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Trieste è la città italiana più colpita dalle truffe online: numeri record e allarme frodi

Trieste prima in Italia per denunce di truffe online: il report evidenzia numeri record e il legame con le frodi digitali

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Trieste ( © Depositphotos)

Trieste è la città italiana con il più alto numero di denunce per truffe online in rapporto alla popolazione. È quanto emerge dal rapporto diffuso da Truffe.net, secondo cui nel capoluogo giuliano si registrano 767 denunce ogni 100 mila abitanti, un dato che coincide con quello già riportato nella classifica 2025 de Il Sole 24 Ore sulla base delle statistiche ministeriali. Il report colloca inoltre la città al quarto posto in Italia per rischio criminale, confermando come il fenomeno rappresenti una delle principali criticità del territorio.

Trieste hotspot della criminalità digitale

L’analisi del portale è stata realizzata elaborando le statistiche nazionali sulle truffe online denunciate, con l’obiettivo di costruire due distinti indicatori di rischio: uno legato alla criminalità fisica e uno a quella digitale, tenendo conto anche della sicurezza percepita dai cittadini.

Se sotto il profilo della sicurezza tradizionale Trieste mantiene livelli considerati soddisfacenti, sul fronte delle frodi informatiche il quadro cambia radicalmente. Il report descrive infatti il capoluogo come un vero e proprio hotspot della criminalità digitale, dove i truffatori continuano a colpire con particolare frequenza.

Phishing, spoofing e il ritorno del finto carabiniere

La Polizia Postale raccoglie quotidianamente nuove denunce di cittadini rimasti vittime di raggiri informatici. Negli ultimi anni le somme sottratte attraverso queste truffe ammontano a svariati milioni di euro.

Tra le tecniche più diffuse figurano phishing, smishing e spoofing, strumenti utilizzati per sottrarre dati personali, credenziali bancarie e denaro. A queste si aggiungono le ormai ricorrenti truffe del finto carabiniere, che continuano a registrare episodi praticamente ogni settimana in diversi quartieri della città, seguendo un modus operandi ormai consolidato.

L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia

Il fenomeno ha assunto una rilevanza tale da entrare anche nelle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Nel marzo scorso, infatti, le truffe sono finite al centro di un’inchiesta che ha ricostruito il ruolo della criminalità organizzata nella gestione di questo business.

Secondo quanto accertato dai carabinieri partenopei, la gestione delle truffe sarebbe stata riconducibile al clan Mazzarella, che avrebbe utilizzato i proventi delle frodi come una vera e propria fonte continua di finanziamento per le attività criminali.

Le indagini hanno inoltre evidenziato come molti dei truffatori che hanno operato e continuano ad agire a Trieste provengano dalle province di Napoli e Caserta, confermando il legame tra le organizzazioni criminali campane e le truffe che colpiscono con sempre maggiore frequenza anche il Friuli Venezia Giulia.

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