Udine
Udine, la Differenziata Smart funziona: più riciclo, meno rifiuti indifferenziati e il progetto si amplia
Differenziata Smart a Udine: i risultati della sperimentazione spingono Comune e Net ad ampliare il sistema a circa il 20% delle utenze cittadine.
La sperimentazione della Differenziata Smart convince il Comune di Udine e Net. Dopo 18 mesi di test, la relazione tecnica evidenzia un aumento della raccolta differenziata, una diminuzione del secco residuo e un miglioramento della qualità dei materiali raccolti. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha deciso di estendere progressivamente il modello, che interesserà complessivamente circa il 20 per cento delle utenze cittadine.
L’assessora all’Ambiente e alla Transizione energetica Eleonora Meloni ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti, sottolineando come le campane smart abbiano migliorato la gestione quotidiana dei rifiuti e, soprattutto, la capacità di recuperare materiali riciclabili. Secondo le previsioni di Net, inoltre, l’efficienza del sistema dovrebbe tradursi anche in una progressiva riduzione dei costi di gestione.
Il confronto con i dati cittadini
Analizzando l’intero sistema di raccolta del Comune, comprensivo anche dei centri di raccolta, emerge una raccolta differenziata superiore al 70%, ma in lieve calo negli ultimi anni. Si è infatti passati dal 73,64% del 2022 al 70,56% del 2025, mentre il secco residuo è aumentato da 13.546 a 15.769 tonnellate, a fronte di una crescita complessiva dei rifiuti urbani da 51.378 a 53.560 tonnellate.
Nell’area interessata dalla sperimentazione, invece, il quadro risulta differente: aumenta la quantità di materiali recuperabili raccolti e diminuisce quella dei rifiuti destinati allo smaltimento.
Aumenta la raccolta differenziata
Il confronto tra i dati del sistema porta a porta del 2024 e quelli rilevati nell’area smart tra il 2025 e il 2026 mostra un miglioramento significativo della raccolta differenziata domestica.
La quota complessiva passa infatti dal 60,30% al 65,23%, con un incremento di 4,93 punti percentuali.
Tra le singole frazioni cresce in particolare la plastica, che sale dall’8,16% all’11,39%, mentre l’organico aumenta dal 21,09% al 26,30%. In lieve crescita anche il vetro, che passa dall’11,90% al 12,84%.
Per carta e cartone il dato appare inferiore rispetto alle statistiche cittadine, ma il confronto risente della presenza, nei dati complessivi, delle utenze non domestiche come negozi e attività commerciali, escluse invece dalla sperimentazione.
Il risultato più significativo riguarda però il secco residuo, che diminuisce dal 39,70% al 34,77%, segnale di una migliore separazione dei materiali riciclabili e di una minore quantità di rifiuti destinati allo smaltimento.
Materiali più puliti e riciclo più efficiente
La relazione evidenzia anche un miglioramento nella qualità della raccolta. Le frazioni conferite nelle aree smart risultano infatti più pulite e con meno impurità, aumentando così le possibilità di avvio al riciclo.
Per carta e cartone la qualità passa dall’80,8% al 90,1%, mentre la plastica registra il miglior risultato, crescendo dal 50,9% al 66,7%. L’organico rimane sostanzialmente stabile, con un lieve incremento dall’81,4% all’81,8%.
Diminuisce inoltre la presenza di materiali riciclabili nel secco residuo, che passa dal 51% al 44,4%, confermando una separazione più efficace già al momento del conferimento.
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