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Migranti e rotta balcanica, vertice a Pordenone tra Italia, Slovenia e Croazia

Vertice a Pordenone tra i ministri dell’Interno di Italia, Slovenia e Croazia. Al centro sicurezza, flussi migratori e controlli sulla rotta balcanica. Roberti: «Rafforzare la cooperazione»

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Il tavolo del vertice tra Italia, Croazia e Slovenia
Il tavolo del vertice tra Italia, Croazia e Slovenia

Sicurezza, immigrazione, controllo delle frontiere e contrasto alla criminalità transfrontaliera al centro del vertice trilaterale che ha riunito oggi, 22 settembre, a Pordenone i ministri dell’Interno di Italia, Slovenia e Croazia. Un confronto che assume un rilievo particolare per il Friuli-Venezia Giulia, territorio direttamente interessato dai movimenti migratori lungo la rotta balcanica.

L’incontro si è svolto a Villa Cattaneo e ha visto la partecipazione del ministro dell’Interno italiano Matteo Piantedosi, del ministro sloveno Franci Matoz e dell’omologo croato Davor Božinović. Presenti anche il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava.

Sicurezza e flussi migratori al centro del Trilaterale

I lavori hanno affrontato diversi dossier: cooperazione di polizia, immigrazione e asilo, controlli alle frontiere, collaborazione transfrontaliera e contrasto alla criminalità.

A seguire il vertice anche l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che ha sottolineato soprattutto le conseguenze che le decisioni prese tra Italia, Slovenia e Croazia possono avere sul Friuli-Venezia Giulia.

Secondo Roberti, i temi affrontati hanno infatti «forte impatto» sulla regione, proprio per la sua posizione geografica lungo uno dei principali percorsi terrestri utilizzati da chi raggiunge l’Europa occidentale attraverso i Balcani.

L’assessore ha indicato nella cooperazione tra i tre Stati uno degli strumenti necessari per intervenire sul fenomeno, sostenendo la necessità di individuare ulteriori misure per ridurre gli ingressi irregolari.

Roberti: «Confronto concreto per rafforzare i controlli»

«Il confronto costante tra i tre Paesi e la collaborazione sinergica sono fondamentali», ha dichiarato Roberti, secondo il quale il lavoro congiunto deve consentire di rafforzare le misure già adottate.

L’assessore ha inoltre richiamato quelli che, sulla base dei dati discussi durante il vertice, ha definito risultati ottenuti negli ultimi tre anni sul fronte dei controlli e degli arresti, precisando però che, nella valutazione della Regione, il numero degli ingressi irregolari continua a essere elevato.

Roberti ha definito «virtuoso» il percorso avviato dal ministro Piantedosi con gli omologhi sloveno e croato perché, a suo giudizio, permette di mettere a confronto esperienze e sistemi di intervento dei tre Paesi.

«Quello di oggi a Pordenone è stato un confronto concreto, basato su numeri e dati», ha aggiunto, indicando come obiettivo quello di individuare nuove modalità operative per limitare gli ingressi irregolari attraverso la rotta balcanica.

Controlli trilaterali sulla frontiera croata

Tra gli aspetti evidenziati dall’assessore regionale c’è il tema dei controlli trilaterali sulla frontiera croata, che rappresenta un confine esterno dell’Unione europea.

Roberti ha ricordato come il Friuli-Venezia Giulia avesse già sostenuto negli anni scorsi la necessità di rafforzare gli interventi più a est lungo la rotta, attraverso una maggiore collaborazione tra le forze di polizia dei diversi Paesi.

La cooperazione tra Italia, Slovenia e Croazia sul fronte migratorio e della sicurezza non nasce con l’incontro di Pordenone. In precedenti confronti istituzionali erano già state discusse misure come pattugliamenti congiunti, organismi permanenti di coordinamento e un maggiore scambio di informazioni tra le autorità di polizia.

Il Friuli-Venezia Giulia osserva gli sviluppi sulla rotta balcanica

Per il Friuli-Venezia Giulia, il dossier resta particolarmente rilevante per la vicinanza con Slovenia e Croazia e per la collocazione della regione all’estremità occidentale della rotta balcanica.

Il vertice di Pordenone rappresenta quindi un nuovo passaggio nel coordinamento tra i tre Paesi, con l’obiettivo dichiarato dalle istituzioni coinvolte di rendere più efficace la cooperazione di polizia e la gestione delle frontiere.

«L’obiettivo deve essere quello di proseguire su questa strada, rafforzando la cooperazione tra i tre Paesi e rendendo sempre più efficaci le politiche di controllo dei flussi migratori», ha concluso Roberti.

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