Salute
Zecche in Friuli-Venezia Giulia: i rischi e le regole per difendersi
In estate aumenta la frequentazione di boschi e sentieri, ma anche il rischio di incontrare le zecche. Come prevenire il morso, rimuoverle correttamente e riconoscere i sintomi da non ignorare
Con l’arrivo del caldo, la montagna diventa una delle mete preferite per cercare refrigerio, camminare nei boschi e trascorrere qualche ora nella natura. Tra i rischi da non sottovalutare ci sono però le zecche, piccoli parassiti che possono attaccarsi alla pelle senza essere subito avvertiti.
La loro presenza non deve scoraggiare escursioni e passeggiate, ma rende necessarie alcune semplici precauzioni: scegliere un abbigliamento adeguato, controllare il corpo al rientro e sapere come intervenire in caso di morso.
Dove si trovano le zecche
Le zecche sono particolarmente attive nei mesi più caldi e frequentano soprattutto ambienti umidi, prati, boschi, cespugli e zone con erba alta. Non saltano e non volano: generalmente rimangono sulla vegetazione in attesa del passaggio di una persona o di un animale.
Il morso è spesso indolore, perché la loro saliva contiene sostanze che riducono la sensibilità della pelle. Per questo motivo una zecca può restare attaccata per diverse ore senza essere notata.
Anche in Friuli-Venezia Giulia, dove sentieri, boschi e aree montane sono molto frequentati durante l’estate, la prevenzione assume particolare importanza.
Malattia di Lyme e TBE
Non tutte le zecche sono infette e un morso non comporta automaticamente la trasmissione di una malattia. Alcuni esemplari possono però veicolare infezioni, tra cui la borreliosi di Lyme e l’encefalite da zecca, conosciuta come TBE.
La malattia di Lyme è un’infezione batterica. Uno dei segnali più caratteristici è la comparsa di un arrossamento circolare che tende progressivamente ad allargarsi. Possono inoltre presentarsi febbre, stanchezza, mal di testa e dolori articolari.
La TBE è invece un’infezione virale che, nei casi più seri, può coinvolgere il sistema nervoso. I primi disturbi possono assomigliare a quelli influenzali, con febbre, malessere e cefalea. Contro questa malattia è disponibile un vaccino.
Come prevenire il morso
Prima di partire per una passeggiata è consigliabile indossare pantaloni lunghi, scarpe chiuse e calze alte, preferendo abiti chiari che permettano di individuare più facilmente eventuali parassiti.
Durante il percorso è meglio camminare al centro del sentiero ed evitare, quando possibile, il contatto diretto con cespugli ed erba alta. Possono essere utilizzati anche repellenti specifici, rispettando sempre le indicazioni riportate sulla confezione.
Particolare attenzione va riservata ai bambini e agli animali domestici. Anche i cani devono essere protetti con prodotti antiparassitari adeguati e controllati al termine dell’escursione.
Il controllo al ritorno
Una volta rientrati è importante esaminare con attenzione tutto il corpo, senza aspettare la comparsa di prurito o fastidio. Le zone preferite dalle zecche sono spesso quelle più calde e nascoste, come:
- cuoio capelluto e collo;
- ascelle e inguine;
- fianchi e ombelico;
- parte posteriore delle ginocchia.
Vanno controllati anche vestiti, zaini e attrezzature, perché una zecca potrebbe essere rimasta sugli indumenti prima di raggiungere la pelle.
Come rimuovere correttamente una zecca
Quando una zecca viene trovata attaccata, è opportuno rimuoverla il prima possibile. Bisogna utilizzare una pinzetta a punte sottili, afferrandola vicino alla pelle e tirando lentamente con un movimento continuo, senza schiacciarne il corpo.
Dopo l’estrazione, la zona deve essere disinfettata. È utile anche annotare la data del morso, in modo da poter riferire l’informazione al medico qualora comparissero sintomi nelle settimane successive.
Sono invece da evitare rimedi come olio, alcol, vaselina, benzina, calore o fiamme. Questi sistemi possono irritare il parassita e favorire il rilascio di materiale potenzialmente infetto nella ferita.
Quando rivolgersi al medico
Dopo il morso è consigliabile osservare la zona e le proprie condizioni di salute. È necessario contattare il medico se compaiono un arrossamento che si allarga, febbre, forte mal di testa, dolori articolari, stanchezza insolita o disturbi neurologici.
Non è opportuno assumere antibiotici senza indicazione sanitaria. La terapia viene valutata dal medico sulla base dei sintomi e del quadro clinico.
Il vaccino contro la TBE
Per la malattia di Lyme non è disponibile una vaccinazione di uso comune, mentre contro la TBE esiste un vaccino. In Friuli-Venezia Giulia la vaccinazione viene proposta attraverso i servizi sanitari territoriali ed è particolarmente indicata per chi vive, lavora o trascorre molto tempo nelle aree boschive e montane.
Informarsi con anticipo è importante, perché il ciclo vaccinale richiede più dosi e la protezione non è immediata.
Poche regole per vivere la montagna in sicurezza
Le zecche rappresentano un rischio reale, ma facilmente gestibile con comportamenti corretti. Vestirsi in modo adeguato, evitare l’erba alta, controllare accuratamente la pelle e rimuovere subito il parassita sono le principali regole per godersi la montagna senza inutili allarmismi.
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