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Legno-arredo, Regione FVG chiama le imprese a fare sistema per competere sui mercati globali

Il comparto legno-arredo del Friuli-Venezia Giulia affronta concorrenza globale e nuovi equilibri commerciali. Bini: “Serve fare sistema per difendere eccellenze, Pmi e manifattura regionale”

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Settore legno arredo
Settore legno arredo (© Redazione / AI)

Il legno-arredo del Friuli-Venezia Giulia si trova davanti a una fase decisiva. Tra politiche protezionistiche, concorrenza internazionale sempre più forte e nuovi equilibri commerciali, il comparto è chiamato a rafforzare la propria capacità di risposta sui mercati globali. Il messaggio lanciato dall’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini è chiaro: per competere non basta più l’eccellenza della singola azienda, serve fare sistema.

Il tema è stato al centro del convegno “Nuovi strumenti di politica industriale per la competitività del comparto legno-arredo”, ospitato nella sede di Confindustria Udine, dove Bini ha portato il saluto della Regione richiamando l’attenzione sulle sfide che stanno interessando uno dei settori simbolo della manifattura regionale.

La sfida internazionale e il peso delle Pmi

Secondo l’assessore, il contesto economico attuale è segnato dalle politiche protezionistiche di alcuni mercati strategici e da una concorrenza sempre più aggressiva. In particolare, la crescita della Cina ha modificato gli equilibri commerciali europei, conquistando quote rilevanti anche in Paesi centrali per l’economia continentale come la Germania.

Per un territorio produttivo composto in larghissima parte da piccole e medie imprese, la questione diventa strutturale. In Friuli-Venezia Giulia, ha ricordato Bini, il tessuto industriale è formato al 95% da Pmi: aziende spesso altamente specializzate, flessibili e capaci di qualità, ma che da sole possono faticare a reggere il confronto con gruppi multinazionali dotati di dimensioni, investimenti e filiere coordinate su scala globale.

Da qui la necessità di costruire massa critica, rafforzare le reti tra imprese e sviluppare strumenti condivisi per affrontare la competizione internazionale.

L'assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini

L’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini

Manzano, mobile e manifattura: eccellenze da difendere

Il Friuli-Venezia Giulia ha costruito una parte importante della propria reputazione industriale su comparti come il distretto della sedia del Manzanese e il settore del mobile. Si tratta di filiere che uniscono tradizione produttiva, competenze tecniche, design, capacità artigianale e innovazione industriale.

Oggi però queste eccellenze devono muoversi in uno scenario profondamente cambiato. Bini ha richiamato non solo il legno-arredo, ma anche l’automotive e la filiera del bianco, settori strategici chiamati a confrontarsi con competitor globali che spesso operano secondo regole diverse rispetto a quelle europee.

Per questo, secondo la Regione, occorre intervenire su due livelli: da un lato “riscrivere le regole del gioco” in ambito europeo, superando le mancate scelte degli ultimi anni in materia di politica industriale; dall’altro mettere a disposizione delle imprese regionali strumenti concreti per restare competitive.

Agenda FVG Manifattura 2030 e reti d’impresa

Tra gli strumenti ricordati dall’assessore rientra l’Agenda FVG Manifattura 2030, pensata per accompagnare il sistema produttivo regionale verso nuove traiettorie di crescita, innovazione e competitività. A questa si affiancano i bandi per le reti d’impresa e le misure dedicate all’internazionalizzazione, elementi considerati fondamentali per aiutare le aziende ad aggregarsi, aprirsi ai mercati e affrontare in modo più solido la pressione estera.

La logica è quella di sostenere non solo la singola impresa, ma l’intero ecosistema produttivo, favorendo collaborazione, investimenti comuni, presenza coordinata sui mercati e capacità di innovare processi e prodotti.

Possibili misure straordinarie per sostenere le aziende

Bini ha inoltre sottolineato che, se necessario, la Regione è pronta ad attivare anche misure straordinarie a sostegno delle imprese. Il riferimento va agli interventi per contenere i costi energetici e quelli legati ai carburanti, oltre agli incentivi per le fonti rinnovabili.

Energia, materie prime, trasporti e accesso ai mercati internazionali restano infatti variabili decisive per la tenuta della manifattura. In un comparto come il legno-arredo, dove qualità, tempi di produzione, logistica e capacità di investimento incidono direttamente sulla competitività, la riduzione dei costi e il sostegno alla transizione energetica possono diventare leve importanti.

L’obiettivo: mantenere la manifattura in Friuli-Venezia Giulia

Il punto centrale, per la Regione, è difendere le eccellenze produttive e mantenere la manifattura sul territorio. “L’obiettivo è difendere le nostre eccellenze e mantenere la manifattura nella nostra Regione”, ha evidenziato Bini, indicando nella valorizzazione delle competenze, nella capacità di fare sistema e nel patrimonio industriale locale le chiavi per affrontare i mercati globali con maggiore serenità.

Il comparto legno-arredo resta dunque uno dei banchi di prova più significativi per la politica industriale del Friuli-Venezia Giulia: una filiera storica, radicata nei territori, ma chiamata oggi a rinnovare strumenti, alleanze e strategie per continuare a competere nel mondo.

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