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Imprese agricole under 35, il Friuli-Venezia Giulia controcorrente sfida il calo nazionale
In Friuli-Venezia Giulia le imprese agricole under 35 crescono dello 0,9%, contro il calo nazionale del 4,4%. La Regione prepara nuovi strumenti per credito, investimenti e acquisto dei terreni
Mentre a livello nazionale diminuiscono le aziende agricole guidate dai giovani, il Friuli-Venezia Giulia registra un andamento positivo e si colloca tra le poche regioni italiane capaci di rafforzare la presenza degli under 35 nel settore primario. Nel confronto con il 2024, le imprese agricole giovanili regionali sono aumentate dello 0,9%, a fronte di una flessione italiana del 4,4%.
I dati sono stati presentati durante l’assemblea della Sezione Giovani di Coldiretti Friuli-Venezia Giulia, svoltasi nella serata di giovedì 9 luglio in un agriturismo di Bagnaria Arsa. All’incontro, dedicato in particolare al ricambio generazionale, ha partecipato anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, insieme ai vertici nazionali del movimento giovanile di Coldiretti.
Solo tre regioni le italiane con saldo positivo
Il dato regionale assume particolare rilievo se inserito nel quadro nazionale. Rispetto al 2024, infatti, in Italia il numero delle imprese agricole condotte da persone con meno di 35 anni è diminuito del 4,4%.
Il Friuli-Venezia Giulia, con una crescita dello 0,9%, risulta invece una delle sole tre regioni italiane a registrare un saldo positivo.
Ancora più significativo è il confronto con il periodo precedente alla pandemia. Tra il 2020 e il 2025, il numero delle imprese agricole giovanili presenti sul territorio regionale è cresciuto complessivamente del 5,7%.
Numeri che evidenziano una capacità di attrazione e consolidamento superiore rispetto alla media nazionale e che confermano il ruolo crescente delle nuove generazioni nella trasformazione dell’agricoltura regionale.
Zannier: «Investire sui giovani rafforza la competitività»
Secondo l’assessore Stefano Zannier, il ricambio generazionale rappresenta una delle principali sfide per il futuro del comparto agricolo.
«Nei due mandati dell’Amministrazione Fedriga abbiamo costruito un sistema di misure concrete per accompagnare i giovani imprenditori agricoli nella nascita, nel consolidamento e nello sviluppo delle loro aziende», ha spiegato l’esponente della Giunta regionale.
Per Zannier, sostenere l’ingresso dei giovani nel settore significa non soltanto garantire continuità alle attività esistenti, ma anche rafforzare la competitività dell’agricoltura, favorire l’innovazione e mantenere vivi soprattutto i territori rurali e montani.
Le nuove generazioni, infatti, sono spesso maggiormente orientate verso la digitalizzazione dei processi produttivi, la sostenibilità ambientale, la diversificazione delle attività e la valorizzazione diretta dei prodotti locali.

L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier all’assemblea dei Giovani di Coldiretti Fvg
Incentivi per l’avvio delle attività e finanziamenti a tasso zero
Alla base della crescita registrata in Friuli-Venezia Giulia vi sarebbe anche il sistema di sostegno attivato dalla Regione per agevolare l’insediamento e gli investimenti dei giovani agricoltori.
Tra gli strumenti citati dall’assessore figurano gli incentivi destinati agli under 40 che avviano un’attività nelle aree montane. Una misura pensata per contrastare lo spopolamento, mantenere produttive le zone più periferiche e generare nuove opportunità economiche nei territori caratterizzati da maggiori difficoltà strutturali.
Un ruolo centrale viene svolto anche dalle linee del Fondo di rotazione regionale, rinnovate annualmente, attraverso le quali le imprese possono accedere a finanziamenti a tasso zero destinati alla realizzazione di investimenti.
A questi strumenti si aggiungono le controgaranzie offerte tramite i Confidi, con l’obiettivo di ridurre gli ostacoli incontrati dalle aziende più giovani nell’accesso al credito bancario.
L’accesso al credito resta uno dei principali ostacoli
Nonostante i dati positivi, avviare un’impresa agricola continua a richiedere capitali elevati. Macchinari, strutture, impianti, tecnologie e terreni rappresentano investimenti spesso difficili da sostenere per chi non dispone già di un patrimonio aziendale o familiare.
Proprio per questa ragione la Regione intende rafforzare le misure collegate allo Sviluppo rurale e al Fondo di rotazione. L’obiettivo è introdurre strumenti finanziari innovativi capaci di facilitare ulteriormente l’accesso al credito e di accompagnare le aziende non soltanto nella fase di avvio, ma anche nei successivi percorsi di crescita.
Il consolidamento delle imprese è infatti essenziale per evitare che le nuove iniziative si interrompano dopo pochi anni e per permettere ai giovani agricoltori di affrontare mercati sempre più competitivi.
Nuovi strumenti per acquistare i terreni agricoli
Una delle novità annunciate riguarda la possibilità di rispondere a una delle esigenze più sentite dagli imprenditori più giovani: l’acquisto dei terreni agricoli.
La disponibilità di superfici adeguate è una condizione fondamentale per aumentare la produzione, ampliare le attività, introdurre nuove coltivazioni e migliorare la sostenibilità economica delle aziende. Tuttavia, il costo dei terreni e la difficoltà nell’ottenere finanziamenti di lunga durata rappresentano ancora un limite rilevante.
Le nuove misure regionali dovrebbero quindi puntare a rendere più agevoli queste operazioni, sostenendo le aziende che intendono crescere e rafforzare la propria presenza sul territorio.
Giovani agricoltori decisivi per il futuro dei territori
La crescita delle imprese agricole under 35 non rappresenta soltanto un dato economico. La presenza di giovani imprenditori contribuisce anche alla cura del paesaggio, alla tutela delle aree rurali, al mantenimento dei servizi e alla creazione di nuove opportunità occupazionali.
In molti casi, le aziende agricole di nuova generazione affiancano alla produzione tradizionale attività agrituristiche, vendita diretta, trasformazione dei prodotti, fattorie didattiche ed esperienze legate al turismo lento ed enogastronomico.
Il dato del Friuli-Venezia Giulia, in netta controtendenza rispetto alla flessione nazionale, segnala dunque una realtà agricola capace di rinnovarsi. La sfida sarà ora consolidare questa crescita, facilitando il passaggio delle aziende tra generazioni e garantendo ai giovani condizioni economiche e finanziarie adeguate per investire nel lungo periodo.
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