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Progetto Ghana, superata abbondantemente quota 400 lavoratori inseriti nelle aziende italiane

Progetto Ghana di Confindustria Alto Adriatico: superata quota 400 lavoratori inseriti nelle aziende italiane

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Bandiera del Ghana
Bandiera del Ghana ( © Depositphotos)

Si consolida e continua a espandersi il Progetto Ghana, l’iniziativa di mobilità internazionale promossa da Confindustria Alto Adriatico per rispondere alla crescente carenza di personale qualificato nelle imprese manifatturiere. Con l’arrivo in Italia di un nuovo gruppo di operatori meccanici specializzati provenienti dal Ghana, destinati al Bonomi Group, il progetto supera abbondantemente quota 400 lavoratori africani inseriti nelle aziende italiane attraverso un modello basato su formazione, selezione e integrazione.

L’iniziativa è stata ideata e sviluppata da Confindustria Alto Adriatico ed è realizzata insieme a Umana, che coordina la selezione dei candidati, le procedure amministrative e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo. Fondamentale è anche il contributo delle Scuole Salesiane del Ghana, che curano la formazione professionale, e della Ghana Nationals Association, impegnata a favorire l’integrazione sociale e culturale dei lavoratori.

La formazione inizia direttamente in Ghana

Il percorso prende avvio nel Paese africano, dove i candidati seguono una preparazione che unisce formazione tecnico-professionale, studio della lingua italiana, educazione civica, sicurezza sul lavoro e apprendimento del lessico specialistico del settore manifatturiero. Prima della partenza conseguono inoltre la certificazione linguistica.

Una volta arrivati in Italia, i lavoratori completano il percorso attraverso ulteriori attività formative e un accompagnamento dedicato all’inserimento sia lavorativo sia abitativo, con l’obiettivo di favorire una piena integrazione nelle aziende e nel territorio.

Dall’Alto Adriatico a nuovi distretti produttivi

Dalla sua attivazione, il Progetto Ghana ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione oltre il Friuli-Venezia Giulia. Dopo le prime esperienze nelle aziende del sistema di Confindustria Alto Adriatico, il modello è stato esteso alla Lombardia e successivamente ad altri territori produttivi, tra cui Veneto e Toscana, fino all’approdo odierno nel territorio bresciano.

Per quanto riguarda il Bonomi Group, i lavoratori affronteranno una fase di formazione sul territorio di Brescia, realizzata in collaborazione con l’Associazione Formazione Giovanni Piamarta, prima dell’inserimento nelle diverse società del gruppo.

Agrusti: «Una risposta strutturale per il sistema produttivo»

«Quando abbiamo avviato il Progetto – ha dichiarato il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Michelangelo Agrusti – volevamo costruire una risposta strutturale a un problema destinato a diventare sempre più rilevante per il sistema produttivo italiano. Il fatto che questo modello venga adottato anche da altri territori industriali conferma la solidità dell’impostazione. Con questi ulteriori inserimenti superiamo abbondantemente quota quattrocento lavoratori, un risultato reso possibile dalla collaborazione tra Confindustria Alto Adriatico, Umana, le Scuole Salesiane del Ghana, le imprese e tutti i partner coinvolti».

Ad accogliere i giovani lavoratori era presente, per Confindustria Alto Adriatico, anche il vicedirettore Giuseppe Del Col.

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