Pordenone
Aviano, protesta contro le bombe nucleari: cittadini e associazioni chiedono il disarmo
Sit-in a Pordenone contro le armi nucleari di Aviano: associazioni e cittadini chiedono l’applicazione del Trattato Onu.
Una cinquantina di persone si è riunita nella mattinata di lunedì 15 giugno davanti al Tribunale di Pordenone per manifestare contro la presenza di armi nucleari nella base Usa di Aviano. Alla mobilitazione hanno partecipato comitati, associazioni, rappresentanti della Cgil e dell’Anpi, con l’obiettivo di chiedere la rimozione degli ordigni presenti sul territorio e l’applicazione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari (TPNW), entrato in vigore nel 2021.
Flash mob per simulare gli effetti della guerra
Durante il presidio sono comparsi striscioni e bandiere della pace. I partecipanti hanno inoltre organizzato un flash mob per rappresentare simbolicamente le conseguenze di un conflitto armato su larga scala. Dopo la riproduzione di rumori di spari ed esplosioni, i manifestanti si sono stesi a terra per simulare gli effetti devastanti di un bombardamento.
L’iniziativa si è svolta in concomitanza con l’udienza relativa al ricorso presentato da alcuni cittadini contro la presenza di armi nucleari nella base di Aviano.
Le richieste delle associazioni
Tra le organizzazioni presenti anche Wilpf Italia, associazione di donne ecopacifiste e femministe impegnata da anni in campagne per il disarmo e la pace.
La presidente Patrizia Sterpetti ha ricordato come, nonostante interlocuzioni avute negli anni con diversi parlamentari, non siano state avviate iniziative concrete per la ratifica del trattato internazionale da parte dell’Italia.
Attualmente sono 50 gli Stati che hanno aderito al TPNW, mentre la maggior parte dei Paesi europei e gli Stati membri della NATO che ospitano testate nucleari statunitensi, tra cui l’Italia, non hanno sottoscritto l’accordo.
Sterpetti ha inoltre evidenziato il lavoro svolto insieme a una rete di 22 associazioni del territorio, che ha commissionato alla IALANA (Associazione Internazionale degli Avvocati Contro le Armi Nucleari) uno studio giuridico sulla presenza di armi nucleari in Italia.
Attesa per la decisione del giudice
Sul fronte giudiziario, il gip Francesca Vortali non si è ancora pronunciato sull’istanza presentata dai cittadini. Per conoscere la decisione sarà necessario attendere almeno il 15 luglio, quando il giudice valuterà se accogliere o meno la richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero Federica Urban.
L’avvocato Pierumberto Starace, legale dei ricorrenti, ha spiegato di aver illustrato in aula le proprie argomentazioni, richiamando anche il tema dell’inquinamento delle falde acquifere e dei possibili incidenti verificatisi in passato. Ha inoltre citato le analisi di Hans Kristensen, direttore del Nuclear Information Project, secondo cui ad Aviano sarebbero state trasferite le nuove bombe tattiche B61-12.
I timori sulla sicurezza
Secondo Starace, la presenza di armamenti nucleari rappresenterebbe anche un potenziale rischio strategico. Il legale ha infatti ricordato che una base che ospita testate atomiche potrebbe diventare un obiettivo militare in caso di conflitto internazionale.
La mobilitazione punta quindi a mantenere alta l’attenzione sul tema del disarmo nucleare, chiedendo maggiore trasparenza e il rispetto delle norme internazionali richiamate dalle associazioni promotrici.
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