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Sanità Fvg promossa dal Sant’Anna di Pisa, miglioramento per tempi di attesa e rete oncologica

La Scuola Superiore Sant’Anna promuove la sanità del Friuli-Venezia Giulia: migliora il 63,5% degli indicatori, con progressi su tempi di attesa, rete oncologica, vaccini e cure palliative

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Sanità pubblica
Sanità pubblica (© Depositphotos)

Il sistema sanitario del Friuli-Venezia Giulia migliora per il terzo anno consecutivo e lo fa con una progressione più marcata rispetto al passato. A certificarlo è la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, attraverso il sistema di valutazione multidimensionale “Bersaglio”, elaborato dal Laboratorio Management e Sanità, uno degli strumenti più autorevoli a livello nazionale per misurare punti di forza e criticità dei servizi sanitari regionali.

Il quadro emerso dalla valutazione mette in evidenza un dato centrale: il 63,5% degli indicatori monitorati registra un’evoluzione positiva rispetto all’anno precedente, mentre un ulteriore 12,6% resta stabile. Numeri che, secondo l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, confermano gli effetti delle scelte avviate negli ultimi anni sul fronte dell’organizzazione sanitaria, della programmazione e del rafforzamento delle reti cliniche.

Il “Bersaglio” della Scuola Sant’Anna promuove il sistema sanitario regionale

La valutazione è stata illustrata nel corso di un incontro con la dottoressa Milena Vainieri della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, alla presenza dell’assessore Riccardi. Il report analizza in modo articolato le performance del sistema sanitario regionale, mettendo a confronto indicatori relativi a tempi di attesa, qualità clinica, prevenzione, emergenza-urgenza, cure palliative, degenze ospedaliere e reti specialistiche.

Per il terzo anno consecutivo il Friuli-Venezia Giulia migliora le proprie performance sanitarie e quest’anno lo fa più di quanto registrato negli anni precedenti”, ha affermato Riccardi, sottolineando come il giudizio arrivi da un organismo terzo e autorevolee rappresenti quindi una conferma indipendente del percorso intrapreso.

L'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi

L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi

Tempi di attesa, migliorano visite e prestazioni ambulatoriali

Uno degli ambiti più rilevanti riguarda i tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali, tema particolarmente sensibile per cittadini e famiglie. Secondo i dati del report, la quota di prestazioni erogate entro i tempi previsti per le priorità B è passata dal 56,7% del 2024 al 65,7% del 2025.

Ancora più netto il miglioramento per le priorità D, dove l’indicatore sale dal 63,2% del 2023 al 73,2% del 2025. Si tratta di un incremento significativo, che evidenzia una maggiore capacità del sistema di rispondere alla domanda sanitaria entro le tempistiche previste.

Per la Regione, questi risultati non sono casuali ma legati a un percorso di programmazione che ha richiesto interventi strutturali, riorganizzazione e investimenti. Riccardi ha rimarcato chele cose non capitano a caso e che i miglioramenti derivano da scelte che hanno richiesto tempo, capacità amministrativa e anche la gestione di resistenze.

Rete oncologica regionale, ridotti i tempi per numerosi interventi

Tra i dati di maggiore rilievo figura il miglioramento della rete oncologica regionale, in una fase particolarmente delicata segnata dall’avvio della riforma prevista dal Piano oncologico regionale, approvato a inizio anno, e dal rinnovo del coordinamento della rete.

Il report evidenzia una riduzione dei tempi di attesa per numerosi interventi legati alle patologie neoplastiche. Migliorano, in particolare, gli indicatori relativi agli interventi per tumori del colon, del retto, del polmone, della mammella, della prostata, dell’utero, della tiroide e del melanoma.

Il dato assume un valore ancora più significativo perché arriva in una fase di trasformazione organizzativa. Nonostante il riassetto della rete, gli indicatori mostrano un avanzamento, segnalando una capacità del sistema di mantenere e migliorare la risposta clinica anche durante un periodo di riforma.

Progressi anche per procedure cardiologiche e interventistiche

Il miglioramento non riguarda soltanto l’area oncologica. La valutazione Sant’Anna registra progressi anche per procedure complesse come bypass coronarici, angioplastiche coronariche, coronarografie e biopsie percutanee del fegato.

Sono ambiti nei quali la tempestività e l’efficienza del percorso clinico hanno un impatto diretto sulla qualità delle cure e sugli esiti per i pazienti. Il miglioramento di questi indicatori rafforza quindi la lettura complessiva di un sistema che, pur con criticità ancora presenti, mostra segnali di consolidamento.

Frattura del femore, cresce la quota di interventi entro 48 ore

Tra gli indicatori di qualità clinica e di processo spicca quello relativo ai pazienti operati entro 48 ore dal ricovero per frattura del collo del femore, un parametro considerato strategico soprattutto per la popolazione anziana.

In Friuli-Venezia Giulia la percentuale è passata dal 51,4% del 2024 al 60% del 2025. Un miglioramento rilevante, accompagnato da una distribuzione omogenea dei risultati tra le diverse aziende sanitarie regionali.

Questo dato è particolarmente importante perché misura non solo la capacità chirurgica, ma anche l’organizzazione complessiva del percorso ospedaliero, dalla presa in carico alla disponibilità delle sale operatorie, fino alla gestione post-intervento.

Indicatori positivi per cure palliative, hospice e prevenzione

La valutazione evidenzia risultati positivi anche nell’area delle cure palliative. Il rispetto dei tempi massimi di attesa tra segnalazione e ricovero in hospice per i malati oncologici raggiunge il 90,5%, dato che conferma l’attenzione verso una fase assistenziale delicata e ad alta complessità.

Sul fronte della prevenzione, il Friuli-Venezia Giulia conferma livelli elevati di copertura vaccinale. La copertura per il vaccino Mpr, contro morbillo, parotite e rosolia, raggiunge il 95,6%, mentre quella per l’esavalente si attesta al 95,83%. Risultati significativi riguardano anche la vaccinazione contro la varicella, al 92,88%, e contro lo pneumococco, al 90%.

Sono percentuali che collocano la prevenzione tra le aree più solide del sistema sanitario regionale, con ricadute importanti sulla tutela della salute pubblica.

Degenza media e pronto soccorso, segnali di miglioramento ma resta l’attenzione

Il report segnala inoltre un miglioramento dell’indice di performance della degenza media ospedaliera, che passa dallo 0,5 allo 0,1% per i ricoveri medici e dall’1 allo 0,7% per quelli chirurgici.

Migliora anche il dato relativo agli abbandoni dai pronto soccorso, che scendono dal 5,6% del 2024 al 5,2% del 2025. Il fenomeno, tuttavia, resta in un’area di attenzione, anche perché strettamente collegato alla pressione sui servizi di emergenza-urgenza e agli accessi impropri.

Proprio su questo punto Riccardi ha richiamato la necessità di continuare a lavorare su un cambiamento culturale nell’uso dei servizi sanitari, rafforzando la medicina territoriale e intercettando i bisogni dei cittadini prima che arrivino in ospedale.

Le criticità

Accanto ai miglioramenti, la Regione riconosce la presenza di criticità ancora aperte. L’assessore ha indicato in particolare la necessità di proseguire sull’appropriatezza diagnostica e prescrittiva. Un’elevata quantità di esami, pur non incidendo negativamente sulla qualità delle cure, può infatti avere effetti sui tempi di attesa.

Un altro nodo riguarda la degenza media ospedaliera, spesso legata alla necessità di potenziare la rete dopo l’intervento, in particolare riabilitazione, assistenza post-ospedaliera e servizi territoriali. Resta inoltre il tema degli accessi impropri ai pronto soccorso, che richiede educazione del paziente, presa in carico anticipata e una maggiore integrazione tra ospedale e territorio.

“Ci sono settori in cui è necessario soffermare ancora la nostra attenzione”, ha evidenziato Riccardi, indicando come priorità il rafforzamento della rete territoriale, della riabilitazione e dell’assistenza dopo il ricovero.

Riccardi: risultati frutto di scelte strutturali e del lavoro dei professionisti

Per l’assessore regionale alla Salute, i dati della Scuola Sant’Anna confermano che il sistema sanitario del Friuli-Venezia Giulia ha imboccato una direzione chiara. Questi risultati dimostrano che il sistema ha una strada e che le scelte programmatiche adottate stanno producendo effetti concreti, ha dichiarato Riccardi.

L’assessore ha infine sottolineato il ruolo dei professionisti della sanità regionale, ai quali ha rivolto un ringraziamento per il lavoro quotidiano. Il miglioramento degli indicatori, ha spiegato, nasce da decisioni strutturali ma anche dall’impegno di medici, infermieri, operatori sanitari e personale amministrativo che ogni giorno contribuiscono al funzionamento del sistema.

La fotografia tracciata dal “Bersaglio” Sant’Anna restituisce dunque un quadro in miglioramento, con dati positivi su tempi di attesa, rete oncologica, qualità clinica, vaccinazioni e cure palliative, ma anche con alcune aree sulle quali sarà necessario continuare a intervenire per rendere il sistema più rapido, appropriato e vicino ai bisogni dei cittadini.

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