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Incendi in Friuli-Venezia Giulia, scatta la massima pericolosità: ecco tutti i divieti e le aree colpite

Il Friuli Venezia Giulia dichiara lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi: ecco divieti, sanzioni e situazione

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Incendio boschivo
Incendio boschivo ( © Depositphotos)

Il Friuli-Venezia Giulia ha dichiarato lo stato di massima pericolosità per gli incendi boschivi su quasi tutto il territorio regionale. Il provvedimento, adottato dal Servizio foreste della Direzione risorse agroalimentari, forestali e ittiche, è entrato in vigore oggi dopo le numerose emergenze registrate dalla fine di giugno tra il Pordenonese, la montagna friulana e il Carso. A favorire i roghi sono temperature elevate, vento e vegetazione fortemente disidratata, condizioni che hanno innalzato sensibilmente il rischio di nuovi incendi.

Decine di ettari distrutti dalle fiamme

Negli ultimi giorni gli incendi hanno interessato diverse aree della regione. Il bilancio più pesante riguarda il territorio di Monrupino, dove sono andati in fumo circa 20 ettari, mentre a Claut si stimano 45 ettari di superficie bruciata.

Nella serata di domenica risultavano ancora attivi incendi ad Andreis, Tramonti di Sopra, dove sono stati interessati circa quattro ettari, Forni di Sotto, Ampezzo e a Sgonico, in località Bristie, dove le operazioni erano concentrate sulla bonifica di un’area di circa 8 mila metri quadrati.

Elicotteri e squadre specializzate al lavoro

Le operazioni di spegnimento hanno visto un imponente dispiegamento di uomini e mezzi. A Monrupino l’elicottero della Protezione civile regionale ha effettuato numerosi lanci d’acqua, supportato dalle stazioni forestali, dai gruppi comunali di Protezione civile, dai pompieri volontari del Carso e dall’unità antincendio boschivo dei Vigili del fuoco di Trieste.

Anche nella mattinata di oggi gli elicotteri sono tornati in azione a Monrupino e Ampezzo. Determinante anche il lavoro della squadra Siai del Corpo forestale regionale, specializzata negli interventi in aree particolarmente impervie. In alcuni casi, però, gli incendi, originati da fulmini, si sviluppano su versanti molto ripidi o quasi verticali, rendendo impossibile intervenire direttamente da terra in condizioni di sicurezza.

Scattano divieti e sanzioni raddoppiate

Con la dichiarazione dello stato di massima pericolosità entrano in vigore rigorosi divieti per prevenire nuovi incendi. È vietato accendere fuochi, utilizzare esplosivi, bruciare residui agricoli e forestali, impiegare apparecchi a fiamma libera, bracieri e fornelli fuori dalle aree autorizzate, far esplodere fuochi d’artificio, gettare mozziconi di sigaretta accesi o utilizzare strumenti che possano produrre scintille in presenza di vegetazione infiammabile.

Le sanzioni amministrative previste dalla normativa regionale vengono raddoppiate e possono variare da 100 a 1.000 euro.

Sorveglianza rafforzata e piano antincendio in aggiornamento

Il decreto è stato emanato dal Servizio foreste, dopo il confronto con la Protezione civile regionale e il Comando del Corpo forestale regionale, alla luce dell’elevato rischio registrato soprattutto nei versanti maggiormente esposti al sole e caratterizzati da terreni con scarsa capacità di trattenere l’acqua.

Parallelamente prosegue l’aggiornamento del Piano regionale antincendio boschivo, inserito nel più ampio percorso del Piano clima del Friuli-Venezia Giulia, che considera la prevenzione degli incendi un elemento fondamentale anche per limitare le emissioni di CO₂.

Nel frattempo il Corpo forestale regionale ha disposto il rafforzamento dei controlli e delle attività di vigilanza su tutto il territorio, misura che resterà in vigore fino alla revoca dello stato di massima pericolosità.

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