Udine
Tolmezzo, il carcere perde il reparto 41 bis dopo 27 anni: trasferiti tutti i detenuti
Il carcere di Tolmezzo dice addio al 41 bis dopo 27 anni: cosa cambia per la struttura e dove sono stati trasferiti i detenuti.
Dopo 27 anni, il carcere di Tolmezzo non ospiterà più detenuti sottoposti al regime speciale del 41 bis, il cosiddetto carcere duro. I reclusi presenti fino a sabato sono stati trasferiti alla casa di reclusione di Vigevano, in provincia di Pavia, dove il Ministero della Giustizia ha recentemente attivato un nuovo reparto dedicato. La struttura friulana conserverà comunque il proprio ruolo di istituto di massima sicurezza, continuando a ospitare detenuti appartenenti al circuito di Alta sicurezza, riservato ai condannati per reati di mafia, terrorismo ed eversione.
Si chiude un capitolo iniziato nel 1999
L’istituto penitenziario di Tolmezzo era stato individuato nel 1999 come una delle sedi destinate a ospitare detenuti sottoposti al regime del 41 bis. Per quasi tre decenni la struttura ha rappresentato uno dei punti di riferimento del sistema penitenziario italiano per la gestione dei criminali più pericolosi.
Con il trasferimento dei detenuti a Vigevano si conclude una fase importante della storia del carcere carnico, mentre il Ministero della Giustizia riorganizza la distribuzione dei reparti destinati al carcere duro sul territorio nazionale.
I boss della criminalità organizzata passati da Tolmezzo
Nel corso degli anni il carcere friulano ha accolto alcuni tra i più noti esponenti della criminalità organizzata italiana. Tra questi figurano Nitto Santapaola, Leoluca Bagarella, Pietro Aglieri, Giuseppe e Filippo Graviano, Giuseppe Lucchese, Giuseppe Morabito, Giuseppe De Stefano, Giuseppe Piromalli, Nicolino Grande Aracri e Luigi Giuliano.
La presenza di detenuti di questo calibro ha reso Tolmezzo uno degli istituti penitenziari più sorvegliati del Paese.
Il tentativo di evasione in elicottero
Tra gli episodi che hanno segnato la storia della struttura resta il tentativo di fuga del 2013, che destò grande clamore. Due detenuti del circuito di alta sicurezza avevano progettato un’evasione in elicottero, contando sulla collaborazione di un agente della polizia penitenziaria corrotto e di una rete di complici all’esterno.
Il piano, particolarmente elaborato, fu però scoperto prima di essere messo in pratica, evitando così quella che sarebbe stata una delle evasioni più clamorose della storia recente delle carceri italiane.
Che cos’è il regime del 41 bis
Il 41 bis, previsto dall’articolo 41-bis dell’ordinamento penitenziario, è un regime detentivo speciale pensato per impedire ai detenuti più pericolosi di mantenere contatti con le organizzazioni criminali all’esterno del carcere.
Le misure prevedono contatti estremamente limitati con gli altri detenuti, controlli rigorosi sulla corrispondenza, colloqui con i familiari fortemente regolamentati, limitazioni sugli oggetti ricevibili e un controllo costante delle comunicazioni per evitare il passaggio di ordini verso l’esterno.
Attualmente in Italia sono circa 740 i detenuti sottoposti a questo regime speciale.
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