Cronaca & Attualità
Mattia Ranghetti morto dopo l’infortunio alle Ferriere Nord, i sindacati: «Tragedia inaccettabile»
Morte di Mattia Ranghetti a Osoppo, i sindacati chiedono più prevenzione, controlli e chiarezza sulle cause dell’infortunio
OSOPPO – Profondo cordoglio per la morte di Mattia Ranghetti e una richiesta precisa: ricostruire ogni dettaglio dell’incidente e rafforzare concretamente la sicurezza nei luoghi di lavoro. Le segreterie territoriali di Fim Cisl Alto Friuli, Fiom Cgil e Uilm-Uil Udine intervengono dopo il decesso del manutentore di 29 anni, rimasto gravemente ferito nello stabilimento Ferriere Nord di Osoppo.
Il cordoglio dei sindacati
Le organizzazioni sindacali hanno espresso la propria vicinanza alla famiglia e alle persone che conoscevano il giovane lavoratore.
«In questo momento di immenso dolore ci stringiamo con sincera partecipazione alla famiglia, ai parenti, agli amici e a tutti i colleghi di lavoro», dichiarano congiuntamente Fabiano Venuti, David Bassi e Giorgio Spelat, rappresentanti delle tre sigle sindacali.
Ranghetti era rimasto folgorato durante un intervento di manutenzione all’interno dello stabilimento. Le gravissime conseguenze dell’infortunio ne hanno poi provocato la morte.
«Inaccettabile morire sul lavoro nel 2026»
Fim, Fiom e Uilm definiscono inaccettabile che ancora nel 2026 si possa perdere la vita mentre si svolge la propria attività professionale.
«La sicurezza deve essere sempre una priorità assoluta, senza compromessi. Ogni morte sul lavoro rappresenta una sconfitta per tutto il Paese», sottolineano i sindacati.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, il cordoglio deve essere accompagnato da azioni concrete, capaci di rafforzare la prevenzione, la formazione, i controlli e il coinvolgimento diretto dei dipendenti nella gestione della sicurezza.
«Il lavoro deve garantire dignità e futuro, non trasformarsi in una condanna», ribadiscono le sigle territoriali, chiedendo che siano adottate tutte le misure necessarie per impedire il ripetersi di tragedie simili.
La richiesta di fare piena chiarezza
Fim, Fiom e Uilm chiedono che la dinamica dell’infortunio venga ricostruita con precisione e che siano accertate tutte le eventuali responsabilità.
Per i sindacati, infatti, le morti sul lavoro non possono essere considerate semplici fatalità. In molti casi possono emergere criticità nella valutazione dei rischi, nelle misure di prevenzione e protezione, nell’organizzazione delle attività o nella conoscenza delle situazioni di pericolo.
Da qui l’appello rivolto alle istituzioni e alle imprese affinché la sicurezza diventi un impegno quotidiano e concreto in ogni luogo di lavoro.
«Fare chiarezza significa rendere giustizia alla vittima e alla sua famiglia, ma anche impedire che una tragedia simile possa ripetersi», concludono le organizzazioni sindacali.
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