e rappresentano un segnale preoccupante per l’intero sistema penitenziario.

L’appello per maggiori misure di sicurezza

Alla denuncia si unisce anche il segretario generale del Sappe, Donato Capece, che definisce il sistema carcerario italiano “al limite della sostenibilità”.

Capece rinnova quindi l’appello al Governo e all’Amministrazione penitenziaria affinché vengano adottate misure straordinarie per rafforzare la sicurezza negli istituti di pena, tutelare gli operatori e prevenire ulteriori episodi di violenza.

L’ennesima aggressione registrata nel carcere di Udine riporta così al centro del dibattito il tema delle condizioni di lavoro degli agenti penitenziari e delle difficoltà che quotidianamente affrontano all’interno delle strutture detentive.

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