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West Nile in Friuli-Venezia Giulia, primo caso: 70enne ricoverato in terapia intensiva

Primo caso di West Nile in Friuli-Venezia Giulia: 70enne ricoverato, scattano disinfestazione e protocollo sanitario

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West Nile Virus - West Nile in FVG
West Nile Virus ( © Depositphotos)

Il primo caso di virus West Nile in Friuli-Venezia Giulia è stato diagnosticato all’ospedale di San Vito al Tagliamento. A risultare positivo è un uomo di 70 anni residente a Chions, arrivato in pronto soccorso con febbre alta e sintomi neurologici. Il quadro clinico ha spinto i medici ad approfondire immediatamente gli accertamenti, che hanno confermato l’infezione trasmessa attraverso la puntura di una zanzara infetta.

Il paziente è stato preso in carico dal personale sanitario e trasferito nel reparto di terapia intensiva, dove si trova ricoverato in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi, ma i medici mantengono un cauto ottimismo sull’evoluzione clinica.

Il ricovero e la diagnosi

Dopo l’arrivo in ospedale, il personale medico e infermieristico ha attivato rapidamente tutte le procedure previste per individuare l’origine dei sintomi. Gli esami hanno consentito di identificare il virus West Nile in tempi rapidi.

Secondo quanto riferito dall’équipe guidata dal dottor Sergio Venturini, il paziente è stato immediatamente sottoposto alle cure necessarie e monitorato costantemente. La conferma diagnostica è arrivata dal laboratorio di microbiologia del Giancarlo Basaglia, al termine degli accertamenti effettuati dagli specialisti dell’unità di malattie infettive insieme al personale del pronto soccorso e della medicina dell’ospedale di San Vito al Tagliamento, diretti da Fabiana Nascimben e Massimiliano Balbi.

Come si trasmette il virus

I medici ricordano che il West Nile non si trasmette da persona a persona. Il contagio avviene esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette, che contraggono il virus dopo aver punto uccelli selvatici, considerati i principali serbatoi naturali dell’infezione.

Per questo motivo il rischio non è legato al contatto con il paziente, ma alla presenza di insetti vettori nelle aree interessate.

Attivati gli interventi di prevenzione

Come già avvenuto recentemente in occasione del caso di Hantavirus, la rete sanitaria regionale ha completato in circa 24 ore tutti gli accertamenti necessari, consentendo di individuare rapidamente il virus e di avviare le procedure previste.

Dopo la conferma del caso, il Dipartimento di Prevenzione di Asfo, diretto da Barbara Pellizzari, ha avviato gli accertamenti epidemiologici e applicato il protocollo nazionale. Il Comune di Chions è stato informato e sono state predisposte le attività di disinfestazione previste per ridurre il rischio di ulteriori contagi.

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