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Mostravano vacanze e vestiti firmati sui social: dietro il lusso un traffico di droga da milioni

Operazione antidroga in Friuli-Venezia Giulia: 24 misure cautelari, sequestrati 35 chili di droga, armi, katane e scanner

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Droga sequestrata
Droga sequestrata ( © Depositphotos)

Ostentavano sui social vacanze extralusso, abiti firmati e serate in locali esclusivi, nonostante molti di loro non avessero redditi dichiarati. Dietro quell’immagine, secondo le accuse, si nascondeva una strutturata organizzazione criminale dedita al traffico di droga nelle province di Udine, Trieste e Gorizia. L’operazione “Change the music” della Guardia di finanza ha portato all’esecuzione di 24 misure cautelari e al sequestro di circa 35 chili di sostanze stupefacenti, armi e strumenti anti-intercettazione.

L’operazione “Change the music”

Le misure sono state eseguite nella mattinata del 28 luglio da 180 militari, coordinati dalla Guardia di finanza di Udine, sulla base dei provvedimenti emessi dal Gip di Trieste.

Tra i destinatari figurano un residente a Trieste, quattro a Monfalcone e due a Gradisca d’Isonzo. Tutti i 24 indagati sono cittadini italiani. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del processo.

Nove persone sono state condotte nelle carceri di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e Treviso. Per altri 14 sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, mentre un indagato è stato sottoposto all’obbligo di dimora.

Un’organizzazione con una struttura piramidale

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio aveva una struttura piramidale. Al vertice ci sarebbe stato un cittadino sloveno, definito dalla Guardia di finanza un soggetto di “forte levatura criminale”, attualmente detenuto all’estero e già noto per reati legati alla droga e per omicidio.

Il presunto capo avrebbe impartito le direttive a tre giovani italiani poco più che ventenni, responsabili di altrettanti gruppi attivi in differenti zone del Friuli-Venezia Giulia.

La distribuzione della droga era affidata ai cosiddetti “cavalli”, giovani affiliati incaricati di consegnare gli stupefacenti, raccogliere il denaro e mantenere i contatti con i livelli superiori dell’organizzazione.

Oltre 800 chili di droga movimentati

Le intercettazioni telefoniche e gli altri elementi raccolti avrebbero permesso di ricostruire un traffico complessivo superiore agli 800 chili di sostanze stupefacenti, capace di generare un giro d’affari stimato in decine di milioni di euro.

Gli indagati utilizzavano telefoni ritenuti criptati e comunicavano attraverso conversazioni esplicite oppure mediante parole in codice.

La droga veniva custodita, pesata, confezionata e miscelata con sostanze da taglio. Tra i prodotti smerciati figuravano hashish, marijuana, cocaina, estratti oleosi di cannabis e droghe sintetiche. Presente anche la cosiddetta “cocaina rosa”, un pericoloso miscuglio di sostanze sintetiche associato alle feste e caratterizzato da effetti imprevedibili.

Armi, katane e scanner anti-intercettazione

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 11 chili di hashish, quasi 17 chili di marijuana e oltre sei chili tra cocaina bianca, rosa e nera. Recuperati anche un chilo e mezzo di droghe sintetiche e sostanze da taglio, bilancini, materiale per il confezionamento, telefoni, schede telefoniche e quattro scanner anti-intercettazione.

L’arsenale comprendeva due revolver con cartucce e silenziatori, quattro pistole a salve, numerosi coltelli, due katane, un machete, taser e una balestra da tiro.

Il lusso ostentato sui social

Gli investigatori hanno evidenziato uno stile di vita ritenuto sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Molti degli indagati, pur non avendo entrate ufficiali, pubblicavano sui social immagini di vestiti firmati, locali esclusivi e vacanze costose.

Alcuni si sarebbero ispirati a personaggi di serie televisive e cantanti trap che esaltano violenza, armi e droga. In alcuni casi avrebbero anche realizzato video musicali con riferimenti espliciti all’uso di stupefacenti.

L’indagine era iniziata nel febbraio 2025, dopo che un’automobile aveva speronato una pattuglia della Guardia di finanza. Il successivo controllo del veicolo e il ritrovamento della droga avevano dato origine agli approfondimenti culminati nell’operazione.

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