Trieste
Aggredì una poliziotta in Questura: lascia il carcere e viene ricoverato sotto sorveglianza
Trieste, il presunto aggressore lascia il carcere: il gip dispone il ricovero sotto sorveglianza al Maggiore
Il cinquantenne, arrestato all’inizio di maggio dopo la presunta aggressione a una poliziotta all’interno della Questura di Trieste, lascerà il carcere per essere ricoverato sotto sorveglianza nel Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale Maggiore. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Marco Casavecchia, che ha disposto la sostituzione della misura cautelare in carcere con il ricovero in una struttura sanitaria. L’uomo è inoltre indagato per il presunto incendio appiccato alla Startech.
La decisione del gip
Il provvedimento è stato adottato dopo l’udienza che si è svolta mercoledì scorso. Il giudice ha ritenuto di sostituire la detenzione in carcere con il ricovero sotto sorveglianza in un luogo di cura, individuato nel servizio psichiatrico del Dipartimento di Salute Mentale dell’ospedale Maggiore.
Il presunto aggressore rimarrà nella struttura sanitaria per un periodo di osservazione e cura, almeno fino a quando il Dipartimento di Salute Mentale non individuerà un’altra struttura idonea ad accoglierlo. Il cinquantenne è assistito dall’avvocato Stefano Zuliani.
La perizia psichiatrica
Determinante per la decisione del giudice è stata la perizia dello psichiatra Marco Novello, nominato dal tribunale. Secondo il consulente, il cinquantenneIl presento aggressore sarebbe affetto da un disturbo paranoideo delirante associato a stati depressivi e ansiosi, condizione che gli avrebbe provocato un parziale vizio di mente al momento dei fatti contestati.
La consulenza conclude che l’uomo non sarebbe stato totalmente incapace di intendere e di volere, ma soltanto parzialmente. Lo stesso elaborato evidenzia inoltre che le sue condizioni psichiche non sarebbero compatibili con la permanenza in carcere, rendendo più appropriato il ricovero in un reparto specializzato.
Le accuse nei suoi confronti
L’uomo era stato arrestato all’inizio di maggio con l’accusa di aver aggredito una poliziotta all’interno della Questura di Trieste, tentando, secondo l’ipotesi investigativa, di sottrarle l’arma d’ordinanza.
Parallelamente è anche indagato per l’incendio che ha colpito la Startech. Dalla documentazione emerge inoltre che l’uomo era già seguito da tempo dal Centro di Salute Mentale di via Gambini, elemento che ha contribuito alla valutazione clinica delle sue condizioni.
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