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Caro energia, da Regione FVG 3 milioni ai Confidi per aiutare le imprese

La Regione stanzia altri 3 milioni di euro ai Confidi per sostenere le imprese del Friuli-Venezia Giulia colpite dal caro energia, facilitando garanzie, credito e liquidità

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Traliccio per il trasporto dell'energia elettrica
Traliccio per il trasporto dell'energia elettrica (© Depositphotos)

La Regione Friuli-Venezia Giulia mette in campo nuove risorse per sostenere le imprese colpite dal caro energia. Con la prossima manovra di assestamento, saranno infatti stanziati ulteriori 3 milioni di euro a favore del sistema dei Confidi regionali, con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito delle aziende che hanno subito gli effetti dell’eccezionale aumento dei prezzi dei prodotti energetici, conseguente alle recenti crisi internazionali.

La misura è destinata alle imprese con sede legale o operativa in Friuli-Venezia Giulia e punta a rafforzare due strumenti ritenuti strategici: la concessione di garanzie e le contribuzioni integrative per favorire l’ottenimento di finanziamenti. A beneficiarne saranno soprattutto le micro, piccole e medie imprese, spesso più esposte alle difficoltà legate all’accesso al credito bancario.

Ad annunciare il nuovo intervento è stato l’assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini, intervenuto a Tavagnacco in occasione della presentazione del primo bilancio di Fidimpresa FriulVeneto, il Confidi nato dalla fusione tra Confidi Friuli e Fidi Impresa & Turismo Veneto.

Tre milioni contro gli effetti del caro energia

Il cuore della notizia riguarda lo stanziamento aggiuntivo da 3 milioni di euro, che si inserisce nel più ampio quadro delle politiche regionali a sostegno del sistema produttivo. L’aumento dei costi energetici, aggravato dalle tensioni internazionali degli ultimi anni, ha inciso pesantemente sui bilanci aziendali, in particolare nei settori più energivori e nelle imprese di minori dimensioni.

Secondo Bini, il nuovo finanziamento conferma il ruolo del credito agevolato come leva concreta per sostenere investimenti, liquidità e crescita. Non si tratta soltanto di un aiuto emergenziale, ma di uno strumento pensato per accompagnare le aziende in una fase economica ancora segnata da incertezza, volatilità dei costi e necessità di rafforzare la competitività.

La Regione punta quindi a rafforzare il sistema delle garanzie, permettendo alle imprese di presentarsi agli istituti bancari con maggiori tutele e condizioni più favorevoli. In questo modo, le risorse pubbliche possono generare un impatto più ampio rispetto allo stanziamento iniziale.

Il ruolo dei Confidi: ogni euro regionale attiva 6,5 euro di garanzie

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dall’assessore riguarda l’effetto moltiplicatore dei Confidi. Ogni euro stanziato dalla Regione consente infatti al sistema di erogare garanzie per 6,5 euro. È questo meccanismo a rendere particolarmente significativo il sostegno pubblico al credito: le risorse regionali non si limitano a coprire un fabbisogno immediato, ma contribuiscono ad attivare finanziamenti bancari di importo molto superiore.

Nel solo 2025, la Regione ha destinato 14 milioni di euro ai Confidi, risorse che hanno permesso di attivare finanziamenti bancari stimati in circa 98 milioni di euro. Numeri che, secondo l’Amministrazione regionale, dimostrano la capacità dello strumento di incidere in modo concreto sul tessuto economico del Friuli-Venezia Giulia.

A beneficiare maggiormente di questa mediazione sono le micro e piccole imprese, che spesso dispongono di minori garanzie patrimoniali e incontrano maggiori ostacoli nell’ottenere credito dal sistema bancario tradizionale.

Fidimpresa FriulVeneto, il primo bilancio dopo la fusione

L’annuncio dei nuovi 3 milioni è arrivato durante la presentazione del primo bilancio di Fidimpresa FriulVeneto, realtà operativa dal 1° marzo 2025 e nata dall’aggregazione tra Confidi Friuli e Fidi Impresa & Turismo Veneto.

Il nuovo istituto conta 9 filiali tra Friuli-Venezia Giulia e Veneto, ha sede operativa a Tavagnacco ed è oggi tra i 30 maggiori Confidi d’Italia iscritti all’Albo degli intermediari finanziari. Si colloca inoltre come terzo Confidi del Nord Italia, con numeri di rilievo: 60 milioni di euro di patrimonio, 26.600 imprese associate e 250 milioni di euro di garanzie in essere.

Per Bini, la massa critica raggiunta dopo la fusione rappresenta un elemento fondamentale. Nel mercato delle garanzie e del credito, ha osservato l’assessore, la dimensione conta sempre di più: senza una struttura adeguata diventa difficile sostenere le imprese e rispondere alle trasformazioni dell’economia.

Utile in crescita e 2.200 operazioni di credito

Il bilancio 2025 di Fidimpresa FriulVeneto si è chiuso con un utile di 688mila euro, in crescita del 20 per cento rispetto alle previsioni formulate nella fase di fusione. Un risultato che, secondo la Regione, conferma la solidità dell’operazione e la capacità del nuovo soggetto di svolgere un ruolo centrale nel sostegno al sistema produttivo.

Sul piano operativo, nel 2025 sono state effettuate 2.200 operazioni di credito. I finanziamenti diretti hanno superato i 16 milioni di euro, mentre il totale degli affidamenti è stato pari a circa 450 milioni. Le garanzie rilasciate hanno raggiunto quota 250 milioni di euro.

Dati che raccontano un’attività intensa e una domanda significativa da parte delle imprese, in un contesto in cui la capacità di accedere al credito resta decisiva per programmare investimenti, sostenere la liquidità e affrontare i rincari.

Risorse regionali vincolate alle imprese del Friuli-Venezia Giulia

Nel suo intervento, Bini ha sottolineato anche un altro aspetto: la Regione ha sostenuto il percorso di aggregazione dei Confidi garantendo però che le risorse del Friuli-Venezia Giulia restassero a disposizione delle imprese del territorio regionale.

L’obiettivo è duplice: da un lato costruire strumenti più robusti e competitivi, in grado di operare su scala più ampia; dall’altro assicurare che il sostegno pubblico regionale continui a produrre effetti diretti sul tessuto economico locale.

La fusione, secondo questa impostazione, non rappresenta quindi una dispersione delle risorse, ma un rafforzamento degli strumenti a disposizione delle aziende, in particolare di quelle più fragili o più esposte alle tensioni dei mercati.

Una misura per le imprese più esposte ai rincari

Il nuovo stanziamento da 3 milioni di euro si inserisce in una fase in cui molte imprese continuano a fare i conti con margini ridotti, costi di produzione elevati e necessità di mantenere competitività. Il caro energia, pur con andamenti variabili, resta uno dei fattori che più hanno inciso sugli equilibri finanziari delle aziende negli ultimi anni.

Per questo la Regione punta sui Confidi come canale operativo per rendere più accessibile il credito. Le garanzie possono infatti facilitare la concessione di finanziamenti, mentre le contribuzioni integrative possono alleggerire il peso economico delle operazioni.

La misura guarda soprattutto al tessuto delle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia, che rappresentano una componente fondamentale dell’economia regionale e che, in molti casi, hanno bisogno di strumenti flessibili per superare le difficoltà generate dai rincari energetici.

Credito e competitività, la strategia regionale

Il messaggio emerso da Tavagnacco è chiaro: il sostegno al credito resta uno degli assi principali della strategia regionale per accompagnare il sistema produttivo. I 3 milioni aggiuntivi previsti in assestamento non sono soltanto una risposta al caro energia, ma anche un investimento sulla tenuta e sulla crescita delle imprese.

La Regione conferma così la volontà di utilizzare i Confidi come intermediari qualificati tra pubblico, banche e aziende, valorizzando un modello capace di moltiplicare l’effetto delle risorse stanziate e di raggiungere in modo mirato le realtà imprenditoriali più esposte.

In un contesto economico ancora complesso, l’accesso al credito diventa una condizione essenziale per continuare a investire, innovare e mantenere occupazione. Ed è proprio su questo terreno che il Friuli-Venezia Giulia sceglie di intervenire con nuove risorse dedicate alle imprese colpite dal caro energia.

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