Economia & LavoroRegione FVG
Parità retributiva in FVG, Rosolen: «Serve una svolta per donne, giovani e imprese»
A Udine il convegno sulla parità retributiva nelle imprese del Friuli-Venezia Giulia. Rosolen: trasparenza, welfare e politiche attive sono leve decisive per donne, giovani e competitività
La parità retributiva non è soltanto un tema di equità, ma una leva strategica per la crescita del Friuli-Venezia Giulia, per la competitività delle imprese e per l’attrattività del territorio. È questo il messaggio emerso a Udine, nell’auditorium Comelli della sede regionale di via Sabbadini, durante il convegno “Parità di genere e trasparenza retributiva: obblighi, strumenti e opportunità per le imprese del Friuli-Venezia Giulia”, promosso nell’ambito de “La cultura del lavoro Cdl Go2026”.
All’incontro è intervenuta l’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, che ha posto l’accento sul valore della trasparenza retributiva come elemento capace di incidere sulla qualità del lavoro e sulla piena partecipazione delle donne al mercato occupazionale.
Trasparenza retributiva e parità di genere: una fase operativa per il territorio
Secondo Rosolen, la trasparenza retributiva e la parità di genere si inseriscono in un percorso più ampio che riguarda non solo i diritti delle lavoratrici, ma anche la capacità delle imprese di essere più solide, attrattive e competitive.
L’applicazione della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, ha spiegato l’assessore, rappresenta una fotografia utile dello stato attuale, ma soprattutto apre una fase concreta di intervento. Una fase nella quale istituzioni, consulenti del lavoro, parti sociali e imprese sono chiamati ad agire insieme per rimuovere gli ostacoli che ancora frenano la piena partecipazione femminile al lavoro.
La parità salariale, dunque, viene letta come parte integrante di una nuova cultura del lavoro: non un adempimento isolato, ma un tassello di una strategia che punta a rafforzare il sistema regionale.
Il ruolo dei consulenti del lavoro e il metodo della collaborazione
Nel suo intervento, Rosolen ha richiamato la collaborazione costruita negli anni con i consulenti del lavoro, definendola parte di un metodo che la Regione intende consolidare. La proattività dei soggetti che operano quotidianamente sul territorio, ha evidenziato, produce benefici per l’Amministrazione regionale, per i cittadini e per le imprese.
Da questo confronto possono nascere strumenti utili per far conoscere meglio le politiche attive del lavoro e gli incentivi alle assunzioni, che da quest’anno sono focalizzati in modo particolare su giovani e donne.
Un passaggio significativo, perché collega la parità retributiva a un sistema più ampio di interventi: formazione, accompagnamento, incentivi, welfare e certificazione. Tutti elementi che, se coordinati, possono incidere in maniera concreta sulla qualità dell’occupazione.
Donne e lavoro, preoccupano i dati del primo trimestre 2026
Nel corso del convegno l’assessore ha richiamato anche i dati Istat del primo trimestre 2026, esprimendo preoccupazione per l’andamento dell’occupazione femminile. Il quadro descritto evidenzia un aumento delle donne disoccupate, una diminuzione di quelle occupate e una crescita del divario di genere.
Dopo i risultati positivi registrati nella fase post Covid, sostenuti anche dall’aumento del lavoro femminile, la Regione ritiene necessario comprendere le ragioni di questa inversione di tendenza e rafforzare le misure già in campo.
Il tema, quindi, non riguarda soltanto il rispetto formale della parità salariale, ma la capacità del sistema regionale di creare condizioni reali perché le donne possano entrare, restare e crescere nel mercato del lavoro.
Welfare territoriale e contratti collettivi: le leve per ridurre i divari
Rosolen ha sottolineato che la parità retributiva richiede un quadro coordinato di azioni legislative, strumenti di accompagnamento, incentivi e interventi culturali. La Regione guarda con favore alla trasparenza, al ruolo delle parti sociali e alla verifica dei contratti collettivi nazionali rappresentativi, considerati passaggi necessari per garantire condizioni corrette e coerenti nel mondo del lavoro.
Tra le leve principali resta centrale il welfare territoriale, indicato come uno degli strumenti più forti per sostenere l’occupazione femminile e giovanile. Servizi adeguati, misure di conciliazione, reti locali e politiche familiari possono infatti ridurre quegli ostacoli che ancora oggi limitano la partecipazione delle donne al lavoro.
Il punto, ha evidenziato l’assessore, è costruire un sistema in cui entrino in gioco la parte datoriale, quella sindacale, le amministrazioni locali e l’intero tessuto sociale.
Giovani e donne al centro della competitività regionale
La parità retributiva è stata collegata anche alla tenuta complessiva del Friuli-Venezia Giulia. Rosolen ha ricordato il dato dei 20mila giovani laureati usciti dalla regione negli ultimi vent’anni, un elemento che rende ancora più urgente il tema dell’attrattività del territorio.
L’ingresso stabile di giovani e donne nel mercato del lavoro viene considerato decisivo per affrontare le sfide dei prossimi anni. Competitività e attrattività, infatti, non passano soltanto dagli investimenti produttivi, ma anche dalla capacità di garantire opportunità eque, percorsi professionali credibili e condizioni lavorative capaci di trattenere competenze.
In questa prospettiva, la parità retributiva diventa un indicatore della qualità del sistema economico e sociale regionale.
Una sfida culturale oltre che normativa
Il convegno di Udine ha messo in evidenza come la parità di genere nel lavoro sia una sfida culturale, oltre che normativa. Gli obblighi previsti dalla direttiva europea e gli strumenti messi a disposizione delle imprese rappresentano un punto di partenza, ma il cambiamento richiede continuità, collaborazione e capacità di lettura dei bisogni reali.
Per il Friuli-Venezia Giulia, il tema assume un valore strategico: ridurre i divari di genere e generazionali significa rafforzare il mercato del lavoro, sostenere le imprese e rendere il territorio più capace di attrarre e trattenere persone, professionalità e investimenti.
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