Eventi & Cultura
No Borders ai Laghi di Fusine, gli ambientalisti: «I concerti vanno spostati per salvaguardare l’area protetta»
No Borders Music Festival, ambientalisti chiedono di spostare i concerti dai Laghi di Fusine per tutelare l’ecosistema dell’area protetta
Cinque associazioni ambientaliste del Friuli-Venezia Giulia chiedono che i concerti del No Borders Music Festival non vengano più organizzati ai Laghi di Fusine, ritenendo il sito inadatto a ospitare eventi di grande richiamo. La richiesta arriva da Italia Nostra, Legambiente Fvg, Lipu Fvg, Mountain Wilderness e Wwf Fvg, che invitano gli organizzatori e la Regione a individuare sedi alternative per le future edizioni.
Secondo le associazioni, l’area del Lago Superiore di Fusine, classificata come Zona speciale di conservazione (Zsc) e tutelata dalla normativa europea, sarebbe stata negli ultimi anni occupata per circa una ventina di giorni da palchi, generatori, impianti di amplificazione e altre strutture necessarie allo svolgimento dei concerti, richiamando migliaia di spettatori.
Le preoccupazioni per l’ecosistema
Le organizzazioni sostengono che la pressione esercitata dagli eventi sia incompatibile con la fragilità dell’ecosistema. Tra gli episodi segnalati figurano la presenza di rifiuti abbandonati, in particolare mozziconi di sigaretta, il danneggiamento del prato e l’installazione di strutture sceniche in acqua.
Nel documento vengono evidenziati anche altri possibili impatti ambientali, tra cui la riduzione della superficie dell’habitat, l’alterazione delle funzioni ecologiche e della connettività ambientale della conca di Fusine, considerata un importante corridoio transfrontaliero per specie come orso bruno e lupo.
Le associazioni richiamano inoltre il possibile disturbo provocato dalle onde sonore a bassa frequenza, che potrebbero propagarsi nella foresta demaniale, e contestano l’assenza di una valutazione complessiva che tenga conto dell’effetto cumulativo dei concerti insieme al turismo estivo e ai tagli boschivi programmati.
Dubbi sulle autorizzazioni
Una parte delle contestazioni riguarda anche le procedure autorizzative.
Secondo quanto riportato dalle associazioni, nel 2025 il Servizio Via avrebbe rilasciato una Valutazione d’incidenza (VIncA) favorevole senza i pareri obbligatori della Soprintendenza e del Reparto Carabinieri Biodiversità.
Per il 2026, invece, sarebbe stata utilizzata una procedura semplificata di screening per prorogare il precedente provvedimento, con il risultato, secondo i firmatari, di limitare la possibilità per i cittadini di presentare osservazioni durante il periodo previsto sul portale Via.
Le organizzazioni sostengono inoltre che lo studio acustico presentato contenga errori di calcolo, carenze tecniche e violazioni delle norme Uni.
Le proposte alternative
Le associazioni precisano di non essere contrarie al festival, ma chiedono che venga ospitato in luoghi più idonei dal punto di vista ambientale.
Tra le possibili alternative vengono indicate l’area di Tarvisio ai piedi del Monte Priesnig, ritenuta già antropizzata e adatta sotto il profilo logistico, oltre a Cave del Predil e Sella Nevea. Gli eventi di dimensioni minori potrebbero invece essere distribuiti nei centri della Val Canale, come Tarvisio e Pontebba, con benefici economici diffusi sul territorio.
Le richieste rivolte a consorzio e Regione
Le cinque associazioni chiedono al Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo di non riproporre i Laghi di Fusine come sede del festival, ricordando che lo stesso consorzio, nel proprio rapporto sulla sostenibilità, evidenzia già una situazione di forte pressione turistica e sovraffollamento nell’area.
Alla Regione Friuli-Venezia Giulia viene invece chiesto di non reiterare le autorizzazioni qualora non venga individuata una nuova sede, richiamando anche il Piano paesaggistico regionale, che indica tra le principali minacce per il sito il turismo di massa incompatibile con la fragilità paesaggistica e ambientale.
Infine, le associazioni sollecitano maggiori controlli durante lo svolgimento degli eventi e si dichiarano disponibili ad aprire un confronto per individuare soluzioni alternative.
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