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Rotta balcanica, quasi quattro respingimenti al giorno al confine con la Slovenia: tutti i numeri della Polizia

Immigrazione clandestina al confine con la Slovenia: i dati su respingimenti, arresti e controlli effettuati nei primi sette mesi del 2026

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Confine italiano
Confine italiano ( © Depositphotos)

Nei primi sette mesi del 2026 quasi quattro cittadini stranieri irregolari al giorno sono stati respinti in Slovenia dopo aver tentato di entrare clandestinamente in Italia. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Polizia di Stato, che fotografano l’attività svolta lungo la rotta balcanica, nell’area di confine tra Trieste e il valico di Tarvisio. Le statistiche offrono un quadro articolato del fenomeno migratorio, fatto di controlli capillari, arresti e respingimenti, ma anche di un dibattito politico ancora aperto sull’efficacia delle misure adottate.

Oltre duemila stranieri irregolari rintracciati

Dal 1° gennaio al 22 luglio sono stati rintracciati oltre 2.000 cittadini stranieri irregolari, mentre i respingimenti verso la Slovenia hanno riguardato circa il 30% dei casi. Nello stesso periodo la Polizia ha effettuato 128 arresti, di cui 40 per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e ha denunciato 748 persone.

Le cifre assumono un significato ancora più evidente se confrontate con il numero complessivo dei controlli effettuati. Gli agenti hanno infatti identificato oltre 240 mila persone e controllato più di 106 mila veicoli lungo la fascia confinaria.

Le percentuali dei controlli

Rapportando i dati, emerge che gli arresti rappresentano appena lo 0,05% delle persone identificate, mentre quelli per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina si attestano intorno allo 0,01%.

Anche gli stranieri irregolari rintracciati costituiscono una quota contenuta rispetto al totale delle persone controllate: lo 0,83%. Se invece si confrontano i 40 passeur arrestati con gli oltre 106 mila veicoli fermati, la percentuale si riduce ulteriormente, attestandosi attorno allo 0,03%.

Numeri che descrivono un’attività di controllo molto estesa, dalla quale emergono relativamente pochi casi rispetto al volume complessivo delle verifiche svolte.

Il governo rivendica i risultati

I dati sono stati accolti con favore dalla maggioranza di governo. La deputata di Fratelli d’Italia Nicole Matteoni ha sottolineato come “il ripristino dei controlli di frontiera funziona e porta risultati concreti nella lotta all’immigrazione clandestina”, attribuendo i numeri all’efficacia delle misure introdotte.

Il fenomeno della rotta balcanica, tuttavia, resta complesso e soggetto a continui cambiamenti. Le modalità operative dei trafficanti si evolvono costantemente e seguono gli spostamenti dei flussi migratori attraverso i Paesi dei Balcani, adattandosi alle misure di controllo adottate lungo i confini.

Il confronto con Bruxelles

Sul tema resta aperto anche il confronto con l’Unione Europea. Nelle scorse settimane la Commissione europea ha invitato nove Stati membri, tra cui l’Italia, ad avviare una graduale sospensione dei controlli alle frontiere interne, ritenendo non più sufficientemente giustificato il loro mantenimento a tre anni dagli eventi del 7 ottobre in Israele e contestando la mancanza di alcuni dati dettagliati forniti dal Viminale.

Il governo Meloni, però, ha confermato la propria linea, ribadendo che i controlli alle frontiere proseguiranno, ritenendoli uno strumento essenziale per contrastare l’immigrazione irregolare lungo la rotta balcanica.

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